Giuditta Scalini

Alberto Savinio, Ritratto di Giuditta Scalini, 1934, tempera su tela, 41x33 cm, collezione privata

Giuditta Scalini (Como, 1912 – Saint-Tropez, luglio 1966) è stata una scultrice italiana.

Biografia

Nata a Como nel 1912, iniziò a scolpire all'età di quindici anni, lavorando prima a Milano e poi a Parigi. Incontrò Massimo Campigli nel 1935, sposandosi due anni dopo. All'inizio degli anni quaranta entrambi collaborarono nel progetto di un grande affresco per l'atrio del nuovo edificio dell'Università di Padova, Palazzo Liviano.

Entrata di Palazzo Liviano, Padova

Esso si sviluppa sulla parete maggiore e continua su quella di destra. Nella parte centrale sono raffigurati dei reperti antichi riscoperti da degli archeologi, mentre nella zona superiore si innalza una colonna coclide verde e viene dipinto Tito Livio che intrattiene una lezione a dei giovani contemporanei. L'artista è inoltre ritratta nella parte alta della parete principale, in tuta bianca e con il progetto in mano, insieme al rettore dell'università Carlo Anti, all'architetto che ha progettato l'edificio Gio Ponti e al marito.

Per tutta la sua vita visse tra Milano, Roma, Parigi e Saint-Tropez. Nel 1940, per sfuggire ai bombardamenti di Milano, si rifugiò col marito a Venezia come ospite del poeta Diego Valeri, dove tre anni dopo nacque il loro unico figlio Nicola.

La sua prima mostra risale a maggio del 1951, alla Galerie Pierre di Parigi. Espose le sue opere per la prima volta in Italia nel 1953, quando tenne una mostra personale a Roma alla Galleria dell’Obelisco. L'anno seguente partecipò alla 175ª mostra della Galleria del Naviglio.

Nel 1955 ebbe l'occasione di esporre le sue opere al Palazzo delle Esposizioni, in occasione della VII Quadriennale nazionale d'arte di Roma.

Nel 1961 un incidente stradale in Svizzera le provocò una grave perdita di memoria dalla quale non si riprenderà mai completamente, fino alla sua morte avvenuta a luglio 1966.

Stile

Sebbene il suo stile appare influenzato da quello del marito, le sue opere presentano dei tratti personali e distintivi. L'artista si ispira alla scultura etrusca, a quella maya, a quella egizia, a quella greca e a quella della civiltà nuragica. Un altro influsso importante è quello della scultura africana caratteristica dei popoli della Nigeria, della Costa d'Avorio, del Camerun e della Rodesia. I suoi lavori sono stati inoltre paragonati alle opere scultorie di Henri Matisse.

Opere

Prima del 1953
Tra il 1955 e il 1956
Prima del 1957
Prima del 1958
Prima del 1960

Mostre ed esposizioni

Note

  1. 1 2 (EN) Harry Winston e Lydia Winston e altri, Collecting Modern Art: Paintings, Sculpture, and Drawing from the Collection of Mr. and Mrs. Harry Lewis Winston, Detroit, Detroit Institute of Arts, 1957, p. 72.
  2. 1 2 3 4 (EN) Giuditta Scalini, su Estorick Collection. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 5 giugno 2023).
  3. ↑ Marta Nezzo (a cura di), Il miraggio della concordia. Documenti sull'architettura e la decorazione del Bo e del Liviano: Padova 1933-1943, Treviso, Canova, 14 settembre 2008, ISBN 978-8884092052.
  4. 1 2 Lidia Gumiero, Massimo Campigli e l'affresco del Liviano (PDF), in Padova e il suo territorio, vol. 9, n. 48, Padova, La Garganola, aprile 1994, pp. 17-19. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 28 settembre 2023).
  5. 1 2 Renato Giani, Giuditta Scalini. 175° mostra del Naviglio, dal 7 al 16 maggio 1954, Milano, Galleria del Naviglio, 1954, pp. 49-52. URL consultato l'11 ottobre 2023.
  6. ↑ (EN) Peter Stuyvesant Foundation, Auckland City Art Gallery e Queen Elizabeth II Arts Council, Scultura Italiana (PDF), Peter Stuyvesant Foundation, 1971, p. 7. URL consultato l'11 ottobre.
  7. ↑ Gloria Manghetti, Comune di Piove di Sacco, L'opera di Diego Valeri. Atti del Convegno nazionale di studi, Piove di Sacco 29-30 novembre 1996 (PDF), Rigoni, 1998, p. 41. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2023).
  8. ↑ Michele Ciavarella, Confronti inaspettati, in Style, n. 4, 28 aprile 2021, p. 37. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 4 ottobre 2023).
  9. ↑ Mario Carlini (a cura di), Amici al caffè. Il mondo di Amerigo Bartoli attraverso la sua corrispondenza, 1924-1970, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1990, p. 180, ISBN 978-88-84985682. URL consultato l'11 ottobre 2023.
  10. 1 2 (FR) André Chastel, Flaminio Gualdoni, Ines Millesimi e Pierre Schneider (a cura di), Massimo Campigli, Bologna, Renografica, 2001.
  11. ↑ Maria Cecilia Lovato, Campigli e il ritratto della moglie Giuditta, su Musei Virtuali - Università di Padova. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 28 settembre 2023).
  12. ↑ (FR) Sculptures of Giuditta Scalini : du 11 au 26 mai, Parigi, Galerie Pierre, 1951.
  13. 1 2 Raffaele Carrieri, Le figure convesse (PDF), in Epoca, vol. 11, n. 138, Milano, Gruppo Mondadori, 24 maggio 1953. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 21 dicembre 2022).
  14. ↑ Archivio storico mostre, su Galleria del Naviglio. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 4 aprile 2023).
  15. ↑ Scalini Campigli, Giuditta, su Archivio Biblioteca della Quadriennale. URL consultato l'11 ottobre 2023 (archiviato il 28 settembre 2023).
  16. ↑ Nicol Degli Innocenti, Il Novecento italiano degli Estorick, in Il Sole 24 Ore, 25 novembre 2021. URL consultato il 17 aprile 2026 (archiviato il 7 aprile 2022).
  17. ↑ (EN) Margaret Breuning, Scalini’s sculpture in an American premiére, in ARTS, vol. 31, n. 9, New York, Arts Communications Group, giugno 1957, p. 46. URL consultato il 17 aprile 2026.
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