

La Guardia di Finanza (in acronimo G. di F. o GdF) è una forza di polizia italiana ad ordinamento militare con competenza generale in materia economico-finanziaria. Ha funzioni di polizia tributaria, polizia giudiziaria, pubblica sicurezza, polizia stradale, polizia militare e di concorso alla difesa militare. È una delle quattro forze di polizia italiane ed è parte integrante delle forze armate italiane. È direttamente dipendente dal ministro dell'economia e delle finanze, mentre dipende funzionalmente dal Ministero dell'interno per le attività di concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica, e dal Ministero della difesa per la difesa militare del territorio. È guidata dal Comandante generale della Guardia di Finanza.
Trae le proprie origini nel 1774 dalla Legione truppe leggere del Regno di Sardegna e fu istituita nel 1862 come Corpo delle guardie doganali del Regno d'Italia fino al 1881, allorquando divenne Corpo della Regia Guardia di Finanza. La celebrazione dell'anniversario, che originariamente ricorreva il 5 luglio fino al 1965, fu definitivamente spostata al 21 giugno, a memoria dell'inizio della battaglia del solstizio, combattuta durante la prima guerra mondiale. Il Comando Generale è sito a Roma presso la Caserma Piave, presso cui si trova anche il Museo storico della Guardia di Finanza, che raccoglie i cimeli del corpo.
Le origini del corpo si fanno risalire al 5 ottobre 1774 nel Regno di Sardegna, allorché con regie patenti Gabriel Pictet (1710-1782) fu nominato primo comandante della Legione truppe leggere, un reparto di fanteria leggera della Regia Armata Sarda con compiti accessori di supporto all'esercito sabaudo in caso di conflitto. L'unità fu sciolta nel 1799, a seguito della creazione delle Repubbliche sorelle napoleoniche nell'Italia settentrionale, e ricostituita con la Restaurazione sotto il nome di Legione reale leggera, sciolta definitivamente nel 1821.
Prima dello scioglimento della predetta unità, quest'ultima dal 1814 fu affiancata dal Corpo dei preposti doganali, un organismo civile di ispirazione francese che i regnanti transalpini mantennero anche dopo la caduta di Napoleone Bonaparte e a cui era affidata la vigilanza a fini doganali dei posti di confine e della frontiera.
Dopo la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, con legge del 13 maggio 1862, n. 616 la fusione delle milizie e degli organismi doganali dei disciolti Stati preunitari con i preposti doganali piemontesi determinò la nascita del Corpo delle guardie doganali, che nel 1881, con il cambio di dipendenza dalle dogane alle intendenze di finanza, mutò la sua denominazione in Corpo della Regia Guardia di Finanza. Nel 1906, con l'istituzione del Comando generale, dipendente dal Ministero delle finanze, raggiunse la piena autonomia, sino alla completa militarizzazione avvenuta nel 1907, sancita dall'estensione dell'uso delle stellette, distintive dei reparti combattenti, sovrapposte alle tradizionali fiamme gialle. Le fiamme gialle erano concesse, senza stellette, anche al personale coloniale; gli ascari finanzieri si distinguevano inoltre per la fusciacca (etagà) gialla con bordi verdi e fiocco del tarbush o della tachia verde e giallo.
In tempo di pace il corpo, pur non avendo ancora lo stato giuridico militare, fu sottoposto alla giurisdizione militare e a un regime disciplinare in gran parte mutuato da quello vigente per il Regio Esercito, il cui regolamento di disciplina militare viene esteso al corpo con il Regio Decreto 11 luglio 1907, n. 566; l'integrazione tra le altre forze armate dello Stato si completò con la concessione della bandiera di guerra con i regi decreti legge 2 giugno 1911 n. 325 e 24 dicembre 1914 n. 1409.
La Guardia di Finanza partecipò alla prima guerra mondiale con un contingente di 12 000 finanzieri (il 40% dell'allora organico del Corpo), inquadrato in 18 battaglioni mobilitati e 4 compagnie autonome, impiegati sul fronte trentino, in Carnia, sull'Isonzo, sul Carso ed in Albania con organico, armamento ed equipaggiamento identico a quelli dei reparti alpini. Altri “distaccamenti speciali”, invece, erano costituiti da finanzieri dei reparti di confine posti a disposizione dei reparti del Regio Esercito in prima linea, con compiti informativi e di esplorazione. Reparti di finanzieri sciatori si distinsero inoltre sull'Ortles e sulla Marmolada; inoltre, se l'origine delle truppe d'assalto italiane nella prima guerra mondiale è controversa, è certa comunque la presenza in esse di finanzieri sin dalle prime manifestazioni della specialità.
