Greppi di Bussero

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Greppi di Bussero
Nec vi nec vitio
D'oro al grifone d'azzurro, coronato del campo; al capo d'azzurro, caricato di tre gigli d'argento, posti in fascia
Stato Ducato di Milano
Aurea Repubblica Ambrosiana
Stato Pontificio
Repubblica Transpadana
Repubblica Cisalpina
Repubblica italiana
Regno d'Italia
bandiera Regno Lombardo-Veneto
Regno d'Italia
Italia (bandiera) Italia
Titoli
  • Conti di Bussero e Corneliano
  • Patrizi milanesi
FondatoreLantelmo De Greppi
Attuale capoLuigi Greppi
Data di fondazioneXII secolo
Etniaitaliana
Antonio Greppi, I conte di Bussero e Corneliano
Ludwig Guttenbrunn, La famiglia del conte Antonio Greppi, Milano 1780

I Greppi, poi Greppi di Bussero e Corneliano (1778) o più semplicemente Greppi di Bussero, sono una famiglia lombarda appartenente alla nobiltà filo-austriaca feudataria che, a partire dal XVIII secolo, iniziò a occupare un ruolo centrale nei campi diplomatico, politico e commerciale.

Nell'anno 1778, Antonio Greppi, personaggio di grandi capacità, venne insignito del titolo comitale per volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria.

Dal conte Antonio Greppi discesero personalità della famiglia di grande rilievo politico-diplomatico, tra le quali si ricordano due figli, Marco e Paolo, e poi ancora Marco, Giuseppe ed Emanuele, senatori del Regno d'Italia. Il conte Giuseppe Greppi venne ricordato da Ernest Hemingway come una persona di grande intelligenza nel XXXIV capitolo di Addio alle armi.

Storia

Origini

La famiglia Greppi ha origini lombarde, che affondano le radici nel Medioevo. Dapprima si ritrova la sua collocazione "in alto stato" già nel 1167, quando Lantelmo de' Greppi (o Lantelmo Greppi), cremasco, risulta annoverato tra i capitani che l'imperatore Federico Barbarossa, giunto in Italia, ha assoldato. Nel 1299, poi, Giovanni Greppi è uno dei Giudici di Crema che compongono la pace con i Milanesi dopo la guerra intrapresa da Crema contro Matteo Visconti.

Si è ritenuto, anche, che la famiglia Greppi fosse "cospicua" a Crema dal XII secolo, sia con il citato Lantelmo che con altri personaggi "che occuparono le prime magistrature". Un antenato di Antonio, Graziolo Greppi, nel 1443 ricopriva la carica di Consigliere della città di Como.

XVI secolo

Dalla prima metà del Cinquecento, i Greppi possedevano beni immobili a Cazzano Sant'Andrea in Val Gandino e nei territori limitrofi, e godevano dei proventi della loro proprietà, di un'impresa di filatura e tessitura e di un fiorente commercio all'ingrosso di lane e tessuti.

XVIII secolo

Nella prima metà del Settecento, l'impresa della famiglia Greppi, guidata da Gabriele Greppi, ha una sfera di attività estesa e opera in tutto il Bergamasco, in Veneto (particolarmente a Verona, nel Bresciano e a Venezia) e in Lombardia. La lana, proveniente da Foggia, viene lavorata nella Val Gandino e i prodotti finiti sono venduti nella varie città, dove si provvede anche ad acquisti su commissione.

