Graham Broadbent

Graham Broadbent nel 2022

Graham Neil Broadbent (24 marzo 1965) è un produttore cinematografico britannico. Presidente e fondatore della Dragon Pictures / Mission Pictures (1995–2004) e poi della Blueprint Pictures (2004–in carica), è stato candidato due volte all'Oscar al miglior film con Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017) e Gli spiriti dell'isola (2022).

Biografia

Si è laureato in storia medievale all'università di Bristol, dove ha conosciuto il futuro socio Pete Czernin. Trasferitosi a Londra, ha iniziato a lavorare nell'industria cinematografica con mansioni come runner presso la Working Title Films, 3º aiuto regista e assistente di produzione.

Deciso a dare prova di sé come produttore indipendente, ha fondato nel 1995 insieme a Damian Jones la propria casa di produzione cinematografica, la Dragon Pictures. Si adopererà per quasi tre anni unicamente per fare produrre il film bellico tratto da una storia vera Benvenuti a Sarajevo, mantenendosi nel frattempo come uomo delle pulizie e con il sussidio di disoccupazione. Concretizzatosi nel 1997 grazie al coinvolgimento di Miramax e Channel 4 con 9 milioni di dollari di budget e nel cast attori del calibro Woody Harrelson e Marisa Tomei, il film è stato l'esordio di Broadbent.

In sei anni di attività, la Dragon Pictures ha prodotto nove film tra Inghilterra e Stati Uniti, otto dei quali prodotti dallo stesso Broadbent, considerata «una media piuttosto alta» per un produttore indipendente e valendogli la fama di «quello in grado di "portare a casa" film difficili da produrre». Tuttavia, nessuno di essi ha riscosso alcun successo al botteghino. Nel 2000 è stato eletto da Variety uno dei «dieci produttori emergenti da tenere d'occhio» nel Regno Unito. Nel 2001 la Dragon è diventata Mission Pictures, con l'acquisizione da parte dell'americana Andell. Broadbent vi ha continuato la sua attività di produttore, affiancato dal 2003 da Czernin dopo le dimissioni di Jones. I flop sono però continuati, tra cui Millions di Danny Boyle, un progetto di lunga data per Broadbent a lui caro, e nel 2004 la Mission ha deciso di interrompere le attività nel Regno Unito, spingendo Broadbent a rassegnare le dimissioni.

Lo stesso anno ha fondato un'altra casa di produzione (la Blueprint Pictures) insieme a Czernin, di cui dal 2016 ricopre solo la carica di co-presidente per dedicarsi quanto più possibile esclusivamente al lavoro creativo. Dei due Broadbent è stato descritto come quello "più coinvolto" nel rapporto diretto con registi e sceneggiatori. Nonostante talvolta producano da soli film diversi, entrambi sono accreditati come produttori di tutti i film della Blueprint.

Nel 2012 la commedia Marigold Hotel è stata il primo film della Blueprint a superare i 100 milioni di dollari d'incasso a livello globale. È stata poi bissata da Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017) di Martin McDonagh, un cineasta di cui Broadbent ha prodotto ogni film a partire dal lungometraggio d'esordio In Bruges - La coscienza dell'assassino (2008): Tre manifesti, il cui budget di 15 milioni di dollari è stato finanziato dalla Blueprint con la Fox Searchlight Pictures e Film4 Productions, ne ha incassati oltre 160 a livello globale ed è valso a Broadbent la sua prima candidatura all'Oscar al miglior film, nonché la prima vittoria al BAFTA al miglior film e al miglior film britannico. È stato candidato a un secondo Oscar e vinto un terzo BAFTA per Gli spiriti dell'isola (2022), sempre di McDonagh.

Il suo motto come produttore è: «nessuno ti dirà mai quando incominciare».

Filmografia

Produttore

Produttore esecutivo

Riconoscimenti

Note

  1. ↑ (EN) Graham Neil BROADBENT, su Companies House. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2021). Per il giorno esatto, consultare le relative pratiche alla sezione "storico dei documenti depositati" (filing history).
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) Charles Gant, The story behind ‘Three Billboards’ production company Blueprint Pictures, in Screen International, 13 febbraio 2018. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2024).
  3. 1 2 (EN) Adam Dowtrey, Dragon and Andell on a Mission, in Variety, 28 agosto 2001. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2019).
  4. ↑ (EN) Emma Daly, Bosnia: the year of filming dangerously, in The Independent, 20 giugno 1996. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2022).
  5. 1 2 (EN) Alan Riding, FILM; Bosnia Revisited, With an Eye on the Future, in The New York Times, 23 novembre 1997, p. 17. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2015).
  6. 1 2 (EN) Derek Elley, Welcome to Sarajevo, in Variety, 18 maggio 1997. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2026).
  7. 1 2 3 (EN) Adam Dowtrey, Dragon inks Four pact, in Variety, 7 agosto 1998. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2026).
  8. 1 2 3 4 (EN) Adam Dowtrey, Damien Jones & Graham Broadbent, in Variety, 9 maggio 2000. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2026).
  9. 1 2 3 4 5 (EN) Adam Dowtrey, Mission raises the bar for hits, in Variety, 17 novembre 2002. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2026).
  10. 1 2 3 (EN) Adam Dowtrey, Jones ankles Mission Pictures, in Variety, 24 luglio 2003. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2014).
  11. 1 2 3 4 (EN) Adam Dowtrey, Producers seek Blueprint for success, in Variety, 17 marzo 2007. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 17 novembre 2024).
  12. ↑ (EN) Cathy Dunkley, Falco joins Mission control, in Variety, 10 novembre 2003. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2026).
  13. ↑ (EN) Charles Gant, The Brit 50: Blueprint Pictures (2018 edition), in Screen International, 30 ottobre 2018. URL consultato il 19 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2025).

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 63651854 · ISNI (EN) 0000 0001 1764 4505 · LCCN (EN) no00010126 · GND (DE) 1077056842 · BNE (ES) XX4580808 (data) · BNF (FR) cb16260896n (data) · J9U (EN, HE) 987007314917105171
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie