Giuseppe Celani

Giuseppe Celani

Giuseppe Celani (Roma, 28 agosto 1901 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un dirigente pubblico, pilota automobilistico e partigiano italiano.

Proveniente da una nobile famiglia romana, trascorse la giovinezza in un ambiente mondano che lo portò a frequentare i salotti più in vista della capitale, gli ippodromi e le sale da gioco, coltivando inoltre l'interesse per i viaggi. In questi anni mostrò scarso interesse per la politica e per il fascismo. Nel dicembre 1922, all'età di ventun anni, aderì alla loggia massonica «Giuseppe Garibaldi» di San Lucido, in provincia di Cosenza, con il grado di apprendista.

Nel 1928 fu sottoposto a indagine dall'OVRA in seguito a una lettera anonima che lo indicava come coinvolto in attività a favore di alcuni fuoriusciti italiani in Francia, ai quali avrebbe consegnato corrispondenza nel corso dei suoi frequenti viaggi. Dalle indagini non emersero elementi a suo carico. Si iscrisse al Partito Nazionale Fascista soltanto nel 1932, quando era già impiegato presso il Comune di Roma, al fine di favorire il proprio avanzamento di carriera come funzionario.

Gli anni giovanili furono caratterizzati dalla passione per l'automobilismo. La sua attività agonistica si svolse in un periodo relativamente breve, ma fu accompagnata da risultati significativi. La prima prestazione di rilievo documentata risale al 1927, quando si classificò quinto su Diatto nella categoria oltre 2000 cm³ alla quarta edizione della cronoscalata Terni-Passo della Somma.

I risultati più importanti giunsero nel 1930. Il 21 settembre si aggiudicò la vittoria assoluta, su Alfa Romeo 1750, nella prima edizione della Teramo-Civitella del Tronto, precedendo il pilota teramano Luigi Spinozzi.. Il 12 ottobre 1930 ottenne una nuova vittoria assoluta nella prima edizione della Coppa del Cimino, disputata a Viterbo. Alla guida di un'Alfa Romeo 1750, primeggiò nella categoria oltre 1500 cm³. Nella cronaca della manifestazione, Il Messaggero ne descrisse le qualità di guida: «L'Alfa di Celani ha divorato il duro percorso a una media rispettabilissima, senza una ratée, senza un arresto, senza il più lieve incidente. Ma se la macchina ha risposto in modo ideale a quanto le richiedeva il pilota, occorre pur dire che questi ha saputo sfoggiare una sicurezza, un'audacia e uno stile da autentico campione». Il 19 ottobre 1930 si classificò terzo, ancora su Alfa Romeo, nella seconda edizione della Coppa Pierazzi di Grosseto, preceduto da Clemente Biondetti e seguito da Luigi Scarfiotti.

Dopo queste competizioni non risultano ulteriori partecipazioni a gare automobilistiche; si ritiene pertanto che abbia abbandonato l'attività agonistica, probabilmente per motivi professionali.

Pur avendo mantenuto per molti anni un atteggiamento sostanzialmente indifferente nei confronti della politica, dopo il 25 luglio 1943 aderì al Partito Democratico del Lavoro ed entrò nella Resistenza. In qualità di capo degli ispettori annonari del Comune di Roma contribuì al sostegno logistico dei gruppi partigiani, favorendone l'approvvigionamento alimentare. Grazie alla possibilità di spostarsi liberamente in motocicletta, agevolò inoltre i collegamenti tra diverse formazioni della Resistenza romana. Si occupò anche della diffusione di giornali e volantini clandestini.

Fu arrestato il 26 gennaio 1944 nel suo ufficio presso il Comune di Roma, in seguito a una delazione. Al momento dell'arresto era in possesso di materiale di propaganda clandestina.

Dopo l'arresto rimase detenuto fino al 24 febbraio nel carcere di via Tasso, sede del comando della polizia di sicurezza tedesca a Roma, dove fu sottoposto a interrogatori e maltrattamenti senza rivelare informazioni sui compagni di lotta. Successivamente venne trasferito nel carcere di Regina Coeli. Dopo l'attentato di via Rasella il suo nome fu incluso nell'elenco dei detenuti destinati alla rappresaglia tedesca che culminò nell'eccidio delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944. .

Nel 1964 gli è stata intitolata una via a Roma. In piazza Scanderbeg è inoltre presente una lapide con busto commemorativo recante l'iscrizione: «Al conte Giuseppe Celani fucilato a 42 anni nelle Fosse Ardeatine per la Patria e la Libertà il 24 marzo 1944. I compagni di lotta». Anche il comune di Guarcino, in provincia di Frosinone, gli ha dedicato una via.

Note

  1. ↑ Franco Poggianti, Il bellissimo Cecé. Vita e morte del conte partigiano, Effigi, 2024
  2. ↑ Il bellissimo Cecé, op. cit. pag. 21
  3. ↑ Il bellissimo Cecé, op. cit. pag. 79-80
  4. ↑ Il bellissimo Cecé, op. cit. pag. 21 e seg.
  5. ↑ La corsa in salita Terni-Passo della Somma, Il Messaggero, 11 luglio 1927
  6. ↑ La Teramo-Civitella del Tronto vinta da Giuseppe Celani, Il Messaggero, 24 settembre 1930
  7. ↑ La Prima Coppa del Cimino vinta da Celani, Il Messaggero, 14 ottobre 1930
  8. ↑ Giacomo Leopardi, su Motorsport Memorial. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  9. ↑ Daniele Cantini, Coppa Pierazzi 1929-1930-1931, Grafiche Vieri di Roccastrada, 2009
  10. ↑ Giuseppe Celani, su Associazione Nazionali Partigiani d'Italia. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  11. ↑ Le vittime. Giuseppe Celani, su Mausoleo Fosse Ardeatine. URL consultato il 10 ottobre 2026.
  12. ↑ Scheda n. 147 dell'Associazione fra le Famiglie dei Martiri delle Fosse Ardeatine
  13. ↑ Pagine gloriose di eroismo e di sacrificio, L'Unione Nazionale, organo dell'Unione Nazionale della Democrazia Italiana, numero unico, dicembre 1944
  14. ↑ Via Conte Giuseppe Celani, su Google Arts & Culture. URL consultato il 10 ottobre 2026.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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