I battaglioni del Corpo dipendevano, di solito, direttamente dai Corpi d'Armata ed erano distaccati di volta in volta ai comandi di settore divisionale per l'impiego in prima linea. Una seconda aliquota di finanzieri fu destinata alla difesa costiera, a cui parteciparono anche i reparti litoranei e le unità navali del Corpo, di cui le maggiori poste alle dipendenze della Marina Militare, dispiegate anche sul lago di Garda.
Il rimanente personale fu impiegato sul territorio nazionale con compiti politico-militari a tutela dell'economia di guerra e per la sicurezza interna del regno; in Libia e nel dodecaneso italiano, negli ordinari compiti di servizio e nella difesa costiera. È doveroso ricordare che il primo colpo di fucile del conflitto fu esploso, nella notte tra il 23 e il 24 maggio 1915, da una pattuglia composta dai finanzieri Pietro Dall'Acqua e Costantino Carta, i quali respinsero il tentativo di alcuni guastatori austriaci di demolire il ponte di Brazzano sullo Judrio, il fiume che segnava il nostro confine orientale del 1866. Negli anni di guerra si succedettero numerosi episodi di eroismo e dimostrazioni di operatività, nonostante alcuni rovesci militari delle nostre Armate. Le ingentissime perdite subite e la difficoltà ad alimentare i reparti con dei rincalzi, indussero il Comando Supremo nell'agosto 1916 a dimezzare il numero di battaglioni e compagnie autonome del Corpo, riducendo gli uomini al fronte ad un totale di 9 000.
Al momento del repentino crollo del fronte dopo la battaglia di Caporetto, i quattro battaglioni di finanzieri coinvolti si segnalarono per la compattezza mantenuta nelle azioni di retroguardia e nel concorrere a rendere ordinato, per quanto possibile, il ripiegamento dell'Esercito. Quando venne costituita la prima difesa al nemico sulla via di Venezia, sulla destra del Piave Nuovo, tre battaglioni del Corpo ne entrarono a far parte: il VII, l'VIII ed il XX, i quali contennero gli attacchi sul Piave, partecipando alla battaglia del solstizio. In particolare, il 21 giugno 1918 il VII battaglione mobilitato, dislocato sul basso Piave, si attestò in opposto territorio ed il successivo 5 luglio l'VIII battaglione, che lo rilevò, continuò le operazioni, che si conclusero brillantemente due giorni dopo. Lo stesso giorno il XVI ed il XVIII battaglione iniziarono in Albania l'attacco contro le ardue e ben munite posizioni del Mali Viluscia, che conquistarono nei giorni successivi.
Dopo la fine delle ostilità, la Guardia di Finanza, oltre a provvedere alla vigilanza lungo la linea di armistizio ed all'organizzazione del servizio d'istituto nelle nuove province liberate, inviò reparti in Dalmazia, in Albania ed in Anatolia, facenti parte dei rispettivi corpi di spedizione, mentre due compagnie furono autorizzate a permanere a Fiume occupata dai volontari di Gabriele D'Annunzio, uniche unità regolari incaricate della protezione della popolazione civile e del controllo dell'area portuale.
Su un totale di circa 12 000 finanzieri mobilitati, 2 392 furono i caduti, 500 i mutilati e gli invalidi e 2 600 i feriti. Ai finanzieri furono concesse nell'arco del conflitto 141 medaglie individuali d'argento al Valor militare (41 delle quali alla memoria), 261 di bronzo, 224 croci di guerra al Valore (di cui 53 alla memoria) e 136 promozioni per merito di guerra.
La condotta del VII battaglione durante la prima guerra mondiale fu riconosciuta con la concessione alla Bandiera di Guerra di una medaglia di bronzo al Valor militare, con R.D. del 31 ottobre 1920, con la seguente motivazione:
Una seconda medaglia di bronzo al Valor militare è stata concessa al Corpo con R.D. del 3 novembre 1921:
Gli anni venti segnano un periodo di profonda riorganizzazione per la Guardia di Finanza che viene ordinata secondo il modello territoriale del Corpo dei Reali Carabinieri, con l'innovazione determinata, all'inizio del governo Mussolini, dall'istituzione nel 1923 della polizia tributaria investigativa, quale contingente specializzato e componente di punta del Corpo, che segna il progressivo spostarsi del fulcro dell'attività di servizio dagli originari compiti di polizia daziaria e doganale alla sorveglianza della totalità degli aspetti tributari nazionali. Venne poi costituito, nell'ambito del Ministero, l'Ufficio tecnico centrale per la Polizia Tributaria Investigativa, retto da un generale del corpo.

