| Combretum | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| (clade) | Rosidi |
| (clade) | Eurosidi |
| (clade) | Eurosidi II |
| Ordine | Myrtales |
| Famiglia | Combretaceae |
| Genere | Combretum Loefl., 1758 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Myrtales |
| Famiglia | Combretaceae |
| Genere | Combretum |
| Sinonimi | |
|
Aetia | |
Combretum (Loefl., 1758) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Combretaceae, diffuso nella maggior parte delle zone tropicali e subtropicali di America, Africa, Asia meridionale e Oceania.
Il genere comprende circa 270 specie, prevalentemente a portamento arbustivo o alberi, per la maggior parte originarie dell'Africa tropicale e meridionale.

Gli alberi di Combretum ricoprono un ruolo importante nel loro habitat. In Africa le savane, e in particolare quelle che sorgono su terreni granitici, sono dominate da Combretum spp. e Terminalia spp. Altre specie di questo genere sono componenti di grande importanza nelle foreste umide dell'Amazzonia.
Fatto abbastanza raro, molte specie sono impollinati da mammiferi diversi dai pipistrelli, ma la maggior parte da insetti e uccelli.

Typhlodromus combretum è un acarina della famiglia Phytoseiidae, scoperta per la prima volta su una pianta di Combretum da cui prende il nome. Altri insetti che si cibano delle foglie di Combretum sono i bruchi di Badamia exclamationis, che si può trovare su C. albidum, C. latifolium e C. ovalifolium e quelli di Bibasis sena che si possono trovare invece su C. extensum e C. latifolium.
Molte specie di Combretum si usano nella medicina tradizionale africana e nella medicina ayurvedica.
La combretastatina, un inibitore dell'angiogenesi estratto dalla pianta di C. caffrum, è sotto studio per la terapia di alcuni tumori quali il carcinoma anaplastico della tiroide.
Dalla corteccia di C. molle si possono estrarre grandi quantità di antiossidanti quali la punicalagina, presente anche nella pianta del melograno (Punica granatum), dotata di attività antiprotozoaria.