Geronimo

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Goyaałé
Geronimo a 69 anni, 1898
SoprannomeGeronimo, il Sognatore
NascitaArizpe, 16 giugno 1829
MorteFort Sill, 17 febbraio 1909
Cause della mortePolmonite
EtniaApache
ReligioneSciamanesimo
Dati militari
Paese servito Tribù Apache
GradoCapo tribù
GuerreGuerre indiane, Guerre apache
PubblicazioniMy life
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Geronimo

Geronimo (vero nome in chiricahua Goyaałé, lett. "quello che sbadiglia", AFI: [kòjàːɬɛ́]; spesso deformato in Goyathlay o Goyathle; Arizpe, 16 giugno 1829 – Fort Sill, 17 febbraio 1909) è stato un condottiero nativo americano.

Fu uno dei più famosi capi degli Apache e per oltre venticinque anni guerreggiò contro gli Stati Uniti d'America e la loro espansione a occidente. Scrisse molti libri tra i quali anche la sua autobiografia My life.

Biografia

Geronimo nacque nel giugno 1829 a No-doyohn Canyon, presso Turkey Creek, affluente del fiume Gila, in un territorio allora formalmente messicano ma controllato di fatto dagli Apache e oggi compreso tra Arizona e New Mexico. Il luogo esatto è dibattuto tra Arizona e New Mexico nelle fonti divulgative, mentre l’Encyclopedia of Oklahoma History indica genericamente gli anni 1820, forse presso l’attuale Clifton, Arizona. Il giorno «16 giugno» è datazione tradizionale recepita dalla storiografia successiva, non presente nell’autobiografia che indica solo «June, 1829».

Geronimo era, appunto, un Bedonkohe Ndendahe Apache, nipote di Mahko (capo supremo degli Ndendahe) e figlio del figlio di costui, Taklishim, ma, per la sua successiva associazione coi Chiricahua Apache (specialmente dopo la morte di Cochise), è spesso considerato, invece, un Chiricahua. Crebbe divenendo un rispettato sciamano e un esperto guerriero che combatté frequentemente contro le truppe messicane, dapprima al seguito di Luis - all'epoca capo della banda Bedonkohe Ndendahe (avendo assunto il ruolo altrimenti naturalmente spettante proprio a Taklishim) - e del grande Mangas Coloradas, e poi in associazione con Juh e con Victorio e, dopo la morte di quest'ultimo, con Nana, Mangus (figlio minore di Mangas Coloradas) e Naiche (figlio minore di Cochise, subentrato al comando dei Chiricahuas dopo la morte del fratello maggiore Tahzay grazie al sostegno di Nahilzay, fidato luogotenente del padre). Fu soprannominato dal proprio popolo "il Sognatore" perché asseriva di essere in grado di vedere il futuro; effettivamente, Geronimo fu, insieme al Cibecue Coyotero Nakai-doklini (o Nokai-delklinne), il di-yin più considerato nella seconda metà del secolo XIX. I suoi avversari messicani gli diedero invece il soprannome di "Geronimo", un nome di origine greca in uso anche in lingua spagnola e lingua italiana, spesso in alternativa al nome Gerolamo.

Dopo il massacro di Kasyeh compiuto dai messicani nel 1851, nel quale perdette la moglie, i tre figli e la madre, divenne implacabile nemico dei messicani e combatté contro un sempre maggior numero di truppe messicane e statunitensi; divenne famoso per il suo coraggio e per essere sfuggito numerose volte alla cattura, ma anche per un carattere estremamente sospettoso e per un'astuzia al limite della doppiezza, tanto più rimarcata a fronte dell'assoluta lealtà del suo contemporaneo Victorio.

Geronimo nel 1905, in una foto di Edward Sheriff Curtis

Geronimo, guerriero indubbiamente coraggioso e abile, divenne un capo di primo piano soltanto dopo la morte dei grandi capi delle precedenti generazioni (quali Mangas Coloradas, Cuchillo Negro e il più giovane, rispetto ai precedenti, Cochise) e dei propri coetanei Victorio e Juh, associandosi in particolare con Nana, del quale sposò una figlia, Pionsenay, Mangus, Naiche.

Le forze di Geronimo divennero l'ultimo grande gruppo di combattimento di nativi americani che si rifiutò di riconoscere il governo degli Stati Uniti nell'Ovest dell'America. Questa lotta giunse a termine il 4 settembre 1886, quando Geronimo si arrese al tenente Charles B. Gatewood (che aveva conquistato il suo rispetto anni prima); successivamente fu consegnato al generale Nelson Miles dell'esercito statunitense a Skeleton Canyon, Arizona. In realtà, però, l'ultimo capo ad arrendersi non fu Geronimo ma Mangus, figlio minore di Mangas Coloradas, nel frattempo divenuto tutore anche della famiglia di Juh, con i suoi 11 seguaci (tre guerrieri, cinque donne - o due donne e tre bambini - e tre ragazzi - oltre al figlio dello stesso Mangus, il figlio superstite di Victorio e il figlio superstite di Juh), che si arrese soltanto il 19 ottobre 1886.

