| Francesco Caracciolo di Torchiarolo | |
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| X principe di Torchiarolo | |
| In carica | 1985 – 1992 |
| Predecessore | Marcello, IX principe di Torchiarolo |
| Successore | Sergianni, XI principe di Torchiarolo |
| Trattamento | Sua altezza serenissima Don |
| Altri titoli |
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| Nascita | San Martino in Pensilis, 6 settembre 1944 |
| Morte | Roma, 3 novembre 1992 (48 anni) |
| Luogo di sepoltura | Cimitero di Prima Porta |
| Dinastia | Caracciolo di Torchiarolo |
| Padre | Marcello Caracciolo di Torchiarolo, IX principe di Torchiarolo |
| Madre | Maria Immacolata Tozzi |
| Religione | Cattolicesimo |
Don Francesco Sergianni Luigi Caracciolo di Torchiarolo, detto Franco (San Martino in Pensilis, 6 settembre 1944 – Roma, 3 novembre 1992), è stato un attore e nobile italiano, membro della famiglia principesca Caracciolo.



Secondo di tre figli, nacque nel 1944 dal principe Marcello Caracciolo di Torchiarolo (1903-1985) e da Maria Immacolata Tozzi. La nascita non avvenne nel palazzo gentilizio di Roma, dove la famiglia risiedeva, ma a San Martino in Pensilis, piccolo centro del Molise dove i Caracciolo si erano rifugiati per sfuggire ai bombardamenti alleati che, l'anno prima, avevano colpito la Capitale. Suo padre Marcello, dottore in legge, lettere e filosofia, era stato un dirigente fascista e aveva svolto l'incarico di capo-sezione al ministero dell'educazione nazionale, mentre la madre era casalinga.
Accortosi che il figlio mostrava atteggiamenti effeminati e che amava giocare con le bambole insieme alla propria sorella maggiore Maria Carmela, Marcello affidò il piccolo Franco a Nicola Pende, un medico che sosteneva di avere una cura per l'omosessualità. Il programma curativo di Pende, che consisteva in intensa attività sportiva, docce fredde, lavaggi del cervello e iniezioni di testosterone, non funzionò e, anzi, aumentò il risentimento e il desiderio di distacco del giovane dalla propria famiglia al punto che, in una breve intervista del 1962, Franco dichiarò: «Per favore, non dite che sono un principe, ma che faccio il commesso in un negozio di vini».
Cresciuto con il culto delle celebri dive del cinema, Franco cominciò a frequentare gli studi di Cinecittà e decise di intraprendere la carriera di attore. Venne notato da Federico Fellini che lo volle in 8½ (1963), Tre passi nel delirio (1968), Fellini Satyricon (1969) e Roma (1972). Recitò per Dino Risi ne I mostri (1963) e ne Il profeta (1968). Successivamente prese parte a una cinquantina di film di serie B nei quali interpretò quasi esclusivamente il ruolo caricaturale del gay vistosamente effeminato divenendo, in tal modo, uno dei caratteristi più noti della commedia all'italiana degli anni settanta e ottanta. All'inizio degli anni settanta scrisse, con lo pseudonimo di "Gianni Darelli", alcuni articoli legati a tematiche omosessuali per la rivista OS-Settimanale dei quattro sessi, di cui nel 1972 divenne direttore. Personaggio molto noto nell'ambiente gay romano, a partire dalla metà degli anni settanta Caracciolo si esibì come attore teatrale comico in alcuni locali della Capitale. Collaborò con Oreste Lionello per la compagnia di varietà Il Bagaglino e fu legato da grande amicizia all'attore hard, all'epoca emergente, Rocco Siffredi.
Dalla seconda metà degli anni ottanta si dedicò alla televisione: nel dicembre 1987, entrò nel cast del programma Indietro tutta! di Renzo Arbore, facendo parte del corpo di ballo delle Ragazze Coccodè e riscuotendo, grazie alla propria autoironia, un notevole successo che lo porterà a essere ospite del Maurizio Costanzo Show. A partire dal 1990 entrò nel trio comico-musicale Le Sorelle Bandiera in sostituzione dell'ormai anziano Tito LeDuc. Ammalatosi di AIDS, Caracciolo cominciò lentamente ad allontanarsi dal mondo dello spettacolo e del cinema. La sua ultima apparizione è nel film Vacanze di Natale '91, di Enrico Oldoini. Morì nel 1992 all'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, a causa delle complicazioni di una polmonite, e venne sepolto al cimitero di Prima Porta. Nel titolo principesco gli successe il fratello minore Sergianni (1949-2024).
Di seguito, l'ascendenza patrilineare diretta di Franco Caracciolo:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 307343739 · SBN CFIV271629 |
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