
Giuseppe Poloni (Martinengo, 22 dicembre 1851 – Martinengo, 1º gennaio 1887) è stato un fisico italiano, allievo e poi assistente di Riccardo Felici, collega e amico di Luigi Donati, Antonio Roiti, Giuseppe Pisati, Adolfo Bartoli, Andrea Naccari, Salvatore Pincherle.
Frequenta le scuole elementari e i cinque anni di ginnasio a Martinengo e il liceo classico al Paolo Sarpi di Bergamo.
Ottiene un posto al collegio Ghislieri di Pavia nella cui università frequenta i primi due anni di scienze matematiche, trasferendosi poi all'Università di Pisa per gli ultimi due anni.
Pubblica il primo articolo sull'elettrolisi con Adolfo Bartoli nella rivista Nuovo Cimento, nel maggio del 1872, e il 16 luglio del medesimo anno si laurea in Scienze Fisico-Matematiche all'Università di Pisa con la tesi Sulla teoria meccanica del calore.
Un anno dopo, il 16 luglio ottiene l'abilitazione alla Scuola Normale di Pisa con la tesi: Sulla distribuzione della corrente Voltaica nei corpi conduttori.
Dopo una breve permanenza al Liceo classico Spedalieri di Catania, per un anno lavora come assistente di Riccardo Felici nel laboratorio di Fisica a Pisa, dove con Onesti, Bartoli e Donati esperimenta il nuovo interruttore ideato da Riccardo Felici (sensibilità 1/20000 sec.; Pietro Blaserna nel 1870 ne aveva costruito uno simile).
In seguito (1875) Riccardo Felici lo propone al ministro della Pubblica Istruzione come Professore reggente di Fisica e Chimica al Liceo Foscolo di Pavia, poi è Professore ordinario di Fisica e Chimica al Liceo V. Emanuele di Palermo (1876-78); nel 1878 ottiene senza concorso la cattedra di fisica all'Istituto Tecnico S. Marta di Milano, nel 1882 riceve un Premio del Ministero della Pubblica Istruzione per la memoria Sul magnetismo permanente dell'acciaio a diverse temperature, e nel 1885 ottiene per concorso la cattedra di Fisica all'Università di Modena.
Gli ultimi anni della sua vita furono molto intensi, ma forzatamente intervallati da periodi di riposo forzato, perché la sua fibra non riuscì a resistere alla sua frenetica attività, alla quale dedicava una buona parte della notte.
In uno di questi periodi morì a Martinengo nella notte tra il 31 dicembre 1886 e il primo gennaio del 1887, per una sincope.

La comunità delle scuole di Bergamo gli dedicò, dopo pochi mesi della sua morte, una lapide nel Collegio (0ra scuola media statale) dove egli frequentò il Ginnasio e dove fece parte della commissione di controllo. L'amministrazione comunale dopo qualche anno collocò sulla facciata del Palazzo Comunale un'altra lapide con la riproduzione in rilievo del suo busto (vedi inizio). Nel 2001 in occasione del 150° della nascita alcune associazioni culturali hanno collocato un cippo commemorativo sulla sua tomba nel cimitero di Martinengo.


Il 2 novembre 1902, nella commemorazione di Riccardo Felici tenuta all’Accademia dei Lincei, Antonio Roiti cita tre assistenti di Felici, tra i numerosi che ebbe in più di trent'anni di cattedra: sono Adolfo Bartoli, Luigi Donati e Poloni, che pubblicò alcuni articoli sulla rivista Il Nuovo Cimento con i due precedenti:
Recensioni di libri di Fisica per la Società degli Insegnanti della Scuola Classica nella rivista La Scuola Classica
Tra il 1882 e il 1884 Poloni tenne diverse conferenze pubbliche di divulgazione su vari argomenti di Fisica a Milano e a Bergamo.
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