Franco Sborgi (Novi Ligure, 20 maggio 1944 – Genova, 31 ottobre 2013) è stato un critico d'arte italiano.
Sborgi si laureò a Genova, negli anni ’60, con Eugenio Luporini, ma svolse il suo vero tirocinio collaborando con Corrado Maltese, che a Luporini succedette nella cattedra di Storia dell'Arte Medievale e Moderna dell'ateneo genovese. Per alcuni anni insegnò nei corsi dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, presso la quale - affiancando Gianfranco Bruno - contribuì ad organizzare la mostra sull'opera grafica di Boccioni (1968) e quella “Immagine per la città” (1972). Nel 1979 ottenne la cattedra di Storia dell’arte contemporanea, la prima presso l'Università di Genova e la terza in Italia. In seguito diresse il Dipartimento di Italianistica, Romanistica, Arti e Spettacolo dell'ateneo ligure, fondò l'Archivio d’Arte Contemporanea (ADAC) e fu membro della consulta Universitaria nazionale per Storia dell'Arte.
Il suo principale campo di ricerca è stato quello della scultura, nel quale si colloca l'opera monumentale “La scultura a Genova in Liguria dalle origini al Novecento” (1987-89) nonché i numerosi studi sull’arte funeraria e sulla diffusione della scultura italiana in America Latina.
Fu esperto del monumentalismo funerario genovese, e nella fattispecie del Cimitero monumentale di Staglieno e del contesto sociale in cui il complesso fu sviluppato.
Né vanno dimenticati i suoi contributi sulla pittura ligure di area informale, oggetto di una mostra nel 1981. A Genova curò, presso Palazzo Ducale e il Museo di Villa Croce, le mostre “L’arte della libertà” (1995), "Futurismo. I grandi temi 1909-1944" (1997) e “Attraversare Genova” (2004).
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