Giraffa camelopardalis

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Giraffa settentrionale
Giraffa nubiana (G. c. camelopardalis), forma un tempo distinta come «giraffa di Rothschild»
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
OrdineArtiodactyla
SottordineRuminantia
InfraordinePecora
FamigliaGiraffidae
SottofamigliaGiraffinae
GenereGiraffa
SpecieG. camelopardalis
Nomenclatura binomiale
Giraffa camelopardalis
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Cervus camelopardalis Linnaeus, 1758

Sottospecie
G. c. antiquorum
G. c. camelopardalis
G. c. peralta

La giraffa settentrionale (Giraffa camelopardalis Linnaeus, 1758) è una specie di giraffide del genere Giraffa, diffusa con popolazioni frammentate nell'Africa occidentale, centrale e orientale. Nell'attuale classificazione comprende tre sottospecie: la giraffa del Kordofan (G. c. antiquorum), la giraffa nubiana (G. c. camelopardalis) e la giraffa dell'Africa occidentale (G. c. peralta).

Per gran parte del XX e dell'inizio del XXI secolo tutte le giraffe viventi furono generalmente riunite in un'unica specie, G. camelopardalis, suddivisa in un numero variabile di sottospecie. Studi genetici e genomici pubblicati dal 2016 in poi hanno invece evidenziato quattro principali linee evolutive scarsamente interconnesse, corrispondenti alla giraffa settentrionale, alla giraffa reticolata, alla giraffa masai e alla giraffa meridionale.

La giraffa settentrionale è la meno numerosa delle quattro specie attualmente riconosciute. Il rapporto State of Giraffe 2025 ne stima circa 7.037 individui allo stato selvatico, contro circa 23.800 stimati per il 1995; nonostante un recupero rispetto al minimo raggiunto negli anni 2010, la consistenza complessiva rimane quindi inferiore di circa il 70% rispetto a trent'anni prima.

Tassonomia

Testa di una giraffa settentrionale.

La specie fu descritta da Carl von Linné nel 1758 nella decima edizione del Systema Naturae con il nome Cervus camelopardalis. La località tipo venne indicata genericamente come «Aethiopia e Sennar» e successivamente ristretta a Sennar, nell'attuale Sudan.

Poiché Linneo attribuì la specie al genere Cervus, il nome dell'autore viene oggi posto fra parentesi: Giraffa camelopardalis (Linnaeus, 1758).

Revisione moderna

La tassonomia delle giraffe è rimasta a lungo controversa. Lo schema tradizionale più diffuso considerava una sola specie, Giraffa camelopardalis, comprendente nove sottospecie, ma analisi filogeografiche e genetiche mostrarono una marcata strutturazione delle popolazioni africane.

Nel 2016 Fennessy e collaboratori analizzarono marcatori mitocondriali e nucleari di 190 giraffe e individuarono quattro cladi principali, proponendo di riconoscerli come altrettante specie. Uno studio successivo basato su 21 loci nucleari e 137 individui rilevò un flusso genico estremamente limitato fra questi gruppi, inferiore a un migrante effettivo per generazione anche fra giraffa settentrionale e giraffa reticolata.

Nel 2021 un'analisi dell'intero genoma di 50 esemplari appartenenti a tutte le forme tradizionalmente riconosciute confermò quattro linee evolutive distinte, la cui separazione sarebbe avvenuta approssimativamente tra 230.000 e 370.000 anni fa.

La classificazione in quattro specie è stata adottata dal Mammal Diversity Database e, nel 2025, da una revisione tassonomica dell'IUCN SSC Giraffe and Okapi Specialist Group. Quest'ultima riconosce complessivamente quattro specie e sette sottospecie viventi.

Studi morfometrici del cranio hanno inoltre individuato differenze statisticamente significative tra le quattro specie e, in misura minore, fra alcune sottospecie, soprattutto nella forma e nell'orientamento degli ossiconi, nella lunghezza del rostro e nelle proporzioni del cranio.

Sottospecie

Nella classificazione attuale vengono riconosciute tre sottospecie:

La cosiddetta giraffa di Rothschild (G. c. rothschildi), un tempo considerata una sottospecie distinta, non è più riconosciuta come taxon valido. Le analisi genetiche hanno dimostrato che appartiene alla giraffa nubiana e il nome rothschildi è quindi considerato sinonimo di G. c. camelopardalis.

Allo stesso modo, la giraffa reticolata, la giraffa masai e le giraffe dell'Africa australe, precedentemente trattate come sottospecie di G. camelopardalis, sono oggi attribuite rispettivamente alle specie Giraffa reticulata, Giraffa tippelskirchi e Giraffa giraffa.

Etimologia

L'epiteto specifico camelopardalis deriva dal latino camelopardalis, a sua volta dal greco antico καμηλοπάρδαλις (kamēlopárdalis), formato dai termini per «cammello» e «leopardo». Il nome rifletteva l'antica interpretazione della giraffa come animale dalle proporzioni vagamente simili a quelle di un cammello e dal mantello maculato simile a quello di un leopardo.

