Il frate o fratello converso, o la sorella conversa, è un religioso che appartiene ad un ordine religioso e veste l'abito dell'ordine dove ha preso gli Ordini, relegato a ruoli ausiliari di lavoro manuale. Erano anche detti fratelli laici.
Un celebre esempio letterario di "converso" è Fra Galdino, personaggio secondario de I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Il nome "conversi" viene applicato per la prima volta a religiosi di questo tipo nella biografia di San Giovanni Gualberto, scritta da Andrea di Strumi verso la fine dell'XI secolo, ma sembra certo che fossero stati istituiti prima della fondazione di Vallombrosa.
San Pier Damiani indica che a Fonte Avellana, fondato intorno all'anno 1000, venivano impiegati servitori che erano anche religiosi per svolgere i lavori manuali, mentre nel monastero di Fonte Buono, a Camaldoli, fondato intorno al 1012, vi erano certamente dei frati distinti dai “monaci del coro” dediti interamente alle necessità secolari del monastero.
Nel monachesimo occidentale delle origini non esisteva tale distinzione: la maggior parte dei monaci benedettini non erano chierici e tutti svolgevano lavori manuali; all'inizio dell'XI secolo il tempo dedicato allo studio era notevolmente aumentato ed una percentuale maggiore di monaci era entrata negli ordini sacri, mentre un gran numero di analfabeti abbracciava la vita religiosa, così si rese necessario regolamentare la posizione dei famuli, servi salariati del monastero, e includerli nella famiglia monastica. Il termine era originariamente applicato a coloro che, in età adulta, entravano volontariamente in un ordine religioso per fare penitenza: la rinuncia al mondo era nota come conversio a sæculo, da cui "conversi"; conversi si distinguevano così dagli oblati, ovvero coloro che da bambini venivano presentati o offerti dai genitori alla vita religiosa e collocati in un monastero per ricevere un'adeguata istruzione religiosa ed essere educati.
Normalmente è incaricato dei lavori manuali, di servire alla chiesa e ai religiosi negli uffici minori. In passato, specialmente per le persone illetterate o con scarsa cultura, era una possibilità per diventare consacrato: non essendo tenuto al lungo corso degli studi, ma prevalentemente chiamato all'esercizio delle opere manuali, è libero da impegni di studio, di culto e di apostolato propri del frate sacerdote; generalmente aiuta e assiste i sacerdoti.
Può essere esentato solo in parte da alcune preghiere comunitarie, che sostituisce con altre preghiere:
Indossa a pieno titolo l'abito proprio dell'Ordine. In passato l'abito del frate/monaco converso presentava distinzioni di colore fattura come nell'ordine dei domenicani lo scapolare nero anziché bianco e, nei certosini la cocolla senza bande laterali; oggi l'abito religioso è stato reso uniforme sia per i religiosi conversi sia per i religiosi sacerdoti.
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