| Gracciano dell'Elsa frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 43°23′43″N 11°07′59″E |
| Altitudine | 173 m s.l.m. |
| Abitanti | 5 150 (inclusi i 2 500 abitanti dell'Agrestone) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 53034 |
| Prefisso | 0577 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Nome abitanti | valdelsani; graccianesi |
| Cartografia | |
Gracciano dell'Elsa è una frazione del comune italiano di Colle di Val d'Elsa, nella provincia di Siena, in Toscana.
Si chiamava Aelsa (Aelsae) il luogo dove poi è sorto Gracciano dell'Elsa e dove era situata l'antica Pieve a Elsa. Da Aelsa sono poi nati i nomi Valdelsa e Gracciano dell'Elsa che alcune volte veniva chiamato anche "Grasciano" o "Gracchiano". Aelsa era esposta agli assalti dei ghibellini di Siena che erano nemici dei guelfi valdelsani e dei guelfi di Siena che si rifugiavano in questo luogo . Il 17 giugno 1269, in questo territorio, ci fu la battaglia tra guelfi e ghibellini che decretò la fine del potere ghibellino in Toscana. In questo luogo, il 1° luglio , si festeggia San Marziale. Gracciano dell'Elsa comprende tutto il territorio che inizia dal ponte di Santa Giulia fino alla zona chiamata Florentia di Gracciano , dove poi è sorto il quartiere graccianese dell'Agrestone.
Lo stemma simbolico del territorio di Gracciano dell'Elsa venne scelto dalle famiglie di questo territorio, il 25 novembre 1881, ed è uno scudo azzurro con il pilastro romano, la mezzaluna e i due gigli (uno rosso in campo bianco ed uno bianco in campo azzurro) nella parte superiore. I colori sono quattro: azzurro, bianco, giallo e rosso. L'immagine dello stemma simbolico del territorio di Gracciano dell'Elsa, alcune volte, ha anche un asinello che porta sulla groppa il drappo con il pilastro, la mezzaluna e i due gigli.
Molti anni fa nel vasto territorio di Gracciano dell'Elsa, da Florentia di Gracciano, dove nel 1995 circa è stato poi costruito il quartiere graccianese dell'Agrestone, fino alle vicinanze del ponte di Santa Giulia, veniva annualmente fatta la passeggiata con l'asinello, il quale portava nella groppa lo stemma simbolico. Pare che i valdelsani di questo luogo avessero avuto particolarmente a cuore il rispetto per gli animali ed avessero perciò preferito questa "passeggiata con l'asinello" al posto di palii, allora di moda in molti paesi, che avrebbero potuto sottoporre gli animali ad eccessivi sforzi.
Vi si trova l'oratorio/cappella della famiglia Taviani costruita, in sostituzione della distrutta Cappella di Buonriposo (che conteneva un affresco della Madonna ritenuto miracoloso), nel 1537 da Lorenzo di Francesco di Mino, detto Nencino del Grasso di Strove. La cappella conserva ancora una Madonna col Bambino tra San Giovanni evangelista e Santo Stefano, che è in parte rimaneggiata, opera del 1537 del pittore colligiano Giovanni Maria Tolosani.
Poco distanti sono presenti i bagni termali de Le Caldane.
A nord, verso Colle di Val d'Elsa, vicino al ponte sull'Elsa, è presente la Chiesa di San Marziale.