
Giuseppe Rebecchini (Roma, 10 settembre 1941 – 28 dicembre 2018) è stato un architetto italiano.

È nato a Roma, in una famiglia di ingegneri attiva da più generazioni ed è vissuto In Via Giulia e in Via dei Banchi Nuovi dove aveva lo studio. Si è laureato a Roma nel 1966 con Ludovico Quaroni. La sua tesi sul progetto per una nuova Facoltà di Architettura a Roma, Tor Vergata, è stata pubblicata su Lotus 7, 1970.
Dopo aver intrapreso la carriera accademica presso lo IUAV (1971-1981), nel 1981 è diventato Professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana e ha in seguito insegnato in diverse Facoltà di Architettura italiane tra cui Reggio Calabria (1981-1991), Ferrara (1992-1996) e infine Roma "La Sapienza" (1996-2011), dove ha anche ricoperto il ruolo di vice-preside. È stato ‘Visiting Professor’ negli U.S.A. alla University of Southern California, Los Angeles (1978 e 1979) e alla Syracuse University, Syracuse (NY) (1981) e ha presentato suoi progetti in occasione di conferenze tenute alla USC e alla UCLA, Los Angeles. È stato inoltre membro del comitato scientifico della rivista di architettura Controspazio e cofondatore della società scientifica italiana ProArch, dedicata alle questioni inerenti all’insegnamento della progettazione architettonica. A partire dal 1970 ha collaborato ripetutamente con la moglie Marta Calzolaretti in attività di ricerca e nella elaborazione di progetti per concorsi nazionali e internazionali.
L’impegno nella didattica, nella ricerca progettuale e le loro interrelazioni ha caratterizzato il suo percorso culturale e scientifico, nell’ambito del quale ha elaborato un metodo di lavoro da proporre agli studenti come riferimento per la loro formazione, tema a cui è dedicato l’ultimo suo libro.
I principali ambiti della sua ricerca hanno riguardato gli aspetti teorici e applicativi della progettazione architettonica e urbana di edifici complessi e del recupero edilizio e urbano. In ciascuno di questi ambiti, la sua ricerca progettuale si è sviluppata in costante riferimento alla concretezza dei contesti storici, ambientali, culturali e sociali e al valore etico dell’architettura, in linea con le sue radici rintracciabili nell’architettura razionalista e nella versione datane in Italia negli anni ’30 e in seguito ripresa e innovata negli anni ‘50 e ’60. A partire dalla tesi di Laurea e dal successivo lavoro di ricerca, svolto con la direzione di Ludovico Quaroni, l’edilizia universitaria ha costituito uno dei principali temi del suo lavoro, sia nell’ambito della ricerca progettuale, sia in quello della realizzazione architettonica dei suoi progetti, alcuni dei quali elaborati insieme al fratello, Marcello Rebecchini, sono stati realizzati per l’Università di Roma, Bologna, Ferrara e Reggio Calabria.
Tra il 2008 e il 2018 ha elaborato, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico dell’Ateneo, un progetto per la ristrutturazione del Borghetto Flaminio destinato alla Facoltà di Architettura de “La Sapienza”. Il riuso dell’edificio ex Atac destinato ad aule è attualmente in corso di realizzazione.
Nel 2011 viene chiamato insieme a Aldo Aymonino, David Chipperfield, Stefano Cordeschi, Roger Diener, Paolo Portoghesi e Franco Purini, ad elaborare un progetto per la riqualificazione delle aree della Moretta e di Regina Coeli di Roma.
I progetti di Giuseppe Rebecchini, realizzati e non, sono stati recentemente raccolti nella mostra personale "Idee di Architettura" che è stata esposta a Roma, Venezia, Piacenza e Ferrara.
Tra gli studi progettuali di riqualificazione urbana e architettonica è la proposta per le aree della ‘Moretta’ e di ‘Regina Coeli’ a Roma, a questa è ispirata la Sonata per Violino e Piano (ed. Naxos, 2008) del compositore inglese Sir Peter Maxwell Davies (1934-2016), con il quale ha intrattenuto un lungo rapporto di amicizia e di scambio intellettuale fin dai primi anni Sessanta del Novecento.
Il suo archivio - composto da disegni progettuali, plastici, fotografie, materiali didattici - è stato donato all’Archivio Progetti dello IUAV.

| Controllo di autorità | VIAF (EN) 266329803 · ISNI (EN) 0000 0003 8271 7613 · SBN VEAV027016 · ULAN (EN) 500270403 · LCCN (EN) n86848583 · GND (DE) 12944751X |
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