
L'ègida (in greco αἰγίς, in latino aegis) è lo scudo di Zeus e un tipo di protezione indossato da Atena.
Generalmente si pensa che sia fatta di pelle di capra, ma da un'opera di Eschilo si è ipotizzato che in origine l'egida fosse immaginata come una nube tempestosa (e precisamente il cerchio di nubi che si addensa sulla testa di Zeus al momento del tuono divino). Infatti, vi è una somiglianza tra i termini αἴξ àix "capra" e καταιγίς kataigìs "uragano".
L'egida usata da Atena è una corta corazza con le frange oppure uno scudo magico, dove in alcune versioni dal suo centro spicca la testa della Gorgone, attorniata da Lotta, Paura, Forza e Inseguimento.
Per traslato, nel lessico quotidiano egida significa "protezione, difesa, riparo".

L'egida era la magica sacca di pelle di capra contenente una serpe e protetta dalla maschera della Gorgone. Erodoto lo conferma, e descrive come l'abbigliamento delle donne libiche fosse caratterizzato da grembiuli di pelle di capra, ornati di frange. I Greci ne presero esempio, ma al posto dei serpenti posero delle striscioline di cuoio.
Le prime due versioni del mito:
Leggende più tarde (così anche Omero nell'Iliade) vogliono che l'egida fosse stata fabbricata da Efesto con la pelle di Amaltea, la capra balia di Zeus. Efesto ne fece uno scudo indistruttibile e resistente perfino alla folgore. Zeus è definito Egioco proprio perché fornito di egida.
Zeus non la usa come scudo da combattimento, ma per scatenare tempeste, agitandola.
Molto più tardi Pseudo-Apollodoro, nella Biblioteca, racconta che, durante un combattimento fittizio tra Atena e la sua giovane compagna di giochi, la libica Pallade figlia di Tritone, Zeus gettò l'egida (che si poteva legare al petto) distraendo Pallade, la quale non vide arrivare il fendente mortale di Atena. Estremamente rattristata dal fatto, Atena modellò un'immagine in legno di Pallade, e attorno al petto legò l'egida che l'aveva spaventata. Poi posò la statua accanto a Zeus e la onorò.
Nell'Iliade, l'arma viene usata a volte anche da Apollo.