Gratianopolis

Gratianopolis
Il busto prima che venisse danneggiato
AutoreHenri Ding
Data1884
Materialemarmo
Dimensioni84×48×28 cm
UbicazioneMuseo di Grenoble

Gratianopolis è una scultura di marmo realizzata nel 1884 dallo scultore francese Henri Ding. È conservata al museo di Grenoble.

Storia

Henri Ding espose il modello in gesso di Gratianopolis al Salon di Grenoble del 1883, prima di scolpire la versione marmorea l'anno successivo per il suo committente, l'industriale Jules Biron.

Nel dicembre del 1895, Biron propose alla città di Grenoble di venderle due sculture marmoree di Henri Ding, Gratianopolis e la Musa di Berlioz del 1890, per un totale di 9000 franchi. La commissione consultiva del museo ritenne che queste due opere fossero "delle opere d'arte dal valore artistico inestimabile, ossia opere di una concezione e di un'esecuzione superiori". La Società degli amici delle arti contribuì all'acquisto delle opere con 2000 franchi. Già rappresentato nelle collezioni del museo dall'Ecce Homo scolpito nel 1878 e dal modello di un monumento mai realizzato ai difensori della patria (realizzato due anni dopo), Henri Ding fu lieto di vedere queste due sculture entrare a far parte delle collezioni del museo della sua città natale.

Descrizione

Il busto nello stato attuale

Quest'opera, ammirevole per le sue qualità estetiche e l'esecuzione complessa, ritrae un'allegoria della città di Grenoble, chiamata con il suo nome tardoantico Grazianopoli, in onore dell'imperatore romano Graziano. Questo toponimo, adottato sotto il suo regno, si evolse con il tempo fino a diventare il nome odierno di Grenoble.

Ding ritrasse la città come una donna giovane dall'aria conquistatrice, lo sguardo profondo e le labbra serrate, con la testa rivolta verso la sua destra. La composizione è arricchita da vari attributi simbolici. Il suo elmo alato è sormontato da un gallo bicefalo, simbolo di fierezza e di coraggio, ed è decorato con lo stemma di Grenoble (d'oro con tre rose rosse). La donna indossa un'egida con un gorgoneion nel mezzo, che rievoca l'iconografia di Atena, decorata da serpi nei bordi. La donna portava degli orecchini, oggi perduti.

Con questa sintesi di riferimenti mitologici e pseudostorici, Henri Ding realizzò un'allegoria molto elaborata. Il busto è molto simile all'altorilievo in bronzo Gallia (1873) di Émile Soldi, allora esposto al museo del Lussemburgo. L'elmo della scultura è stato danneggiato: un'ala del galletto e lo stemma della città, che erano presenti nelle vecchie fotografie, sono scomparsi.

Il busto misura 84 × 48 × 28 cm. Sulla spalla destra si trova l'iscrizione: "H. Ding 1884".

Note

  1. 1 2 3 (FR) Gratianopolis, su www.museedegrenoble.fr. URL consultato il 5 settembre 2026.
  2. 1 2 3 (FR) Musée de Grenoble, Henri Ding - Gratianopolis, su Navigart.fr, 3 giugno 2026. URL consultato il 6 settembre 2026.
  3. ↑ (FR) Maurice Agulhon, Pierre Bonte e Robert Chagny, Entre liberté, république et France: les représentations de Marianne de 1792 à nos jours, Réunion des musées nationaux, 2003, p. 31, ISBN 978-2-7118-4685-6. URL consultato il 6 settembre 2026.

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