Galbula Brisson, 1760 è un genere di uccelli piciformi della famiglia Galbulidae.
Il nome galbula è la parola latina per un piccolo uccello giallo, il rigogolo.
Sono uccelli di taglia medio-piccola, con becchi lunghi e appuntiti, code allungate e piedi piccoli. Hanno livree dalle tonalità cangianti metalliche - tipicamente verdastre - almeno nella parte superiore del corpo, mentre alcune specie hanno ventri rossastri o brunastri. I maschi e le femmine sono generalmente simili nell'aspetto, ma nella maggior parte delle specie differiscono per dettagli minori del piumaggio.
Come solito per i piciformi, questi uccelli nidificano in tane scavate da loro stessi. Nel caso di questo genere i nidi vengono scavati negli argini di terra battuta lungo fiumi o ai lati delle strade, oppure nei termitai abbandonati. Come in altri jacamar, i loro pulcini non si schiudono nudi, ma già ricoperti di piumino. Hanno un canto peculiare e si nutrono in tipico stile jacamar, catturando in volo artropodi volanti, tipicamente grandi insetti come le farfalle.
Sono uccelli di foresta dei Neotropici.
Il genere venne coniato dallo zoologo francese Mathurin Jacques Brisson, nel 1760, con il jacamar codaverde (Galbula galbula) come specie tipo.
Questo genere contiene le seguenti specie viventi:
Una specie fossile, Galbula hylochoreutes, è stata descritta dalla metà del Miocene della Colombia. Apparentemente era più specializzato per nel catturare gli insetti al volo rispetto alle specie viventi.[senza fonte]
La maggior parte delle specie di Galbula sono abbastanza comuni nel loro areale naturale, che nonostante la dilagante deforestazione è ancora esteso. Solo lo jacamar pettoramato (G. pastazae) si trova in una regione più ristretta ai piedi delle Ande ed è considerato una specie minacciata.