| Geranio palustre | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi II |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. palustre |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Geraniales |
| Famiglia | Geraniaceae |
| Genere | Geranium |
| Specie | G. palustre |
| Nomenclatura binomiale | |
| Geranium palustre L., 1756 | |
| Sinonimi | |
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Geranium duplicatum | |
| Nomi comuni | |
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Geranio palustre | |
Il geranio palustre (nome scientifico Geranium palustre (L., 1756)) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, originaria di Europa continentale e Russia asiatica.
La famiglia di appartenenza del “geranio nodoso” (Geraniaceae) è un gruppo vegetale di medie proporzioni organizzato in 12 generi per un totale di circa 700 specie.
Il genere di appartenenza (Geranium) è abbastanza numeroso e comprende circa 420 specie, diffuse soprattutto nelle regioni temperate di tutto il mondo. Una trentina di queste specie sono proprie della flora italiana.
Nell'elenco che segue sono indicate alcune varietà e sottospecie (l'elenco può non essere completo e alcuni nominativi sono considerati da altri autori dei sinonimi della specie principale o anche di altre specie):
La specie di questa scheda ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:
L'etimologia del nome generico (Geranium) si riferisce alla parola greca ”ghéranos” che significa “gru”. Questa associazione probabilmente è nata molto anticamente ed è dovuta alla particolare forma (a becco) dell'ovario e del frutto delle piante di questo genere. In effetti già Plinio (Como, 23 – Stabia) conosceva questo nome se lo cita nel suo “Libro XXVI”, anche se è opportuno precisare che il geranio citato dallo scrittore latino era probabilmente un Erodium, in quanto il “geranio” (Pelargonium) come lo conosciamo noi oggi venne importato dall'Africa nel XVII secolo.
L'epiteto specifico palustre (= delle paludi) fa riferimento al particolare habitat di questa pianta.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Geranium argenteum) è stato proposto da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 –Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, in una pubblicazione del 1756.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Stumpf-Storchschnabel; in francese si chiama Géranium des marais; in inglese si chiama: Bog Crane's-bill.

L'altezza media di questa piante è di circa 2–8 dm. La forma biologica del “geranio palustre” è emicriptofita scaposa (H scap), ossia è una pianta erbacea, perenne con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale più o meno eretto e con poche foglie.
Le foglie sono picciolate ed hanno una forma palmata (a nervatura pure palmata) con cinque lobi (o segmenti) incisi fino a circa 3/4 della foglia. I segmenti hanno una forma rombica e il margine è grossolanamente dentato (o crenato) fin alla metà di ogni segmento; i denti sono irregolari. L'apice dei lobi è acuto (angolo tra i 30° - 80°). La lamina delle foglie è larga quanto è lunga a forma più o meno pentagonale; mentre la superficie è ispida. Diametro delle foglie: 6 – 10 cm.

L'infiorescenza è composta da cime bi-flore. Insieme ad altri peduncoli fiorali (massimo 10 fiori per pianta) l'infiorescenza globalmente assume una forma piramidale. I peduncoli alla fruttificazione si ripiegano. Lunghezza dei peduncoli 1 – 3 cm.

I fiori sono ermafroditi, attinomorfi (con lieve tendenza al zigomorfismo: i petali superiori possono essere appena un po' diversi da quelli inferiori), proterandri (infatti gli stimmi maturano dopo le antere del verticillo più esterno), pentaciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo su 2 verticilli - gineceo), pentameri (calice e corolla a cinque elementi), dialisepali e dialipetali (sia i sepali che i petali sono liberi – non saldati tra di loro). Diametro del fiore: 25 – 30 mm.

Il frutto è una capsula (di tipo schizocarpo) composta da 5 acheni (o mericarpi); ha quindi una forma a cinque lobi. Ogni lobo contiene un solo seme (achenio monosperma). La parte inferiore del frutto è avvolta nel calice accrescente, mentre la parte superiore consiste in un becco allungato. Lunghezza del becco: 1 – 2 cm.
Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale: