Il nomen Sestio è talvolta confuso con quello di Sextio, e le due famiglie possono in effetti condividere un'origine comune, ma gli scrittori romani li consideravano gentes distinte. Se Sestio e Sextio sono due forme dello stesso nome, allora Sestio è probabilmente un cognome patronimico, basato sul comune praenomen Sesto. Lo stesso nome diede origine anche alla gens Sextilia, di origine plebea. I Sestii plebei conosciuti dalla tarda Repubblica potrebbero essere discendenti di liberti o di Sestii che hanno rinunciato al loro status patrizio.[senzafonte]
Praenomina
I praenomina principali usati dai Sestii includevano Publio, Lucio, Vibio e Tito. I Sestii sono l'unica famiglia patrizia conosciuta ad aver usato Vibio. L'epigrafia fornisce anche un esempio del raro praenomen Fausto che, sebbene fosse stato portato da una liberta, non è chiaro se in precedenza appartenesse a membri di questa antica famiglia.[senzafonte]
Rami e cognomina
L'unico cognomen dei primi Sestii è Capitolino, probabile richiamo al Campidoglio, dove la famiglia doveva originariamente aver vissuto. Il console del 452 a.C. portava l'agnomen Vaticano, riferendosi presumibilmente a qualche associazione con il Colle Vaticano, aldilà del Tevere. Verso la fine della Repubblica, si trovano i cognomina Pansa, che significa "dai piedi larghi",e Gallo, che poteva indicare l'uccello domestico o proveniente dalla Gallia.[senzafonte]
Membri
Vibio Sestio Capitolino, nonno di Publio Sestio Capitolino Vaticano, console nel 452 a.C.;
Publio Sestio Capitolino, padre di Publio, il console del 452 a.C.;
↑Smith, P. Sextius Capitolinus, p. 606. Lo stesso Smith evidenzia nella voce Sestius, vol. III, pp. 795-796, di aver erroneamente chiamato il console Sextius anziché Sestius.
↑Tito Livio, Ab Urbe condita libri, Libro III, 33.
↑Tito Livio, Ab Urbe condita libri, Libro IV, 50, 1.