Antonio Greppi è il personaggio più cospicuo della famiglia e artefice delle sue fortune; nasce il 4 febbraio 1722 a Cazzano Sant’Andrea, figlio di Gabriele ed Elena Piatti. Imprenditore e banchiere, dal 1750 al 1770 è Fermiere Generale della Lombardia Austriaca, al quale l'imperatrice Maria Teresa e il cancelliere Principe Kaunitz affidano la gestione del sistema delle imposte indirette in una delicata fase di transizione dalla preesistente concessione ai privati all'assunzione diretta da parte dello Stato. Nel 1780 Antonio Greppi è all'apice della sua fortuna e della sua potenza: dal 1756 è stato ammesso alla cittadinanza milanese (con privilegio in data Vienna 5 gennaio 1756); dal 1771 è Consigliere del Magistrato Camerale (privilegio di nomina alla Regia Camera dei Conti in data Vienna 31 ottobre 1771); è membro della società patriottica - con decreto imperiale; nel 1778 il Diploma imperiale, per volere dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, nomina "il signor consigliere Antonio Greppi e tutti i suoi posteri primogeniti Conte e Conti della Lombardia e feudatari di Bussero e Corneliano nel Ducato di Milano, confermando l'Arma Gentilizia della di lui famiglia" con il sovrano beneficio del riconoscimento di oltre 300 anni di nobiltà precedente della sua famiglia - requisito importante ai fini della ammissione nel Sovrano Militare Ordine di Malta nella classe più elevata dei Cavalieri (privilegio a lettere e patenti, a firma dell'imperatrice Maria Teresa, in data Vienna 19 ottobre 1778) (la più che tricentenaria nobiltà precedente è riconosciuta con la sentenza del Tribunale araldico di Milano in data 25 agosto e 10 settembre 1774). "Quest'uomo celebre, figlio del suo talento e fortunatissimo, ha avuto il modo di essere, per così dire, quasi pregato da Sua Maestà ad accettare il dono del feudo di Bussero e Corneliano col titolo di Conte. Le espressioni di S.M. non sono minori della singolarità di un tal dono", scrive il principe Alberico Barbiano di Belgiojoso, ministro plenipotenziario a Londra.

L'imperatore Giuseppe II gli concede l'onore di conferirgli la dignità di Commendatore dell'Ordine di Santo Stefano d'Ungheria. In una lettera a firma autografa indirizzata "Al Conte Antonio Greppi", datata "Schönbrunn 2 ottobre 1780", l'imperatrice Maria Teresa scrive: "Conte Greppi: Benché non ebbi gran parte all'ultima grazia concedutavi da S.M. l'Imperatore Giuseppe II come Gran Maestro dell'Ordine di Santo Stefano, ho veduto però con piacere e soddisfazione che la medesima Maestà Sua degnò darvi un pubblico attestato del Suo gradimento dei vostri buoni servizi; e come non dubito che cercherete anche per l'avvenire di meritare con vostro zelo, e collo stesso rispettoso attaccamento, che avete sinora in ogni occasione dimostrato per l'augusta mia Casa, la mia Reale Benevolenza, sarà sempre una cosa per me grata di poter accordarvi non meno che alla vostra famiglia ulteriori effetti della mia grazia e Sovrana Protezione". Protagonista della grande stagione delle riforme teresiane, Antonio Greppi è un uomo moderno, intelligente e colto, ma è anche un tipico esponente dell'Ancien Régime, "rigidamente devoto agli ordinamenti fissati". Per questo, lascia Milano dopo l'arrivo di Napoleone e muore a Santa Vittoria di Gualtieri (Reggio Emilia) il 22 luglio 1799.

Su Antonio Greppi e la sua famiglia, si può fare riferimento agli enormi carteggi conservati in Archivio di Stato di Milano (Fondo Greppi, circa 80.000 lettere e documenti) e in Archivio Storico Diocesano, Milano (dove sono conservate decine di cartelle di Genealogia e Araldica della famiglia Greppi, nonché sul Conte Antonio Greppi Fermiere Generale della Lombardia Austriaca.

Membri illustri

I discendenti di Antonio Greppi di Bussero consolidarono la posizione della famiglia nella società milanese con matrimoni nelle famiglie della più antica aristocrazia: Opizzoni, Litta Visconti Arese, Durini, Casati, Cavazzi della Somaglia, Taverna, Meli Lupi di Soragna, Barbiano di Belgiojoso, Trotti Bentivoglio, Sormani Andreani Verri, Borromeo, Visconti di Modrone, Majnoni d'Intignano.

