Date tratte da D. B. Wallace, Greek Grammar Beyond the Basics: An Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids, 1997, pag. 12.
Il dialetto panfilio è una variante estremamente atipica della lingua greca antica parlata nella regione micro-asiatica della Panfilia. È stato stimato che doveva essere inintelligibile per un greco parlante attico o koiné.
Alfabeto
L'alfabeto panfilio è del tipo 'blu scuro' secondo la classificazione di Kirchhoff (1897: 53). Gli alfabeti blu scuri sono caratterizzati dall’impiego di Ξ per /ks/ e dai segni supplementari Φ, Χ e Ψ per /ph/, /kh/ e /ps/. L'alfabeto panfilio utilizza inoltre dei segni speciali: il cosiddetto ‘digamma panfilio ’ <Ͷ>, utilizzato insieme al digamma greco classico <Ϝ>, e il ‘tridente o sampi panfilio’ <>. Queste lettere speciali furono utilizzate, caso sorprendente nel panorama degli alfabeti e dei dialetti greci, fino alla nostra era. Queste lettere furono decifrate indipendentemente da W. Deecke (1877) e W. Ramsay (1880) sul finire del XX secolo. L'alfabeto panfilio è probabilmente originatosi nella regione anatolica a partire da un modello del Peloponneso nordorientale (argivo-corinzio).
Influssi arcaici sul panfilio da parte di altri dialetti
I coloni greci della Panfilia provenivano da regioni diverse della Grecia e dell'Asia Minore greca. Gli abitanti di Aspendo, il centro principale dell'area, erano coloni dorici di origine argiva; i coloni di Side provenivano invece da Cuma Eolica. Ciò determinò la presenza di apporti sia dorici sia eolici nella parlata della regione.
Caratteristiche grammaticali del panfilio
Il panfilio, nella sua struttura grammaticale, risente a tutti i livelli di due fattori:
il precoce distacco dei coloni Panfilii rispetto alla madrepatria greca, prima che nel mondo egeo ellenizzato si verificassero fondamentali innovazioni;
la molteplicità di apporti
di stirpi greche che colonizzarono la regione (in particolare Eoli e Dori)
l'influsso di adstrato di lingue epicoriche non greche (quest'ultimo fattore determinò il fatto che, all'orecchio degli altri Greci, i Panfilii sembrassero semibarbari).
Fonetica
Le caratteristiche fonetiche del panfilio si possono così riassumere:
Vocalismo
Fenomeni precoci di trasformazioni di η in ι lungo, prima del digamma, che il panfilio non perde (es. βασιλῖϝος al posto di βασιλῆος (dialetto ionico) e βασιλέως (attico).
Evoluzioni dorizzanti per la ο prima del gruppo νσ- (allungamento di compenso in ω). Oscuramento di ε in ι, come in dorico ed eolico; apertura di ε in α prima di ρ come nei dialetti nord-occidentali. Infine, per influsso dell'arcado-cipriota, chiusura in υ della o finale.
Frequente soppressione delle vocali brevi iniziali (per influsso delle lingue indoeuropee di adstrato: queste non possedevano le vocali prostetiche del greco e inducevano la semplificazione fonetica dei vocaboli che avessero vocali brevi iniziali, fossero o meno dovute a prostesi).
Consonantismo
Conservazione del digamma, e trasformazione del digamma iniziale in φ;
Perdita del ν prima di consonante e in fine di parola (fenomeno che sembra prefigurare l'evoluzione del neogreco);
Il gruppo ντ si trasforma in δ (altro fenomeno che sembra precorrere certi sviluppi fonetici del greco moderno).
Morfologia
Caratteristiche morfologiche notevoli del panfilio sono:
La mancanza dell'articolo, dato che il panfilio si è distaccato dal resto dei dialetti greci prima che il pronome cataforico ὁ ἡ τὸ assumesse la funzione di articolo determinativo (una caratteristica, questa, che si conserva, per convenzione tradizionale e non per meccanica deriva linguistica, solo nell'artificiale e letterario dialetto omerico[senzafonte]);
nell'ambito della flessione nominale: le desinenze del dativo simili a quelle dell'eolico, -εσσι, -οισι, -αισι;
nell'ambito della flessione verbale:
le desinenze del medio alle terze persone -ται -δαι (da -νται), distinte da quelle dell'arcado-cipriota, e caratterizzate dal tipico consonantismo panfilio;
una coniugazione di εἰμί simile a quella dell'attico dal punto di vista del vocalismo, ma con un imperativo di terza persona plurale con la caratteristica desinenza -δυ: ὄδυ, per ὄντων (allo stesso modo, per analogia, l'imperativo medio, nelle terze persone, è caratterizzato da desinenze come -σδυ.
Glossario
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12Eustazio Od.1654; Richard Valpy e Charles Anthon. Gli elementi di grammatica greca (12ª edizione). New York: W.E. Dean, tipografo ed editore, 1831, p. 297.
(EN) Panayotou, A. "Pamphylian" (Maria Chritē e Maria Arapopoulou. Una storia del greco antico: dagli inizi alla tarda antichità. Cambridge University Press, 2007 ISBN 0521833078, pp.427–432). Articolo in greco: Παμφυλιακή.
Brixhe, C. Dialecte Grec de Pamphylie. Paris/Istanbul 1976.
Selvi, E. e Santamaria, A. (2023). Shaping the Pamphylian alphabet: the puzzle of the two digammas. Kadmos, vol. 62, no. 1-2, 2023, pp. 95-114. https://doi.org/10.1515/kadmos-2023-0005.