| Gelanore | |
|---|---|
| Nome orig. | Γελάνωρ (Ghelánōr) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Argo |
| Professione | re di Argo |
Gelanore (in greco antico Γελάνωρ?, Ghelánōr) o Pelasgo (in greco antico Πελασγός?, Pelasgós) è un personaggio della mitologia greca. Fu il dodicesimo re di Argo.
Figlio di Stenela.
Nella variante drammaturgica di Eschilo assume il nome di Pelasgo ed è un autoctono, figlio di Palechthone (in greco antico Παλαίχθων?, Paláichthōn).
Non sono noti i nomi di sue eventuali mogli o progenie.
Secondo la tradizione mitografica conservata dagli antichi commentatori di Euripide, Gelanore fu l'ultimo sovrano della dinastia inachide a governare su Argo, prima di essere costretto a cedere il trono a Danao in seguito a una disputa pubblica davanti al popolo argivo.
Pausania racconta che Danao, giunto ad Argo pretese il regno da Gelanore. Entrambe le parti presentarono argomenti validi e il popolo rimandò la decisione al giorno successivo.
All'alba del giorno stabilito, un lupo attaccò un toro che guidava la mandria al pascolo fuori dalle mura della città e lo uccise. Gli Argivi interpretarono l'evento come un presagio divino e, assimilando il toro a Gelanore (il re della città) e Danao al lupo (lo straniero solitario), credettero che l'intervento del lupo fosse stato guidato da Apollo e scelsero Danao, così Gelanore rinunciò al trono.
Pelasgo, il re di Argo è una figura centrale nella tragedia Le supplici di Eschilo e nel dramma, il sovrano si trova a dover accogliere Danao e le sue cinquanta figlie (le Danaidi) in fuga dall'Egitto per sottrarsi al matrimonio forzato con i cugini Egittidi. Pelasgo dimostra un carattere pio e democratico, e prima di concedere asilo alle supplici, dichiara di non poter decidere da solo senza aver prima consultato l'assemblea del popolo di Argo. Nonostante il rischio di scatenare una guerra contro la flotta egizia, il re e la città scelgono di proteggere le donne, garantendo loro ospitalità e libertà all'interno delle mura argive.