Conti di Bussero e Corneliano

Dimore

Dimore abitate dai Greppi:

Palazzo Greppi, Milano

Note

  1. ↑ F. SFORZA BENVENUTI, Storia di Crema, vol. I, pp. 93-94; T. SALMON, Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo naturale, politico e morale, Venezia 1750, tomo XIX, p. 334; L. GUELFI CAMAJANI, Le famiglie nobili e notabili italiane. Archivio Storico Araldico-Nobiliare - Libro d'oro dei contemporanei, vol. IX, Firenze 1969, pp. 305-306..
  2. ↑ L. GUELFI CAMAJANI, Le famiglie nobili e notabili italiane. Archivio Storico Araldico-Nobiliare - Libro d'oro dei contemporanei, vol. IX, Firenze 1969, p. 305.
  3. ↑ G. GREGORINI, Il frutto della gabella. La Ferma generale a Milano nel cuore del Settecento economico lombardo, Vita e Pensiero, Milano 2003, pp. 48-49..
  4. ↑ G. GREGORINI, Il frutto della gabella, cit. p. 49..
  5. ↑ F. BORLANDI, Antonio Greppi, in Enciclopedia Italiana, Treccani, Appendice I, pag. 695; E. GREPPI, Il conte Antonio Greppi (1722-1799), imprenditore, finanziere, diplomatico, nella Lombardia Austriaca del Settecento, in Archivio Storico Lombardo, CXXI, 1995, pagg. 399-430; E. PUCCINELLI, Antonio Greppi, in Dizionario biografico degli italiani, 200, vol. 59; Francesco NOVATI e Emanuele GREPPI, Carteggio di Pietro e di Alessandro VERRI, dal 1766 al 1797 (Milano e Roma nella seconda metà del sec. XVIII), Cogliati, Milano 1911; E. GREPPI e A. GIULINI, Carteggio di Pietro e di Alessandro Verri, dal 1766 al 1797, Cogliati, Milano 1923; F. VALSECCHI, L'assolutismo illuminato in Austria e in Lombardia, vol. II, La Lombardia, Zanichelli Bologna 1934; C.A. VIANELLO, La riforma finanziaria nella Lombardia austriaca del XVIII secolo, Giuffré, Milano 1940; F. VALSECCHI, Storia di Milano, Fondazione Treccani degli Alfieri per la Storia di Milano, 1959, vol. XII; B. CAIZZI, Industria, commercio e banca in Lombardia nel XVIII secolo, Banca Commerciale Italiana, Milano 1968; F. VENTURI, Settecento riformatore. Da Muratori a Beccaria, Einaudi, Torino 1969; A. DE MADDALENA, E. ROTELLI e G. BARBARISI, Economia, istituzioni, cultura in Lombardia nell'età di Maria Teresa, 3 voll. (I - Economia e Società, II - Cultura e Società, III - Istituzioni e Società), Il Mulino Bologna 1982; F. VENTURI, Settecento riformatore, vol. V, L'Italia dei lumi (1764-1790), tomo I (La rivoluzione di Corsica. Le grandi carestie degli anni sessanta. La Lombardia delle riforme), Einaudi Torino 1987; C. CAPRA, La Lombardia Austriaca nell'età delle riforme (1706-1796), UTET Torino 1987; G. LIVA, L'Archivio Greppi e l'attività della filiale di Paolo Greppi a Cadice nella corrispondenza commerciale (1769-1799), in Archivio Storico Lombardo, 1995, pag. 431 e segg; F. BRAUDEL, Civiltà materiale, economia e capitalismo (secoli XV-XVIII), vol. II, I giochi dello scambio, Einaudi; G. STOLFI, Antonio Greppi committente di architettura, in Archivio Storico Lombardo, CXXII, 1996, pagg. 315-340; E. BIANCHI, La collezione di Antonio Greppi, in Archivio Storico Lombardo, 1996, pagg. 275-313; E. CASATI, La dispersione della raccolta Pertusati e il ruolo di Antonio Greppi, ibidem, pagg. 341-352; G. LIVA, Le Aziende Greppi in Europa : Amburgo e Amsterdam, in Archivio Storico Lombardo, 1996; E. GREPPI, La famiglia del Conte Antonio Greppi nell'Ottocento, in Archivio Storico Lombardo, CXXII, 1996, pagg. 353-399; G. GREGORINI, Il frutto della gabella, cit.; G. BERETTI, La magnificenza del banchiere. Giocondo Albertolli: gli arredi e le decorazioni per il Palazzo milanese di Antonio Greppi, Milano 2005; S. LEVATI – G. LIVA, Viaggio di quasi tutta l'Europa colle viste del commercio, dell'istruzione e della salute. Lettere di Paolo e Giacomo Greppi al padre (1777-1781), Milano, Silvana Editoriale 2006..
