| Lidia Ravera | |
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| Assessore alla cultura e politiche giovanili della regione Lazio | |
| Durata mandato | marzo 2013 – 2018 |
| Presidente | Nicola Zingaretti |
| Dati generali | |
| Partito politico | PD |
Lidia Ravera (Torino, 6 febbraio 1951) è una scrittrice, sceneggiatrice, giornalista e politica italiana.
Dopo gli studi, compiuti al liceo classico Vincenzo Gioberti, raggiunge la notorietà nel 1976 con il romanzo "Porci con le ali", scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice (entrambi sotto i rispettivi pseudonimi, Antonia e Rocco, cioè gli stessi nomi dei due protagonisti), che vende due milioni e mezzo di copie. Il libro, da loro considerato un libretto, scritto di getto, diverrà famoso e di successo soprattutto dopo la favorevole recensione, sul Corriere della Sera, del giornalista Giuliano Zincone. Recensione che la stessa Ravera ammette di aver letto molti anni dopo, integralmente. È ambientato nel liceo romano Mamiani, viene pubblicato da Samonà e Savelli: tratta della storia d'amore tra due adolescenti, attraverso la quale gli autori tracciano un affresco sulla vita dei "fratelli minori" della generazione del Sessantotto.
In seguito scrive diversi romanzi (Le seduzioni dell'inverno è stato finalista al Premio Strega 2008 e Piangi pure è risultato vincitore assoluto al Premio Nazionale Letterario Pisa 2013 sezione Narrativa) e saggi e pubblica alcuni racconti - L'altro amore,Trinità, Imprevista - in Principesse azzurre 2, 3, 4, a cura di Delia Vaccarello.
Ultimo ad essere dato alle stampe nel 2025 con il titolo: "Volevo essere un uomo". La Ravera ammette che per tutta la vita si è sentita dire dai famigliari frasi del tipo: "sono tutte femmine in casa potevi nascere almeno tu maschio" e anche, come lei scrive nel libro: "Appena nata aveva già deluso sua madre: non era un bel maschietto..."
Viene trattato l'argomento tabù che la Ravera ribadisce: "per più di duemila anni l'invidia verso le donne è stata negata, trasformata in svalutazione e le ha spinte ai margini, le ha sminuite, ostracizzate dalle stanze del potere, ridotte a funzioni della propria prosperità, del proprio godimento, le ha calunniate, le ha trattate da inferiori. Le ha bruciate sul rogo come streghe o internate nei manicomi come pazze. Mossi dall'invidia, per una diversità che non potevano dominare, si sono vendicati, gli uomini." Aggiungendo, in conclusione, quasi a sollecitare un esame di coscienza, nella presentazione finale: "E tu vuoi essere uno di loro?"
Ha collaborato a numerose sceneggiature per il cinema e per alcune serie televisive della RAI e scrive per Il fatto quotidiano e Donna Moderna.
Anche se ufficialmente atea si definisce come una donna in preda alla disillusione e al disincanto, pensando anche spesso alla morte in questo tempo di conflitti nel mondo.
Dal 2013 al 2018 è stata assessore alla cultura e politiche giovanili nella regione Lazio guidata dal presidente Nicola Zingaretti.
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