

Nell'epoca della navigazione a vela, il gabbiere era il marinaio specializzato nelle manovre eseguite sugli alberi, sulle coffe e sui pennoni dei velieri, in particolare per la conduzione delle vele quadre e delle vele di gabbia.
Il termine deriva da gabbia, nome attribuito sia alla coffa sia alle vele poste immediatamente sopra di essa nei grandi velieri a vele quadre.
Sui velieri il gabbiere era addetto alla salita sugli alberi e sui pennoni per eseguire le operazioni di spiegamento, riduzione e serraggio delle vele. Il ruolo richiedeva particolare agilità, equilibrio e familiarità con il lavoro in quota, spesso svolto in condizioni meteorologiche difficili e con forte movimento della nave.
Nella tradizionale organizzazione dell'equipaggio dei grandi velieri i gabbieri costituivano una categoria specializzata di marinai. Essi operavano prevalentemente sulle manovre correnti delle vele e collaboravano con gli altri membri dell'equipaggio durante le operazioni di navigazione e di evoluzione della nave.
Tra i gabbieri più esperti potevano essere individuate figure specializzate, come il capo gabbiere, responsabile del coordinamento delle manovre eseguite in quota.
Con la progressiva scomparsa della navigazione commerciale a vela tra il XIX e il XX secolo, la figura professionale del gabbiere cessò di esistere come specializzazione autonoma. Nelle moderne navi scuola a vela, tuttavia, le attività tradizionalmente svolte dai gabbieri continuano a essere eseguite da marinai, allievi sottufficiali e allievi ufficiali durante l'addestramento marinaresco.
Nella Marina Militare Italiana le mansioni storicamente attribuite ai gabbieri sono oggi riconducibili alla categoria dei nocchieri.
Il sostantivo gabbiere deriva da gabbia nel significato nautico del termine, attestato fin dal Medioevo per indicare la coffa e successivamente le vele collocate sopra di essa. La voce italiana risente dell'influenza del francese gabier, avente analogo significato.