Gordon Walters

Gordon Walters nel suo studio di Christchurch, 1978

Gordon Frederick Walters (Wellington, 24 settembre 1919 – Christchurch, 5 novembre 1995) è stato un artista e grafico neozelandese, figura di rilievo per la cultura del suo paese, grazie alla rappresentazione della Nuova Zelanda nelle sue opere d’arte astratta moderna.

Biografia

Formazione

Gordon Walters è nato e cresciuto a Wellington, dove ha frequentato la Miramar South School e il Rongotai College. Dal 1935 al 1939 ha studiato arte commerciale al Wellington Technical College sotto la guida di Frederick V. Ellis.

Influenze ed esperienze giovanili

Walters fece domanda per arruolarsi nell’esercito durante la Seconda guerra mondiale, ma la sua richiesta fu respinta a causa di problemi di salute. Trovò quindi impiego presso il Ministero degli Approvvigionamenti, dove si occupava di illustrazioni. Nel 1946 si recò in Australia dove fece visita al fotografo e pittore Theo Schoon nel South Canterbury, il quale stava fotografando l’arte rupestre māori presso il fiume Ōpihi. Questo incontro fu fondamentale per l’opera di Walters, che iniziò a utilizzare temi culturali māori nella sua pittura. Nel 1950 Walters si trasferì in Europa, dove venne influenzato da Piet Mondrian, Victor Vasarely e Auguste Herbin. Al suo ritorno in Nuova Zelanda nel 1953, iniziò a fondere il modernismo astratto con l’arte tradizionale māori.

La serie Koru

All’inizio degli anni Cinquanta il suo stile si evolse e le forme e le idee neozelandesi, in particolare la forma del koru maori, divennero temi centrali. Nel suo disegno, il gambo del koru appariva raddrizzato in un modo che non si vedeva nei contesti tradizionali maori. Walters affermò: «Il mio lavoro è un’indagine sui rapporti tra positivo e negativo all’interno di una gamma di forme volutamente limitata; le forme che utilizzo non hanno alcun valore descrittivo di per sé e servono esclusivamente a illustrare tali relazioni. Credo che le relazioni dinamiche trovino la loro espressione più chiara nella ripetizione di pochi elementi semplici.»

Te Whiti

Nel 1956 Walters realizzò i primi studi per il dipinto che sarebbe diventato il suo primo quadro raffigurante il koru, Te Whiti. Come osservò lo storico dell’arte Michael Dunn, «Per perfezionare quel motivo ci vollero circa otto anni di lavoro assiduo». Nel 1964 Walters realizzò il primo dipinto raffigurante il koru su larga scala (1220 x 915 mm) che sia giunto fino a noi. Il titolo deriva dal nome del leader spirituale maori Te Whiti-o-Rongomai (Te Āti Awa) e potrebbe anche fare riferimento a Te Whiti Street a Kilbirnie, Wellington, dove Walters visse da bambino. Alcuni critici hanno ritenuto che questo possibile riferimento personale fosse in contrasto con l’insistenza di Walters nel voler che le sue opere fossero considerate puramente astratte. Per Te Whiti Walters utilizzò un pannello rigido e un copolimero di PVA. Oggi noto come acrilico, questo materiale era relativamente nuovo all’epoca. Sebbene fosse disponibile in Nuova Zelanda già dal 1952 per la pittura di interni, non vi sono testimonianze pubbliche del suo utilizzo da parte di artisti fino al 1962.

Te Whiti non fu inclusa nella mostra della New Vision Gallery intitolata Gordon Walters: Painting 1965 e Walters la presentò invece al Concorso d’arte della Hays Ltd con il titolo Painting 1965. Da quando l’opera è stata restituita dal Concorso Hays, il dipinto è noto come Te Whiti ed è proprio questo titolo che è inciso sul retro del dipinto insieme all’anno 1964 e al nome dell’artista.

Te Whiti è di proprietà privata dal 1966 ed è stato esposto solo in poche occasioni. Un anno dopo il concorso Hays, fu esposto a Wellington con il titolo Te Whiti nella mostra Abstract Paintings by Forty New Zealand Artists, presso il Wellington Art Club, New Zealand Display Centre, a Wellington. A quel tempo era di proprietà di Ralph S. Von Kohorn. Nel 1983 Te Whiti fu inclusa nella mostra Gordon Walters presso l’Auckland City Art Gallery (oggi nota come Auckland Art Gallery / Toi o Tāmaki). La City Gallery Wellington incluse il dipinto nella mostra del 2001 Parihaka: the Art of Resistance. È stato esposto al pubblico per l’ultima volta nel 2017 nella mostra Gordon Walters: New Vision, presso la Dunedin Public Art Gallery e l’Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki.

Nel 2023 la Walters Estate ha pubblicato un’edizione di 100 serigrafie di Te Whiti, contrassegnate dal timbro a secco della Estate. Nello stesso anno, in concomitanza con la pubblicazione del libro di Francis Pound Gordon Walters, Glorious Digital ha prodotto una versione digitale di Te Whiti in un’edizione di 100 esemplari. Il pacchetto comprendeva la riproduzione digitale dell’opera, il libro di Francis Pound (sulla cui copertina è raffigurato un dettaglio di Te Whiti) e una piccola versione stampata del dipinto.

Maheno

L’opera più famosa di Walters, Maheno, è stata realizzata nel 1981 e fa anch’essa parte della serie dedicata al koru che l’artista stava portando avanti. Come Te Whiti, il dipinto unisce idee maori ed europee attraverso l’astrazione geometrica e la cultura maori espressa sia attraverso l’immagine che attraverso il linguaggio, con il koru e il titolo «Maheno» in lingua maori. Koru è una parola maori che è ormai entrata a far parte dell’inglese neozelandese corrente e descrive la punta in crescita di una fronda di felce.

Morte

Gordon Walters morì a Christchurch il 5 novembre 1995, all’età di 76 anni.

Controversie

A partire dalla metà degli anni ’80, Walters è stato accusato da diversi critici, sia maori che Pākehā (neozelandesi di origine europea), di appropriazione strumentale dell’arte maori. Il dibattito sull’appropriazione delle forme maori da parte di Walters è riemerso all’inizio degli anni ’90, quando le sue opere sono state incluse nella mostra Headlands: Thinking Through New Zealand Art del 1992.

Vita privata

Walters divenne artista a tempo pieno nel 1966 e nel 1971 gli fu assegnata una borsa di studio QEII. Famoso per la sua precisa astrazione geometrica, si trasferì a Christchurch nel 1976.

Nel 1963 Walters sposò Margaret Orbell (1934–2006), studiosa di letteratura maori.

Mostre selezionate

Da solo

In gruppo

Selezione di opere

Note

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