Geronimo venne mandato in prigione a Fort Pickens (Florida). Nel 1894 venne trasferito a Fort Sill (Oklahoma). In età avanzata divenne una specie di celebrità, comparendo alle fiere e vendendo sue fotografie e altri oggetti personali (particolarmente ironico fu il sistema escogitato dall'ormai anziano di-yin per la vendita dei "suoi" cappelli, che vendeva alle fiere comprandone quando la scorta era esaurita), ma non gli fu permesso di fare ritorno alla sua terra natia. Cavalcò durante la parata inaugurale del presidente Theodore Roosevelt, nel 1905; il lungo periodo trascorso in prigionia e nel confino della riserva di Fort Sill, con ripetuti incontri con giornalisti e fotografi, fu comunque utile al consolidamento del suo mito, permettendogli di raggiungere livelli di considerazione come leader della resistenza Apache che i suoi contemporanei Apache non gli avrebbero accreditato, senza togliere alcunché alle sue indubbie doti di coraggio, astuzia e capacità nell'esercizio della guerriglia.

Caduto da cavallo, rimase all'addiaccio e fu trovato solo il giorno seguente. Giorni dopo morì di polmonite a Fort Sill il 17 febbraio 1909. Le sue ultime parole furono riferite a suo nipote: "Non avrei mai dovuto arrendermi, avrei dovuto combattere fino a quando non fossi stato l'ultimo uomo vivo".

Secondo una convinzione diffusa, le spoglie del guerriero nativo americano sarebbero state trafugate nel 1918 da un gruppo di studenti universitari di Yale facenti parte della setta segreta «Skull and Bones»; tra questi figurerebbe Prescott Bush, rispettivamente padre e nonno di due presidenti degli Stati Uniti, George H. W. Bush (1989-1993) e George W. Bush (2001-2009). Il teschio sarebbe stato conservato in una teca di vetro e utilizzato durante il rito di iniziazione.

Oggi Geronimo riposa nel Beef Creek Apache Cemetery a Lawton, Oklahoma.

Riferimenti nella cultura di massa

Geronimo è una figura popolare del cinema e della televisione, il suo personaggio è comparso in numerosi film e telefilm.

Cinema

Nel 1940, la notte prima del loro primo lancio, i paracadutisti di Fort Benning videro un film su Geronimo, e cominciarono a gridare il suo nome durante i lanci.

Fumetti

Guerra

"Operazione Geronimo" è il nome dato all'operazione ordita dagli Stati Uniti d'America per la cattura di Osama Bin Laden. Al momento del ritrovamento, i Navy Seals in collegamento con la Casa Bianca trasmisero in codice: "Abbiamo Geronimo".

Musica

Geronimo in una Locomobile Model C del 1905, scattata al 101 Ranch dei fratelli Miller situato a sud-ovest di Ponca City, Oklahoma, 11 giugno 1905

Note

  1. ↑ Geronimo e S. M. Barrett (a cura di), Geronimo's Story of His Life, Duffield & Company, 1906, pp. 17-18.
  2. ↑ H.Res.132 – Honoring Goyathlay, su govinfo.gov, U.S. Government Publishing Office. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  3. ↑ The Chiricahua Apache, su nps.gov, National Park Service, Fort Bowie National Historic Site. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  4. ↑ Geronimo, su history.com, HISTORY. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  5. ↑ Raymond Wilson, Geronimo (person), su okhistory.org, Oklahoma Historical Society. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  6. ↑ Geronimo e S. M. Barrett (a cura di), Geronimo's Story of His Life, Duffield & Company, 1906, pp. 17-18.
  7. ↑ (EN) Mailing Address: 12856 E. Rhyolite Creek Rd Willcox, AZ 85643 Phone: 520 824-3560 The visitor center phone is staffed from 8:30 am to 4:30 pm daily If we don't answer we may be helping others Please leave a message with your phone number We do not have caller ID If calling while driving nearby, please pull over as cell reception will likely cut out Contact Us, Post Apache Wars - Chiricahua National Monument (U.S. National Park Service), su www.nps.gov. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  8. ↑ Gli Apache: ridateci il teschio di Geronimo - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 3 settembre 2015.
  9. ↑ Il giallo del teschio di Geronimo "Fu rubato dal nonno di Bush" - Esteri - Repubblica.it, su repubblica.it. URL consultato il 3 settembre 2015.
  10. ↑ Geronimo (1829-1909) - monumento Find a Grave, su it.findagrave.com. URL consultato l'11 ottobre 2026.
  11. ↑ Geronimo yell of World War II paratroopers, su b-westerns.com. URL consultato il 16 giugno 2025.
  12. ↑ Due colpi: caccia chiusa, su corriere.it, 3 maggio 2011. URL consultato il 4 maggio 2011.

Bibliografia

Voci correlate

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