
Premio Campiello 1966
Premio Strega 1968Alberto Bevilacqua (Parma, 27 giugno 1934 – Roma, 9 settembre 2013) è stato uno scrittore, poeta, regista, sceneggiatore e giornalista italiano.


Il padre, Mario Bevilacqua, aviatore acrobata dell'aria che aveva aderito al fascismo, epurato per aver partecipato alle avventure militari e aeronautiche di Italo Balbo, sposò la madre Giuseppina Cantadori, proveniente da un quartiere di tradizioni anarchiche e socialiste, quattro anni dopo la nascita di Alberto, dopo che costei era rimasta incinta diciottenne.
Bevilacqua cominciò a pubblicare i suoi scritti nei primi anni cinquanta su invito di Mario Colombi Guidotti, responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma. La sua prima raccolta di racconti, La polvere sull'erba (1955), ebbe l'apprezzamento di Leonardo Sciascia.
Nel 1961 pubblicò la raccolta di poesie L'amicizia perduta. Il suo primo successo editoriale fu il romanzo La Califfa (1964), cui seguì due anni dopo Questa specie d'amore, vincitore del Premio Campiello: di entrambi i romanzi Bevilacqua stesso curerà poi la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d'amore il David di Donatello per il miglior film.
Nel 1989 è vicepresidente della commissione di selezione del Festival di Sanremo 1990.
Nella primavera del 1995 venne chiamato a comparire in sede processuale nell'ambito del processo per i delitti del Mostro di Firenze, in quanto persona offesa dal reato di calunnia aggravata, perpetrata nei suoi confronti dalla poetessa Anna Maria Ragni, che lo accusò di essere il Mostro.
Nel 2010 la collana I Meridiani gli dedicò un volume.
Il 26 gennaio 2013 venne ricoverato presso la clinica privata Villa Mafalda di Roma per l'aggravarsi di uno scompenso cardiaco da cui era stato colpito l'ottobre precedente. Le condizioni, apparse subito preoccupanti a causa di una presunta infezione delle vie respiratorie, si erano poi stabilizzate. La compagna Michela Miti presentò un esposto alla procura della Repubblica di Roma, in quanto lo scrittore sarebbe stato trattato "come un ostaggio" della clinica, che non l'avrebbe trasferito in una struttura pubblica. In seguito il pm della procura romana aprì un fascicolo d'inchiesta nei confronti della clinica Villa Mafalda.
Bevilacqua morì a Roma il 9 settembre 2013 a 79 anni. A seguito dell'inchiesta il funerale fu celebrato la mattina del 14 settembre nella Chiesa degli artisti a Roma. È sepolto nel cimitero della Villetta a Parma.
La produzione letteraria di Alberto Bevilacqua è caratterizzata da un forte radicamento nella terra d'origine, situata lungo le rive parmensi del fiume Po, eletta dall'autore ad archetipo narrativo, custode di passioni viscerali e di contrasti politico-sociali.
La netta divisione di Parma tra il quartiere popolare dell'Oltretorrente, e la zona borghese degli agrari, da lui vissuta anche nel proprio contesto familiare, fa spesso da sfondo alle sue storie più intense. Anche il trauma per la madre colpita da un grave squilibrio psichico, e sottoposta a trattamenti di elettroshock, costituisce un motivo conduttore ricorrente, rintracciabile sia nella prosa che nei versi.
La nonna materna, Amelia Bacchini, una ballerina di origini argentine dalle capacità medianiche, fu inoltre determinante per stimolare in lui un'attitudine alla sensitività, iniziandolo ai mondi invisibili del folclore emiliano legato alle figure delle «strione», le streghe locali.
Il suo stile, intriso di realismo magico, mito e mistero, ha trovato risonanza nel mondo sudamericano, dove letterati come Jorge Luis Borges ne hanno lodato la poetica; basata su un'esplorazione dei conflitti sociali e della psicologia femminile, essa vede nelle sue protagoniste (come l'Irene di La Califfa) spesso figure di donne volitive, carnali e anticonformiste, che si fanno carico delle contraddizioni del proprio tempo, sfidando l'autorità maschile o le convenzioni borghesi.
La sua intera produzione fu inoltre concepita da Bevilacqua come un sistema «mobile», privo di separazione netta tra i suoi versi poetici, i suoi romanzi e le sceneggiature cinematografiche.
Nonostante il successo, ebbe un rapporto complesso e talvolta conflittuale con la critica militante del secondo Novecento; Giorgio Bàrberi Squarotti e Walter Pedullà, tra gli altri, lo accusarono talvolta di indulgere in una letteratura «facile», eccessivamente incline al gusto del mercato, anche per via del suo rifiuto dello sperimentalismo linguistico.
Bevilacqua scelse infatti di mantenere una narrazione lineare, vitale e fortemente comunicativa, venendo accostato per questo destino editoriale ad autori come Piero Chiara e Carlo Cassola.
Più recentemente, tuttavia, gli è stato riconosciuto il merito di aver saputo fondere la grande tradizione del realismo padano con una sensibilità lirica e visionaria originale, capace di anticipare tematiche legate all'emancipazione femminile e al disagio psicologico della modernità.
Non nascose di essere un appassionato indagatore dell'occulto e del paranormale, esplorando la magia, i tarocchi, la telepatia, le esperienze extracorporee, sia nei suoi romanzi, come Un cuore magico, sia in saggi e reportage.
Difese la realtà dei fenomeni parapsicologici, scontrandosi con lo scetticismo di figure come Piero Angela, accusandoli di portare avanti uno scientismo rigido e superato.
Ha inoltre collaborato a documentari e programmi televisivi sul tema, come Enigma, e fu grande amico ed estimatore di Gustavo Rol, del quale raccontò vari aneddoti.
Radio
• I giorni (divagazioni quotidiane sul fluire del tempo nella storia dell'uomo) su Radiodue (1983).
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