Fulvio Sodano (Napoli, 9 marzo 1946 – Palermo, 27 febbraio 2014) è stato un prefetto italiano, impegnato in Sicilia nella lotta alla mafia.
Laureatosi in giurisprudenza nell'aprile del 1970, vinse un concorso pubblico per consigliere di prefettura e fu assegnato alla prefettura di Brescia nel 1972. In quegli anni fu anche commissario straordinario in alcuni comuni della provincia di Brescia.
Dal 1979 al 1981 ricoprì diversi incarichi a Roma. Nel 1982 fu richiamato a Brescia con le funzioni di capo di gabinetto del prefetto e vi rimase per circa due anni, prima del trasferimento a Caserta per motivi familiari.
Alla prefettura di Caserta rimase fino al 1990, seguendo tra l'altro i comuni di Mondragone, Lusciano e Orta di Atella. In seguito fu trasferito a Palermo, dove ricoprì incarichi di commissario straordinario in alcuni comuni sciolti per mafia, tra cui Altavilla Milicia e Bagheria, ed ebbe anche incarichi a Capaci, Palma di Montechiaro e Catania. A Palermo fu inoltre viceprefetto e poi viceprefetto vicario.
Mentre svolgeva la funzione di commissario a Bagheria, arrivò tra la fine del 2000 e l'inizio del 2001 la nomina a Prefetto di Trapani. L'archivio storico del Quirinale lo indica tra i prefetti di nuova nomina destinati a Trapani il 26 gennaio 2001, mentre l'albo dei prefetti della prefettura trapanese colloca il suo mandato dal gennaio 2000 al 26 luglio 2003.
Nella prefettura di Trapani si spese particolarmente in questioni riguardanti i beni confiscati alla mafia e, a questo proposito, il 26 luglio 2003 stipulò la Carta degli impegni libera terra Trapani, documento finalizzato a velocizzare le procedure di confisca dei beni ai mafiosi e a incidere tangibilmente sull'impoverimento del loro patrimonio. In quegli anni sostenne anche la difesa e il rilancio della Calcestruzzi Ericina, esperienza ricordata anche dalla Commissione parlamentare antimafia come uno dei casi più significativi di riutilizzo produttivo dei beni confiscati.
Nel corso del mandato a Trapani si occupò anche di altri dossier legati alla legalità sul territorio. Tra questi vi fu il ciclo dei rifiuti, sul quale nel 2002 presentò una relazione come prefetto di Trapani.
L'11 luglio 2003 fu nominato prefetto di Agrigento, dove rimase fino all'inizio del 2005. Il Ministero dell'interno lo indicò infatti il 30 dicembre 2004 come "da Agrigento a disposizione con incarico", con decorrenza delle nuove funzioni dal 12 gennaio 2005.
Il trasferimento di Sodano da Trapani ad Agrigento, deliberato dal Consiglio dei ministri l'11 luglio 2003, fu successivamente al centro di controversie legate alla vicenda della Calcestruzzi Ericina. Secondo una relazione conclusiva di minoranza della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare, Sodano, nelle dichiarazioni rese al pubblico ministero il 22 luglio 2004, riferì di avere ricevuto proteste dal senatore Antonio D'Alì per gli interventi compiuti a favore della Calcestruzzi Ericina. Una successiva inchiesta della Commissione antimafia dell'Assemblea regionale siciliana definì il suo allontanamento da Trapani un trasferimento "pretestuoso" e lo collegò, nella propria ricostruzione, a pressioni esercitate dall'allora sottosegretario all'interno D'Alì. Nel 2023 RaiNews ha riferito che, nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte di cassazione ha reso definitiva la condanna a sei anni di D'Alì per concorso esterno in associazione mafiosa, tra gli elementi valorizzati dai giudici del processo d'appello bis e confermati dalla Cassazione figurano anche il trasferimento di Sodano e il tentativo di rimuovere il capo della squadra mobile di Trapani Giuseppe Linares. D'Alì ha respinto questa interpretazione e, intervenendo al Senato della Repubblica il 3 giugno 2013, sostenne che il trasferimento di Sodano era avvenuto "in assoluta regolarità" e negò collegamenti temporali con la vicenda della Calcestruzzi Ericina.
Morì a Palermo il 27 febbraio 2014, all'età di 67 anni, dopo una lunga malattia.
Negli anni successivi alla sua morte la sua figura è stata ricordata da diverse istituzioni. Nel 2022 è attestata a Palazzo D'Alì una Sala Fulvio Sodano. Nel 2023 il Ministero dell'interno ha annunciato a Marsala l'intitolazione alla sua memoria di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Nel 2024 il comune di Trapani gli ha dedicato uno slargo alberato in via XXX Gennaio, davanti alla prefettura, nel decennale della scomparsa.