Da questa stessa origine deriva l'arcaico italiano camelopardo, un tempo utilizzato come sinonimo di giraffa ma non specificamente riferito alla sola giraffa settentrionale.

Il nome inglese storico three-horned giraffe, «giraffa dalle tre corna», faceva invece riferimento al maggiore sviluppo, soprattutto nei maschi adulti, dell'ossificazione mediana della fronte. Tale carattere non viene oggi utilizzato come nome comune standard della specie.

Descrizione

Cranio di Giraffa camelopardalis.

Come le altre specie del genere Giraffa, la giraffa settentrionale presenta un corpo alto e relativamente corto, arti molto allungati e un collo eccezionalmente lungo. Maschi e femmine possiedono una coppia di ossiconi parietali permanenti, rivestiti di pelle e peli; nei maschi adulti le strutture ossee del cranio diventano generalmente più robuste e possono svilupparsi ulteriori prominenze frontali e occipitali.

I maschi sono sensibilmente più grandi e massicci delle femmine. Come nelle altre giraffe, la lingua è lunga, muscolosa e prensile e permette di raccogliere foglie e germogli fra i rami spinosi.

Il disegno del mantello varia considerevolmente fra individui e sottospecie. Nel complesso, le giraffe settentrionali tendono a presentare grandi macchie dal marrone castano al bruno scuro, separate da bande relativamente larghe di colore crema o biancastro. Le porzioni inferiori degli arti sono spesso poco maculate o quasi uniformemente chiare, producendo il caratteristico aspetto definito informalmente «calze bianche».

Le tre sottospecie mostrano tuttavia differenze apprezzabili nel colore e nella forma delle macchie. La giraffa del Kordofan presenta generalmente macchie relativamente piccole e irregolari; quella nubiana ha grandi macchie castane separate da ampie linee chiare; nella giraffa dell'Africa occidentale la colorazione è spesso più chiara.

Distribuzione

Giraffa nubiana; le popolazioni un tempo chiamate «giraffe di Rothschild» sono oggi comprese in G. c. camelopardalis.

L'areale storico della giraffa settentrionale era enormemente più esteso di quello attuale e comprendeva vaste regioni dell'Africa occidentale, centrale e nord-orientale. In epoca storica recente la specie si estendeva dal Senegal e dall'area del lago Ciad verso est fino al bacino del Nilo e agli altopiani dell'Africa orientale.

La contrazione dell'areale è stata particolarmente marcata nell'Africa occidentale e nord-orientale. La specie è scomparsa da gran parte della fascia saheliana e dal Sudan, che comprende la località tipo del taxon.

Nel 2025 popolazioni naturali erano riportate in Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Kenya, Niger, Sudan del Sud e Uganda. Popolazioni introdotte per finalità di conservazione sono presenti anche al di fuori dell'areale naturale recente, fra cui in Burkina Faso e Nigeria.

La distribuzione è oggi estremamente frammentata. Le popolazioni del Kordofan sono concentrate soprattutto in alcuni grandi complessi protetti dell'Africa centrale, quelle nubiane principalmente in Uganda e Kenya, mentre la giraffa dell'Africa occidentale sopravvive naturalmente soltanto in Niger.

Habitat

La giraffa settentrionale occupa soprattutto savane, boscaglie e boschi tropicali secchi, dal Sahel alle savane dell'Africa orientale.

La struttura dell'habitat varia considerevolmente fra le tre sottospecie. Le giraffe del Kordofan vivono in mosaici di savana alberata e boschi aperti dell'Africa centrale; le popolazioni nubiane utilizzano savane e boscaglie relativamente più umide dell'Africa orientale; la giraffa dell'Africa occidentale sopravvive in ambienti saheliani molto più aridi e fortemente modificati dall'uomo.

La presenza di alberi e arbusti utilizzabili come alimento è più importante della presenza di praterie aperte. Le giraffe sono infatti brucatori specializzati e dipendono da vegetazione legnosa accessibile durante tutte le stagioni.

Biologia

Alimentazione

La giraffa settentrionale è prevalentemente folivora e si alimenta di foglie, germogli, fiori, frutti e baccelli di alberi e arbusti.

Come le altre giraffe mostra una forte selettività alimentare e sfrutta soprattutto le parti vegetali più nutrienti. Fra le piante maggiormente utilizzate dalle giraffe africane figurano numerose specie dei generi Vachellia e Senegalia, tradizionalmente comprese in Acacia, ma la composizione della dieta varia ampiamente in funzione della regione e della stagione.

L'altezza consente all'animale di utilizzare una fascia di vegetazione difficilmente raggiungibile dalla maggior parte degli altri erbivori. La lingua prensile e le labbra mobili permettono inoltre di raccogliere foglie fra i rami spinosi.

Le giraffe possono trascorrere periodi relativamente lunghi senza bere, ricavando una quota significativa dell'acqua necessaria dalle piante consumate; quando l'acqua superficiale è disponibile, tuttavia, bevono regolarmente.

