Grande, grosso e... Verdone è un film del 2008 sceneggiato, diretto e interpretato da Carlo Verdone.
Con la formula del film ad episodi, l'attore reinterpreta con qualche variazione, il suo collaudato repertorio di personaggi, dal Candido, al Logorroico al Volgare. La pellicola, è uscita nelle sale cinematografiche il 7 marzo 2008.
Nel cast il ritorno di Claudia Gerini, interprete di un personaggio analogo nel precedente Viaggi di nozze, e con lei Geppi Cucciari, Eva Riccobono, Martina Pinto e Roberto Farnesi.
Il titolo, con memorie del celebre Bianco, rosso e Verdone, è stato ideato dal fan-club ufficiale del regista, al quale aveva affidato la scelta prima di iniziare le riprese.
Il film si articola in tre episodi indipendenti, per la prima volta non interlacciati. Il primo della durata di circa trenta minuti, il secondo di quaranta e il terzo di quasi un'ora.
L'ingenuo e paziente Leo Nuvolone, dell'opera prima del regista, sua moglie sarda Tecla e i figli Sisto e Clemente, sono in partenza per un campo scout, quando la morte improvvisa dell'anziana madre di lui stravolge il loro programma.
La famiglia incorrerà in una serie di grottesche disavventure, a causa dei dissidi e di un inaffidabile e vizioso impresario delle pompe funebri, convinto di traslare la salma presso il cimitero romano del Verano anziché nel remoto ed immaginario borgo di Vetrano. Si aggiungono un rovinoso incidente stradale e lo scambio dell'urna cineraria dell'anziana defunta con quella di giovane un motociclista.
Il professor Callisto Cagnato, docente universitario di storia dell'arte, è un uomo metodico, maniacale, ossessivo e al tempo stesso ipocrita. Tre volte vedovo, vive con il figlio ventitreenne Severiano.
L'uomo trascorre le sue serate fuori casa con prostitute o davanti a siti pornografici. Cagnato cerca di lenire la frustrazione del ragazzo, cresciuto sotto le sue rigide regole e manie, tra cui quella di eccellere nel pianoforte. Non accettando la solitudine del ragazzo e mortificandolo assiduamente, gli organizza l'incontro con la giovane orfana Lucilla.
Tra i due ragazzi sboccia inaspettatamente l'amore e accomunati dall'odio verso Cagnato, tentando di abbandonarlo all'interno di una catacomba durante una visita, approfittando di un'interruzione di corrente. L'uomo viene tratto in salvo alcuni giorni dopo dalle forze dell'ordine, interrompendo la felicità dei due giovani amanti che lo ritenevano morto.
Il personaggio riprende lo stereotipo odioso di Furio Zòccano del film di Bianco, rosso e Verdone (1981) e di Raniero Cotti Borroni del film Viaggi di nozze (1995).
Il terzo episodio ha come protagonisti i coniugi Vecchiarutti, Moreno ed Enza, figure popolari e rudi, in piena crisi familiare, con il figlio Steven che comunica con dei ridicoli cartellini colorati arbitrali. Su consiglio del loro psicologo, trascorrono una vacanza a Taormina nel tentativo di riappacificarsi con il giovane. Nel lussuoso albergo dove soggiornano si troveranno loro malgrado in un ambiente sociale molto diverso e dovranno fare i conti con la riprovazione degli altri ospiti, per la loro linea di condotta sguaiata.
Il ragazzo e la madre vi incontrano i loro rispettivi idoli, un ex calciatore di nome Crestadoro, e il suo amico Fabio Muso, protagonista di un reality show. La donna allaccia un rapporto con quest'ultimo che sembra sfociare in una tresca, fin quando con Crestadoro, durante un'escursione in barca, tentano di estorcerle un rapporto sessuale al quale si sottrae in una disperata fuga a nuoto. Moreno, intanto, s'invaghisce di una raffinatissima straniera, con la quale nasce un'amicizia, salvo poi scoprire che si tratta di una prostituta d'alto bordo. Più fortunato Steven, con l'incontro con l'addetta alla ricezione alberghiera. Salvata Enza fortunosamente da un peschereccio, la famiglia Vecchiarutti può tornare a essere unita e riscoprire i veri sentimenti.
I personaggi di Moreno ed Enza riprendono i modi volgari di Ivano e Jessica nel film Viaggi di nozze (1995).
Curiosità
Apparizione dell'allora popolarissimo e romanesco presentatore televisivo Massimo Marino, nel ruolo del maldestro impresario funebre.
Cameo di Paolo Verdone, figlio di Carlo, nel ruolo di uno studente universitario bocciato all'esame, un riferimento autobiografico del regista, realmente respinto a un esame da suo padre, il professor Mario Verdone.
Il film ha incassato 12.944.000 euro.