Durante la seconda guerra mondiale i finanzieri, inquadrati in Reparti mobilitati, presero parte al conflitto nell'opera di contrasto al contrabbando, dapprima terrestre e poi via mare, per gli aiuti prestati ai profughi ebrei e ai perseguitati dai nazifascisti, e per aver tutelato la popolazione civile e le istituzioni sul confine italiano orientale, ove numerosi finanzieri furono uccisi e gettati nelle foibe.
Durante la liberazione di Milano il corpo ebbe modo di distinguersi grazie all'operato del generale Alfredo Malgeri
Nel secondo dopoguerra in Italia venne istituito un apposito corpo, la Guardia di finanza del Territorio Libero di Trieste fu istituito nella città libera, fino al ritorno di essa all'Italia. Il 2 maggio 1949, alla presenza dei ministri Ezio Vanoni, Giuseppe Pella e Ugo La Malfa, il comandante generale inaugura presso l'accademia del Corpo il primo corso per verificatori contabili, diretto dal professor Cesare Cosciani, al quale sono destinati ufficiali del Corpo e funzionari dell'amministrazione finanziaria. Da tale momento la preparazione all'attività di polizia tributaria diviene il tema centrale dell'addestramento di formazione e di perfezionamento per gli ufficiali ed i sottufficiali.
A partire dagli anni '50 vengono radicalmente trasformati il naviglio, il parco automobilistico e l'organizzazione delle telecomunicazioni; viene istituito il servizio statistico, dotato di un centro meccanografico, e il servizio cinofili per l'allevamento e l'addestramento dei cani anticontrabbando. In seguito le competenze del corpo furono riordinate con la legge 23 aprile 1959, n. 189, che pose il corpo alle dipendenze del Ministro dell'Economia e delle Finanze.

Il d.lgs. 19 marzo 2001, n. 68 comportò un ulteriore riordino delle competenze, e con la legge 3 giugno 2010, n. 79, si è prevista la possibilità di nominare il Comandante Generale della Guardia di Finanza tra le file dei propri Generali di Corpo d'Armata, mentre in precedenza questi erano scelti tra i generali di corpo d'armata dell'esercito italiano. A seguito della legge 7 agosto 2015, n. 124, e del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 177, il decreto del Ministro dell’Interno del 15 agosto 2017, ha stabilito che la Guardia di Finanza sia l'unica delle forze di polizia italiane ad occuparsi della pubblica sicurezza in mare, con decorrenza dal 1º gennaio 2018, tranne per quelle competenze esclusive del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera.
Nel 2018 il corpo ha visto un'importante riorganizzazione ed i Reparti Speciali sono stati riorganizzati assieme ai reparti Antiterrorismo-Pronto Impiego. A livello territoriale, a inizio 2019, sono state soppresse le Brigate e trasformate in Tenenze luogotenenziali. In ogni provincia poi è stato istituito un ulteriore gruppo e ridisegnate le circoscrizioni di competenza di Gruppi, Compagnie e Tenenze.
Nel 2024, in occasione del 250º anniversario della fondazione, ha avviato una serie di eventi per celebrare la ricorrenza il cui apice è raggiunto dalla Festa del Corpo a Piazza di Siena il 24 giugno alla presenza delle massime autorità civili e religiose.