  6. ↑ I documenti e gli originali di Lettere Patenti e Decreti sono in Archivio Storico Diocesano, Milano, Fondo Greppi, cartelle "Araldica".
  7. ↑ A. GIULINI, A Milano nel Settecento. Studi e profili, Milano 1926, p. 25..
  8. ↑ La lettera è in Archivio Storico Diocesano, Milano, Fondo Greppi.
  9. ↑ G. BOLLATI, L'italiano, in Storia d'Italia Einaudi, vol. I, I caratteri originali, pag. 951 e segg., pubblicato anche come volumetto a sé stante, con il titolo L'italiano. Il carattere nazionale come storia e come invenzione, Einaudi Torino 1983 (ripubblicato nel 1996 e nel 2011); E. GREPPI, La famiglia del Conte Antonio Greppi nell'Ottocento, in Archivio Storico Lombardo, CXXII, 1996, pagg. 353-399; G. GREPPI, La rivoluzione francese nel Carteggio di un osservatore italiano (Paolo Greppi), (raccolto e ordinato dal Conte Giuseppe Greppi, Senatore del Regno), 3 voll., Hoepli Milano 1900-1904, vol. I; S. LEVATI – G. LIVA, Viaggio di quasi tutta l'Europa colle viste del commercio, dell'istruzione e della salute. Lettere di Paolo e Giacomo Greppi al padre (1777-1781), Milano, Silvana Editoriale 2006; G. LIVA, L'Archivio Greppi e l'attività della filiale di Paolo Greppi a Cadice nella corrispondenza commerciale (1769-1799), in Archivio Storico Lombardo, 1995, pag. 431 e ss; E. PUCCINELLI, Paolo Greppi, in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto Treccani, 2002, pp. 334–337; E. RIVA, Paolo Greppi: il destino di un cadetto tra negozio e nobiltà, in Cheiron. Titolati, cadetti e parvenus. Il caso lombardo tra Antico Regime e Rivoluzione Francese, Bulzoni editore (s.i.d.); E. RIVA, Paolo Greppi: il destino di un cadetto tra negozio e nobiltà, in Titolati, cadetti e parvenus. Il caso lombardo tra Antico Regime e Rivoluzione Francese, a cura di Cinzia Cremonini, "Cheiron", n.29, 1998, pp. 77–118..
  10. ↑ Manuale dei Senatori del Regno, Roma, Tipografia del Senato, 1914, p. 1252.
  11. ↑ R. De Cesare, Il Conte Giuseppe Greppi e i suoi ricordi diplomatici (1842-1888), Roma, Tipografia del Senato, 1919; G. Cerulli Irelli, Diplomatici del passato: il conte Giuseppe Greppi, in Affari esteri, n. 77, 1988, pp. 120-139; E. Greppi, La famiglia del Conte Antonio Greppi nell'Ottocento, in Archivio Storico Lombardo, CXXII, 1996, pp. 353-399. E. Signori, GREPPI, Giuseppe, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 59, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002; GREPPI Giuseppe, su Senatori d'Italia, Senato della Repubblica..
  12. ↑ M. BRIGNOLI, Edoardo Greppi. Londra 1914-1915, in Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Studi Storico-Militari, 1999, pp. 559-672.
  13. ↑ (EN) Milena Greppi, in Olympedia.
  14. ↑ E. GREPPI, Il conte Antonio Greppi, imprenditore, finanziere, diplomatico nella Lombardia Austriaca del Settecento, in "Archivio Storico Lombardo", anno CXXI, 1995, pp. 399-429; E. GREPPI, La famiglia del conte Antonio Greppi nell'Ottocento, in "Archivio Storico Lombardo", anno CXXII, 1996, pp. 353-399.

Bibliografia

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