Comportamento sociale

La vecchia immagine della giraffa come animale quasi privo di organizzazione sociale è stata profondamente rivista. Gli studi condotti su differenti popolazioni del genere hanno mostrato una società a fissione-fusione, nella quale la composizione dei gruppi cambia frequentemente ma le associazioni non sono casuali.

Le femmine possono mantenere legami sociali di lunga durata e formare associazioni matrilineari. Le madri con piccoli tendono inoltre ad associarsi fra loro in gruppi nei quali i giovani possono beneficiare della presenza di più femmine adulte.

I maschi adulti sono generalmente più mobili e instaurano rapporti sociali meno stabili. Durante la competizione riproduttiva combattono mediante il cosiddetto necking, colpendo l'avversario con il collo e il cranio; gli ossiconi e le ossificazioni craniche dei maschi diventano progressivamente più massicci con l'età.

Riproduzione

La riproduzione può avvenire durante tutto l'anno, anche se localmente le nascite possono essere influenzate dalla stagionalità delle precipitazioni e delle risorse alimentari.

La gestazione dura circa 15 mesi e normalmente nasce un solo piccolo.

Il piccolo viene partorito in piedi e poco dopo la nascita è in grado di alzarsi e seguire la madre. La mortalità giovanile può essere elevata in aree con alte densità di grandi predatori.

Conservazione

La situazione conservazionistica della giraffa settentrionale è resa complessa dal recente cambiamento tassonomico.

La Lista rossa IUCN continua a riportare Giraffa camelopardalis come Vulnerabile, sulla base di una valutazione effettuata nel 2016 e pubblicata in forma emendata nel 2018. Quella valutazione, tuttavia, utilizzava il precedente concetto tassonomico secondo il quale tutte le giraffe viventi appartenevano a un'unica specie e comprendeva quindi anche le attuali G. giraffa, G. reticulata e G. tippelskirchi.

Dopo il riconoscimento ufficiale delle quattro specie da parte dell'IUCN SSC Giraffe and Okapi Specialist Group nel 2025, la giraffa settentrionale nel senso tassonomico attuale non è ancora stata sottoposta a una nuova valutazione formale della Lista rossa. Per questo motivo la precedente categoria VU non può essere applicata senza riserve alla specie nella sua delimitazione moderna.

Il rapporto State of Giraffe 2025 stima 7.037 individui di giraffa settentrionale, con un intervallo stimato di circa 5.324-9.012 individui. La popolazione era stata ricostruita in circa 23.771 individui nel 1995, era scesa a circa 4.813 nel 2015 e risalita a 5.919 nel 2020. Fra il 2020 e il 2025 è quindi aumentata di circa il 19%, pur rimanendo inferiore di oltre due terzi rispetto alla consistenza di trent'anni prima.

Sulla base di questa riduzione di lungo periodo, il rapporto del 2025 ha raccomandato di classificare la specie come Endangered secondo il criterio A1 nella futura valutazione IUCN; tale proposta non costituisce però ancora una categoria ufficialmente pubblicata nella Lista rossa.

Consistenza delle sottospecie

Nel 2025 le tre sottospecie erano stimate complessivamente come segue:

  • circa 2.391 giraffe del Kordofan;
  • circa 3.977 giraffe nubiane;
  • circa 669 giraffe dell'Africa occidentale.

Le valutazioni IUCN delle singole sottospecie ancora pubblicate risalgono al precedente quadro tassonomico. La giraffa del Kordofan e la giraffa nubiana furono classificate Critically Endangered, mentre la giraffa dell'Africa occidentale fu classificata Vulnerable.

I dati raccolti successivamente suggeriscono però un quadro più dinamico. Il rapporto del 2025 propone, per esempio, una futura riclassificazione come Endangered delle sottospecie del Kordofan e nubiana, in parte perché alcune precedenti stime erano state attribuite alla sottospecie sbagliata.

Minacce

Le principali minacce sono la perdita e la frammentazione dell'habitat, l'espansione agricola e pastorale, la caccia illegale e l'instabilità politica e militare.

La frammentazione è particolarmente grave perché molte popolazioni sopravvivono come nuclei piccoli e isolati, con scarse possibilità di dispersione e di scambio genetico.

Nella Repubblica Centrafricana e nel Sudan del Sud le guerre e l'insicurezza hanno reso particolarmente difficili sia la protezione diretta sia il semplice monitoraggio delle popolazioni.

La conservazione mediante traslocazioni ha avuto invece un ruolo importante nel recupero di alcune popolazioni, soprattutto in Uganda, Kenya e Niger.

Segnali di recupero

Nonostante la forte contrazione storica, la tendenza complessiva più recente è positiva. Fra il 2015 e il 2025 la popolazione stimata è aumentata da circa 4.800 a oltre 7.000 individui.

Particolarmente notevole è il recupero della giraffa dell'Africa occidentale. Ridotta a poche decine di individui nel XX secolo, la popolazione del Niger è cresciuta fino a diverse centinaia di animali, in gran parte in un paesaggio agricolo abitato dall'uomo.

Progressi sono stati registrati anche in Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Kenya e Uganda grazie al rafforzamento della protezione, al monitoraggio e alle traslocazioni di conservazione.

Note

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Bibliografia

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