Nato a Roma da genitori toscani (padre di Colle di Val d'Elsa, Agenore Pampaloni, e madre di Anghiari, Assunta Guerri, sorella di Domenico Guerri), Pampaloni compì gli studi
liceali a Grosseto, dove frequentò il ginnasio-liceo classico Carducci, diplomandovisi nel 1937.
Successivamente compì i propri studi universitari dapprima presso l'Università di Firenze e poi presso la Normale di Pisa e l'Università di Pisa, dove conseguì la laurea con Luigi Russo.
Con i suoi numerosi saggi, contributi in volumi, recensioni, prefazioni e articoli, favorì la comprensione della letteratura italiana del XIX e soprattutto del XX secolo, mediante acute analisi di autori come Emilio Cecchi, Italo Svevo, Corrado Alvaro, Vitaliano Brancati, Elio Vittorini, Cesare Pavese e molti altri. Tra i pochi saggi raccolti in volume, sono da menzionare in modo specifico quelli dedicati a Pavese (Trent'anni con Cesare Pavese, 1981) La sua delicata vena narrativa traspare da brevi scritti autobiografici come Buono come il pane (1983), Fedele alle amicizie (1984), Bonus malus (1993), I giorni in fuga (1994).
Deceduto all'ospedale di Ponte a Niccheri (Bagno a Ripoli), la sua morte fu da tutti considerata la scomparsa di un grande critico letterario. A dieci anni dal decesso, la sua nota ritrosia venne ricordata, tra l'altro, in un elzeviro di Pietro Citati.
Giovanni Enriques, Edgardo Macorini, Geno Pampaloni, Collana di Enciclopedie monografiche AZ PANORAMA, Zanichelli, Bologna, 1960
Terzo Programma. Quaderni trimestrali n.1, con un testo di Geno Pampaloni su Cesare Pavese, ERI Edizioni della RAI, Roma, 1962
Italo Svevo. Terzo Programma. Quaderni trimestrali n.2, ERI, Roma, 1964
Un poeta e la sua città. Omaggio del comune di Salerno a Alfonso Gatto, con un saggio di Geno Pampaloni, a cura di Pietro Laveglia, Municipio di Salerno, 1964
Valerio Volpini-Augusto Guzzo-Geno Pampaloni, Libro e Uomo, Collana Universale n.116-117, Editrice Studium, 1972
Monumenti d'Italia. Le Piazze, a cura di Franco Borsi e Geno Pampaloni, De Agostini, Novara, 1975
Geno Pampaloni-Mario Verdone, I Futuristi Italiani. immagini, biografie, notizie, Le Lettere, Firenze, 1977
"Buono come il pane" e altre memorie di giovinezza e di morte, Collana Narratori n.68, All'insegna del pesce d'oro, Scheiwiller, Milano, 1983
Monumenti d'Italia. Ville e Giardini, a cura di Franco Borsi e Geno Pampaloni, De Agostini, Novara, 1984
Roma, testi di Geno Pampaloni, W. Pocino, R. Luciani, Cassa di Risparmio-De Agostini, 1985
Pepi Merisio-Giulio Andreotti-Geno Pampaloni, Città Murate. Italia della nostra gente, ECRA, 1986
La nuova ruralità. Prefazione del Ministro per l'Agricoltura e le Foreste. Disegni di Altan, Calderini, 1988
Fedele alle amicizie, Camunia Edizioni, 1984; nuova ed. rimeditata e arricchita, Fedele alle amicizie. Il ritratto morale e sentimentale della generazione passata attraverso il fascismo, Collana Gli elefanti.Saggi, Garzanti, Milano, 1992
I Giorni in Fuga, Collana I Coriandoli, Garzanti, Milano, 1994
Bonus malus, Collana Nugae n.61, Il Melangolo, Genova, 1994
Anna Maria Biscardi, Colloqui amichevoli con Geno Pampaloni, Polistampa, 1996
Il Critico Giornaliero. Scritti militanti di letteratura 1948-1993, a cura di Giuseppe Leonelli, Collana Arte e Letteratura, Bollati Boringhieri, Torino, 1ª ed. maggio 2001
Edoardo Tiboni (a cura di), Contributi agli studi in Abruzzo su D'Annunzio, Flaiano, Silone / scritti di Carlo Bo, Geno Pampaloni, Edoardo Tiboni, Pescara, Ediars, 2001, SBNTER0001697.
Una valigia leggera, a cura di Milva Maria Cappellini e Anna Pampaloni, Nino Aragno Editore, 2007
Poesia, politica e fiori. Scritti su Adriano Olivetti, Edizioni di Comunità, 2016
Introduzioni, saggi, curatele
I vangeli apocrifi, a cura di Marcello Craveri, con un saggio di G. Pampaloni, Collana I millenni, Einaudi, Torino, 1969-1976-1991; Collana Einaudi tascabili n.12, 1990; Collana Tascabili Biblioteca, Einaudi, Torino 2005-2014.
Antonio Meocci, Maramad, prefazione di G. Pampaloni, Barulli, Roma, 1969.
Mario Tobino, Le libere donne di Magliano, introd. di G. Pampaloni, Mondadori, Milano, 1970.
Alberto Moravia, Il disprezzo, introd. di G. Pampaloni, Mondadori, 1971.
Carlo Cassola, La ragazza di Bube, Introduzione di G. Pampaloni, Collana SuperBur n.50, BUR, Milano, 1980-1986-1989-2002-2008.
Honoré de Balzac, Il Capolavoro sconosciuto, Prefazione di G. Pampaloni, Collezione Le Lettere n.3, Bagno a Ripoli (FI), Passigli, 1990.
Lorenza Meletti, Mutatur, Prefazione di G. Pampaloni, Collana Tabula, Book Editore, 1990.
Corrado Alvaro, Opere. Romanzi brevi e racconti, a cura di G Pampaloni, Collana Classici, Bompiani, Milano, 1994.
Note
↑A tal riguardo, il grande poeta Mario Luzi scrisse di lui: «È stato avaro non di sé, ma verso di sé. Peccato!» (Il segreto di una lettura mai separata dalla vita, in La Nazione, 18 gennaio 2001, p. 23.)
↑Grande dizionario enciclopedico UTET, Appendice VII (2002), p. 201.
↑L'universale, Letteratura, volume II, Garzanti libri (2005), p. 767.
↑Serena Andreotti Ravaglioli, Pampaloni, Geno, in Enciclopedia Italiana Treccani, V Appendice (1994).
↑«2001. Muore Geno Pampaloni, fra gli ultimi rappresentanti della grande critica militante e giornalistica», in Grande dizionario enciclopedico UTET, Appendice VII, p. 201.