Gervasio è un nome proprio di persona italiano maschile.
Continua il nome tardo latino Gervasius, dall'origine sostanzialmente ignota; spesso viene considerato un nome germanico, composto da due radici di cui la prima sarebbe indubbiamente gêr (da *gaiz-, "lancia", "giavellotto", da cui anche Gerlando, Geltrude, Gerardo, Geraldo e Ruggero). Sulla seconda si sono fatte numerose ipotesi, tra cui wasjan ("vestire"), *wesu ("buono"), hwas ("acuto") oppure vas ("servo", lemma di origine celtica, quindi "che serve con la lancia"); vista quest'ultima radice, vi è anche chi ha suggerito un'origine gallica.
Tuttavia è rilevante notare che la prima attestazione del nome è con san Gervasio, il martire milanese le cui spoglie furono scoperte da sant'Ambrogio assieme a quelle del gemello Protasio, morto forse nel III secolo o al massimo all'inizio del IV: è poco probabile che a quell'epoca vi fosse un uomo con un nome germanico a Milano, e del resto i nomi dei due santi sono chiaramente rimati, adatti ad essere portati da due gemelli. Essendo quindi che il nome Protasio è greco, anche per Gervasio si potrebbe presumere una derivazione simile, da vocaboli come γηρύω (gheruo, "celebrare") oppure γεραιός (geraios, "vecchio"). Tuttavia questa ipotesi rimane non verificabile tanto quanto quella germanica.
Il nome, assai comune anticamente nel Bel Paese come dimostra la presenza di numerosi cognomi derivati, è meno diffuso nell'italiano moderno; negli anni 1970 se ne contavano comunque circa milleseicento occorrenze, distribuite in tutta la penisola ma accentrate in Lombardia, chiaro riflesso del culto verso il santo succitato.
In Inghilterra il nome venne introdotto dai Normanni durante il Medioevo, dove diede origine a varie forme vernacolari da cui sono nati alcuni cognomi. Uno di questi, Jarvis, è stato ripreso a sua volta come nome a partire dal XVIII secolo.
L'onomastico si festeggia il 19 giugno in memoria di san Gervasio di Milano. Con questo nome si ricordano anche, alle date seguenti:
