| Geranio argentino | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi II |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. argenteum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. argenteum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Geranium argenteum L., 1756 | |
| Nomi comuni | |
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Geranio argentino | |
Il geranio argentino (nome scientifico Geranium argenteum (L., 1756)) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Geraniaceae e diffusa lungo l'intero arco alpino.
La famiglia di appartenenza del “Geranio argentino” (Geraniaceae) è un gruppo vegetale di medie proporzioni organizzato in 12 generi per un totale di circa 700 specie.
Il genere di appartenenza (Geranium) è abbastanza numeroso e comprende circa 420 specie, diffuse soprattutto nelle regioni temperate di tutto il mondo. Una trentina di queste specie sono proprie della flora italiana.
Queste sono raggruppate dal botanico toscano Adriano Fiori (1865 – 1950) in sei sezioni; la specie di questa scheda appartiene alla sezione Subacaulia (sezione caratterizzata da specie erbacee con foglie di aspetto glauco-cinereo più o meno chiaro).
Qui di seguito è indicata una sottospecie del “Geranio argentino” :
Con la specie Geranium cinereum Cav. la pianta di questa scheda forma il seguente ibrido interspecifico:
Più o meno nelle stesse zone una specie molto simile è il Geranium sylvaticum L. - Geranio silvano o dei boschi. Le foglie sono più grandi e verdi, mentre i fiori hanno una tonalità più scura. Può essere trovato a quote più basse e la diffusione sul territorio italiano è totale.
Nell'Italia centrale e meridionale il “Geranio argentino” può essere confuso con il Geranium cinereum Cav. - Geranio cenerino. Si distingue per il colore delle foglie più verde-grigiastro.
L'etimologia del nome generico (Geranium) si riferisce alla parola greca ”ghéranos” che significa “gru”. Questa associazione probabilmente è nata molto anticamente ed è dovuta alla particolare forma (a becco) dell'ovario e del frutto delle piante di questo genere. In effetti già Plinio (Como, 23 – Stabia) conosceva questo nome se lo cita nel suo “Libro XXVI”, anche se è opportuno precisare che il Geranio citato dallo scrittore latino era probabilmente un Erodium, in quanto il “geranio” (Pelargonium) come lo conosciamo noi oggi venne importato dall'Africa nel XVII secolo.
L'epiteto specifico argenteum (= argentino) deriva dal particolare colore delle sue foglie.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Geranium argenteum) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, in una pubblicazione del 1756.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Silber-Storchschnabel; in francese si chiama Géranium argenté.
L'aspetto di queste piante è erbacea e un po' cespitoso. L'altezza media varia tra 8 – 15 cm. La forma biologica di queste piante è emicriptofite rosulate (H ros), ossia sono con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, e con le foglie disposte a formare una rosetta basale.
Diametro del rizoma: 4 – 8 mm.

Le foglie sono picciolate ed hanno una forma palmata (a nervatura pure palmata) con cinque-sette lobi (o lacinie più o meno lanceolate); ogni lobo a sua volta è tripartito (foglie palmato-partite). L'apice dei lobi è acuto (angolo tra i 30° - 80°). La lamina delle foglie è larga quanto è lunga. L'aspetto della superficie fogliare è argenteo derivato da una densa pelosità sericea (o grigio-tomentosa).
Lunghezza del picciolo: 8 – 12 cm. Dimensione massima della lamina fogliare: 3 – 4 cm. Larghezza dei lobi: 4 – 7 mm.
L'infiorescenza è composta da cime biflore. Ogni singolo fiore è portato da un lungo peduncolo (in modo da sovrastare il fogliame sottostante). I peduncoli fiorali sono ascellanti insieme a delle foglie bratteali.

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (con lieve tendenza al zigomorfismo: i petali superiori possono essere appena un po' diversi da quelli inferiori), proterandri (infatti gli stimmi maturano dopo le antere del verticillo più esterno), pentaciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo su 2 verticilli - gineceo), pentameri (calice e corolla a cinque elementi), dialisepali e dialipetali (sia i sepali che i petali sono liberi – non saldati tra di loro). Diametro del fiore: 25 – 30 mm.
Il frutto è una capsula (di tipo schizocarpo) composta da 5 acheni (o mericarpi); ha quindi una forma a cinque lobi. Ogni lobo contiene un solo seme (achenio monosperma). La parte inferiore del frutto è avvolta nel calice accrescente, mentre la parte superiore consiste in un becco allungato. Lunghezza del frutto 3 cm.
Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale :
L'impiego più frequente il “geranio argentino” lo trova come pianta da ornamento nei giardini rocciosi o alpini.
La specie è inserita nella Lista Rossa della Regione Toscana con la sigla LR (Lower Risk)