Per l'esecuzione del servizio, l'organizzazione territoriale è articolata in:
Parallelamente ai comandi interregionali, con competenze specialistiche in ambito nazionale esistono, sempre a livello generale di corpo d'armata:

Il Comando aeronavale centrale, diretto dal Gen. C.A. Stefano Screpanti, preposto al:
Esiste, inoltre, la branca addestrativa dell’Ispettorato per gli istituti di istruzione, retto da generale di corpo d'armata, attualmente il Gen C.A. Vito Augelli, dal quale dipendono tutti i reparti preposti al reclutamento, alla formazione ed alla specializzazione del personale dei vari ruoli del corpo nonché i prestigiosi Gruppi Sportivi Fiamme Gialle, in cui militano numerosi atleti olimpici (tra cui le medaglie d'oro Sofia Goggia e Arianna Fontana, entrambe vincitrici dell'oro olimpico a Pyeongchang 2018). L'ispettorato per gli istituti di Istruzione, in particolare, ha una struttura simile a quella degli omologhi Comandi Interregionali, assolve funzioni di comando, coordinamento e controllo dei reparti ed istituti dipendenti delle attività nei settori:

Alle proprie dipendenze sono posti i seguenti reparti:
Come supporto tecnico troviamo il Reparto Tecnico Logistico– Amministrativo per gli Istituti di Istruzione, con sede a Lido di Ostia (Roma), retto da colonnello.
Il Corpo della Guardia di Finanza, ai sensi del Decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, è forza di polizia economico-finanziaria, giudiziaria, di ordine e sicurezza pubblica e marittima, nonché organo di cooperazione internazionale, con il compito di tutelare il bilancio nazionale ed europeo.
La Guardia di Finanza sviluppa forme di collaborazione con organismi e forze di polizia estere per rendere più efficaci, su scala globale, le attività di contrasto ai reati economico‑finanziari, al traffico internazionale di droga, al terrorismo e alle minacce transnazionali.
Per lo scambio di informazioni e il coordinamento operativo la GdF utilizza:
La GdF contribuisce a missioni civili UE, operative NATO e a mandato ONU per supporto tecnico‑finanziario e di polizia economica. Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 19 febbraio 2025 è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025 la partecipazione a numerose missioni in Europa, Asia e Africa, anche in ambito EULEX (Kosovo), EUPOL COPPS (Territori palestinesi) e EUBAM Libya, con un impegno di bilancio di circa 16,8 M€ per il 2025.
Il personale è operativamente ripartito in due contingenti: il Contingente Ordinario, che riguarda il personale impiegato a terra e che annovera la maggioranza dei finanzieri compreso il Servizio Aereo della Guardia di Finanza; e il Contingente di Mare, nel quale è inquadrato il personale impiegato nel Servizio navale della Guardia di Finanza.
Al mese di aprile 2026, aveva una forza organica di 63 891 militari delle varie categorie (Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri). Le dotazioni organiche risultavano così suddivise:
Il reclutamento dei militari della Guardia di Finanza avviene con concorso pubblico le cui modalità sono stabilite in via generale dal regio decreto legge 4 ottobre 1935 n. 1961 - convertito nella legge 9 gennaio 1936, n. 75 - mentre le modalità di accertamento dell'idoneità sono stabilite dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 17 maggio 2000 n. 155. Disposizioni particolari vi sono a seconda della tipologia da arruolare, come nel caso del personale non direttivo ai sensi del d.lgs. 12 maggio 1995, n. 199; una disciplina generale è poi contenuta nel d.lgs 15 marzo 2010, n. 66, che prevede anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.
I vincitori vengono avviati alla frequenza dei rispettivi corsi, presso gli Istituti d'istruzione preposti all'addestramento iniziale quali la Scuola Allievi Finanzieri di Bari o la Scuola Alpina della Guardia di Finanza per la formazione di base degli Allievi Finanzieri semplici del Contingente Ordinario, la Scuola Nautica della Guardia di Finanza per la formazione di base degli Allievi Finanzieri del Contingente di Mare e degli Ispettori e Ufficiali del medesimo contingente, la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell'Aquila per la formazione di base, di livello universitario triennale, degli Allievi Marescialli vincitori di concorso pubblico del contingente Ordinario e di Mare, degli Allievi Marescialli e degli Allievi Vice-Brigadieri vincitori di concorso interno (provenienti dalle file del Corpo con grado inferiore), nonché l'Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo per la formazione di base, di livello universitario quinquennale, degli Allievi Ufficiali vincitori di concorso pubblico del Ruolo Normale e del Ruolo Aeronavale e degli Allievi Ufficiali vincitori di concorso interno (provenienti dalle file del Corpo con grado inferiore).
L'armamento in dotazione individuale alla Guardia di Finanza è composto da:
L'armamento in dotazione di Reparto alla Guardia di Finanza è composto da:



