Gancanagh

Un gancanagh (IPA: [ɡænˈkænə], dall'irlandese gean canach, "colui che parla d'amore") è una creatura fatata, solitamente maschio, appartenente al folklore irlandese, nota per i suoi poteri di seduzione.

Etimologia

La parola, scritta anche come geancánach o ganconer, viene solitamente fatta derivare dall'irlandese gean canach, espressione tradotta letteralmente come "colui che parla d'amore", tuttavia, fonti raccolte dal Irish Folklore Commission suggeriscono anche un possibile secondo significato, ovvero quello di "bambino piccolo".

Storia

In una storia pubblicata sul The Dublin and London Magazine nel 1825, gancanagh è un nome dato al popolo delle fate irlandesi. Sono descritti come piccoli umanoidi che vivono nelle caverne sotto la guida del capitano Dearg e sono dediti alla seduzione e al rapimento di giovani fanciulle

Nel 1855, Nicholas O'Kearney descrisse il gancanagh come un folletto simile al leprecauno, ma più pigro. Scrisse che incontrarlo era portatore di sventura e il suo unico interesse era rapire pastorelle e contadine dalle valli vicine la sua tana.

Nel 1888, Yeats scelse Ganconagh come suo pseudonimo, notando che il termine non era incluso nei suoi dizionari mitologici e che la fata non era molto nota nel Connacht.

John O'Hanlon descrisse i gancanagh in una sua poesia, descrivendoli come soldati fatati che cavalcano l'aria.

La poetessa Ethna Carbery scrisse dei gancanagh come di incubi dagli occhi neri, attraenti ma pericolosi, senza ombra e sempre accompagnati dalla nebbia. Seducono le donne per poi lasciarle morire di stenti, intossicate dal loro bacio.

Cultura popolare

Note

  1. 1 2 3 Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry: Notes: The Ganconer or Gancanagh, su sacred-texts.com.
  2. ↑ (EN) Focla Gaeilge atá in Úsáid Fós san gCeantar Seo · Donore · The Schools' Collection, su dúchas.ie.
  3. ↑ (EN) Focla Gaeilge atá in Úsáid Fós i mBéal na mBéarlóirí i gCo. na Mí · Duleek (B.) · The Schools' Collection, su dúchas.ie.
  4. ↑ (EN) A Fairy Story - Geancánach · Ármhach (B.) · The Schools' Collection, su dúchas.ie.
  5. ↑ (EN) The Dublin and London magazine, 1825.
  6. ↑ (EN) Thomas Crofton Croker, Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland: The shefro. The cluricaune. The banshee. The phooka. Thierna na oge, J. Murray, 1826, p. 155.
  7. ↑ (EN) Nicholas O'Kearney, Transactions of the Ossianic Society for the Year ...: Feis tighe chonain chinn-shleibhe or The festivities at the house of Conan of Ceann-Sleibhe, in the county of Clare, O'Daly, 1855, pp. 18-19.
  8. ↑ (EN) William Butler Yeats, The Collected Works of W.B. Yeats Vol. VI: Prefaces and Introductions, Simon and Schuster, 30 giugno 2008, ISBN 978-1-4391-0623-5.
  9. ↑ (EN) John O'Hanlon, Legend Lays of Ireland, John Mullany, 1 Parliament-Street., 1870, p. 120.
  10. ↑ Carbery, Ethna (1902). The Four Winds of Eirinn.