L'anno successivo alla morte del marito, la contessa Giulia Boiardo fece costruire la loggia settentrionale del palazzo comunale di Mirandola, che all'epoca era chiamato Palazzo della Mercanzia o Palazzo della Ragione; infatti, sulla fiancata orientale dell'edificio in via Curtatone vi è la seguente iscrizione:
(italiano) «Giulia Boiardo Pico Contessa di Mirandola con denaro pubblico eresse dalle fondamenta nell'anno del Signore 1468»
Per realizzare questa loggia venne istituita una tassa di otto quattrini per ogni biolca di terreno posseduta; tuttavia, dal momento che i lavori costarono meno di quanto previsto, i soldi avanzati vennero restituiti.
Il 10 aprile 1470 venne imprigionata insieme al figlio Antonio Maria, accusati di lesa maestà dall'altro figlio Galeotto per aver tentato di "salvaguardare i diritti di tutti i figli".
↑da non confondersi con il vicino palazzo del Podestà, anch'esso noto con questo nome, situato all'angolo tra l'attuale piazza della Costituente e via Volturno
↑Felice Ceretti, Intorno al P. Francesco Ignazio Papotti ed ai suoi Annali della Mirandola, in Memorie storiche mirandolesi, III, Mirandola, Cagarelli, 1874, p.XXVI.