Per Olov Enquist (Skellefteå, 23 settembre 1934 – Vaxholm, 25 aprile 2020) è stato uno scrittore, sceneggiatore, giornalista e cronista sportivo svedese.
Le sue opere sono tradotte all'estero in oltre 30 lingue.
Per Olov Enquist crebbe come figlio unico con la madre, poiché il padre, il piccolo agricoltore Elof Enqvist (1903–1935), morì prematuramente. La donna, l'insegnante di scuola elementare Maja Enqvist, nata Lindgren (1903–1992), era profondamente religiosa e coinvolta nell'Evangeliska Fosterlandsstiftelsen. Enquist scrisse della sua infanzia nel 2007: "Se nasci nel profondo di una foresta, gli alberi e la terra sono sicurezza. Non avevo compagni di gioco, ma una grande foresta tutta per me, che ha creato il mio carattere forte e indistruttibile. Non ero solo. Avevo i pini".
A metà degli anni '50, Enquist era attivo nell'atletica e nutriva grandi aspettative per sè stesso come saltatore in alto; saltò 1,97 m. Studiò, tra le altre cose, Storia della Letteratura all'Università di Uppsala, dove strinse amicizia col futuro scrittore Lars Gustafsson e lo studioso di letteratura Lars Lönnroth. Dopo essersi laureato in Filosofia nel 1960, Enquist lavorò come critico culturale presso Svenska Dagbladet ed Expressen. Nei primi anni '70, fu presentatore del programma televisivo Kvällsöppet. Nel 1970-1971 visse a Berlino Ovest (ospite del Deutscher Akademischer Austauschdienst), nel 1973 a Los Angeles come 'visiting professor' all'UCLA; dal 1978 al 1993 visse a Copenaghen, per poi tornare in Svezia. Nelle estati del 2013 e del 2014, Enquist ha condotto otto episodi di Allvarligt talat, su Sveriges Radio. Nel 2024, i suoi contributi ad Allvarligt talat sono stati raccolti e pubblicati in forma di libro da Norstedts.
La scrittura di Enquist affronta il problema della verità in termini etici e metodologici: centrale è la tensione tra soggettivo, relativo e assoluto, così come tra oggettivo, illusione e disillusione. Un esempio è la forma narrativa spesso sperimentale, che raggiunse il suo apice radicale negli anni '60 e che ne "Il quinto inverno del magnetizzatore" si esprime attraverso pagine di diario disseminate nella storia. Un altro esempio è il ricorrente equilibrio tra finzione e realtà, fantasia e concretezza, che si manifesta in romanzi documentaristici o di fazione ( come "La visita dei legionari") e romanzi storici (come "La visita del medico" e "Il viaggio di Lewis"). Enquist spesso fa narrare la storia a personaggi poco intelligenti o privi di istruzione, offrendo una prospettiva micro sui principali eventi mondiali. Diversi romanzi trattano di persone ed eventi reali, ad esempio Blanche e Marie (2004) narra la storia di Blanche, paziente e amante del ricercatore sull'isteria Jean Martin Charcot, della sua guarigione e della sua vita come assistente di Marie Curie.
Nel 1975, elogiò la deportazione della popolazione di Phnom Penh da parte dei Khmer rossi per i lavori forzati nelle campagne, cosa che lo perseguitò nel dibattito pubblico svedese, venendo bollato come sostenitore di Pol Pot. Nella sua autobiografia Un'altra vita, si pentì della faccenda e si giustificò dicendo che all'epoca non sapeva nemmeno chi fosse Pol Pot.
Nel 1999 pubblicò il libro che lo ha reso famoso nel mondo, Il medico di corte, avente per protagonista Johann Friedrich Struensee, medico personale e poi primo ministro di re Cristiano VII di Danimarca.
Nel 1968 vinse il Nordic Council's Literature Prize con una storia sulla deportazione svedese di soldati delle nazioni baltiche alla fine della seconda guerra mondiale. Negli anni successivi vinse numerosi altri premi, fra cui il Selma Lagerlöf Prize nel 1977, il Premio Dobloug nel 1988, il premio Flaiano nel 2002, il Premio di Stato austriaco per la letteratura europea nel 2009 e lo Svenska Akademiens nordiska pris (conosciuto come il piccolo Nobel) nel 2010.
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