Giuseppe Grassa

Giuseppe Grassa
NascitaMazara del Vallo, 8 maggio 1891
MorteBushehr, 13 aprile 1920
Cause della morteIncidente aereo
Luogo di sepolturaCimitero di Mazara del Vallo
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaGenio militare
CorpoServizio Aeronautico
Reparto76ª Squadriglia caccia
GradoTenente pilota
GuerrePrima guerra mondiale
Decorazionivedi qui
dati tratti da L'aviatore Giuseppe Grassa
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Giuseppe Grassa (Mazara del Vallo, 8 maggio 1891 – Bushehr, 13 aprile 1920) è stato un militare e aviatore italiano, che partecipò al raid Roma-Tokyo in coppia con il capitano Mario Ugo Gordesco, volando su velivolo Ansaldo S.V.A.9.

Biografia

Nacque a Mazara del Vallo l'8 maggio 1891. Frequentò il locale liceo "Adria". Arruolatosi nel Regio Esercito, nel settembre 1913 fu assegnato al Battaglione aviatori come allievo ufficiale. Nel maggio 1914 fu promosso sottotenente, e nel novembre dello stesso anno iniziò il corso di pilotaggio a Mirafiori, conseguendo il brevetto di pilota sul campo d'aviazione di Pisa-San Giusto nel maggio 1915 su velivolo Blériot XI. Effettuò il passaggio sul Macchi Parasol sul campo d'aviazione di Malpensa, e nel giugno 1915 partì per il fronte, assegnato all'artiglieria. Il 22 settembre 1915 fu assegnato come pilota alla 3ª Squadriglia per l'artiglieria del Servizio Aeronautico, al campo d'aviazione di Medeuzza. Ricevette un encomio solenne nel dicembre di quell'anno. Di ritorno dalla zona di combattimento effettuò il passaggio sul Caudron G.3 a Mirafiori, e poi divenne istruttore per gli allievi osservatori dall'aeroplano a Roma. Chiese, ed ottenne, il passaggio alla specialità caccia, in forza alla 76ª Squadriglia caccia di stanza a Santa Maria la Longa, dove volando su Nieuport Ni.11 conseguì due vittorie aeree accertate. Ammalatosi gravemente, e ricoverato per tre mesi, al termine della convalescenza fu riformato. Deciso a continuare a volare, nel maggio 1917 entrò come collaudatore all'Ansaldo di Torino. Il 9 novembre 1918 viene promosso tenente, e nel 1925 fu decorato di croce di guerra al valor militare. Dopo la fine della guerra effettuò un volo di allenamento senza scalo da Torino a Napoli.

Il 12 maggio 1919 Mario Stoppani con uno Ansaldo SVA 5 e lui con uno Ansaldo S.V.A.9, partirno da Torino e, in quattro ore, raggiunsero Barcellona, in tempo per l’inaugurazione dell’Esposizione mondiale dell'aeronautica. Proseguì il tour in Spagna volando sino a Madrid, dove si esibì in un volo a bassa quota sull'arena della Corrida dei tori che causò l'interruzione dello spettacolo. In un meeting aereo in Spagna il motore del suo aereo andò in panne, ed egli effettuò un atterraggio di emergenza in aperta campagna, capottando e uscendone incolume. Ritornato in Italia, nel gennaio 1920 pensò di arruolarsi nel servizio aviazione civile appena costituito dalla Direzione Civile Aeronautica. Invece fu scelto da Gabriele D'Annunzio come uno dei piloti degli 11 velivoli del raid Roma-Tokyo. L'11 marzo di quell'anno fu uno dei cinque piloti della squadriglia di biplani S.V.A.9, decollati dall'Aeroporto di Roma-Centocelle al comando del capitano Mario Ugo Gordesco. I due, insieme al velivolo con a bordo il capitano Ferruccio Ranza e il motorista Brigidi, raggiunsero Aleppo, e poi arrivarono da soli a Bagdad il 7 aprile.

A Bushehr, nel Golfo Persico, il 13 aprile 1920 avvenne il più grave incidente del raid, poiché lui e Gordesco, ebbero un incidente mortale: dopo un mancato atterraggio, nella riattaccata l’aeroplano precipitò al suolo distruggendosi.

I due, per volontà dell'imperatrice Teimei, ebbero ufficiato un rito funebre in loro onore presso un tempio della capitale del Giappone, alla presenza dei piloti italiani lì giunti.

La R.N. torpediniere Calabria, salpata dal porto di Taranto per una missione nei mari d'Oriente, dal 22 aprile all’11 maggio del 1923 approdò a Yokohama, e il suo reparto da sbarco va a prestare soccorso alla popolazione di Tokio colpita dal terremoto. Al suo rientro, il 23 maggio del 1924, di passaggio nel golfo Persico, recupera a Bushehr i corpi di Gordesco e di Grassa e attraccò nel porto di Taranto il 18 agosto del 1924. Il giorno successivo si svolgono a Taranto i solenni funerali dei due ufficiali. Il corpo fu traslato nel cimitero di Mazara del Vallo, nella cappella di famiglia.

A Grassa è dedicato dal 1939 un istituto comprensivo della sua città natale.

Onorificenze

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
Croce di guerra al valor militare
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Note

  1. 1 2 Primapaginamazara.
  2. ↑ La Pipe 1920, p. 5-20.
  3. 1 2 3 4 La Pipe 1920, p. 8.
  4. 1 2 La Pipe 1920, p. 9.
  5. 1 2 La Pipe 1920, p. 10.
  6. 1 2 3 4 La Pipe 1920, p. 11.
  7. ↑ Giornale di Sicilia, 8 giugno 2019.
  8. 1 2 3 La Pipe 1920, p. 12.
  9. 1 2 La Pipe 1920, p. 14.
  10. ↑ Il Giornale d'Italia.
  11. 1 2 Pinum.
  12. ↑ Lodovico 1980, p. 71.
  13. ↑ Ali e uomini.
  14. ↑ I. C. "GIUSEPPE GRASSA" – Via Luigi Vaccara, 25 – 91026 Mazara del Vallo (TP), su scuolagrassa.it. URL consultato il 1º luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2019).

Bibliografia

Collegamenti esterni