Il Corpo dispone di circa 410 mezzi navali, così suddivisi:
Di seguito un elenco riepilogativo dei mezzi aero-navali in forza al Corpo:


La flotta aerea del Corpo conta 59 mezzi aerei e 106 S.A.P.R.:
I G.I.C.O sono 26 reparti speciali articolati nei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza dislocati in quelle città ove hanno sede le Direzioni Distrettuali Antimafia. Nati come articolazioni periferiche del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (S.C.I.C.O.), sono poi stati inquadrati all'interno dei comandi provinciali.
Unici reparti del Corpo con alta specializzazione in investigazioni atte a contrastare esclusivamente reati di criminalità organizzata con finalità di riciclaggio, infiltrazioni mafiose, terrorismo nazionale/internazionale, sequestri di persona, nonché espletare attività antidroga e anticontrabbando su larga scala.
Il personale, in termini di operazioni e capacità d'intervento, gode di speciali attribuzioni di legge, quali ad esempio l'infiltrato sotto copertura e l'agente provocatore. I G.I.C.O. inglobano nella propria struttura i G.O.A. (Gruppi Operativi Antidroga). Reparti la cui attività esclusiva è dedita al contrasto del narcotraffico su larga scala ovvero grandi traffici di droga nazionali ed internazionali. La caratteristica principale del G.O.A. è quella del servirsi di militari sotto copertura, che in diversi casi vengono infiltrati nelle organizzazioni criminali, anche fuori dal territorio nazionale, per contrastare il traffico di stupefacenti.

I Reparti Antiterrorismo e Pronto Impiego (ATPI), noti come "Baschi Verdi", sono una componente d'élite della Guardia di Finanza, specializzata in operazioni ad alto rischio e nella tutela dell'ordine pubblico. Fondati nel 1983, sono l'evoluzione dei nuclei SVATPI (Scorta Valori Antiterrorismo Pronto Impiego) istituiti nel 1977 per contrastare le azioni delle Brigate Rosse contro i furgoni portavalori della Banca d'Italia.
L'addestramento dei Baschi Verdi avviene presso la Scuola di Addestramento di Specializzazione di Orvieto, situata nella storica caserma "Monte Grappa". Questo edificio, risalente al XIII secolo, ha ospitato figure illustri come San Tommaso d'Aquino e, nel tempo, è stato sede di diverse istituzioni formative, tra cui l'Accademia Femminile di Educazione Fisica negli anni '30. Dal 1996, la caserma è diventata il centro nevralgico per la formazione specialistica dei Baschi Verdi, offrendo corsi che spaziano dalle tecniche di polizia all'addestramento al tiro, fino alla difesa personale. All'interno della scuola è presente la sala museale "Baschi Verdi", che raccoglie la storia dell'Antiterrorismo Pronto Impiego.
Il basco verde, simbolo distintivo di questi reparti, trae ispirazione dall'analogo copricapo del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (COMSUBIN), che ha contribuito all'addestramento dei primi Baschi Verdi della Guardia di Finanza.
I Baschi Verdi sono impegnati in una vasta gamma di operazioni, tra cui:
La loro presenza incisiva sul territorio e l'elevato livello di preparazione li rendono una risorsa fondamentale per la sicurezza del Paese.
Il Servizio Cinofili della Guardia di Finanza è una componente altamente specializzata del Corpo, in cui il binomio uomo-cane viene impiegato in una molteplicità di attività operative. Le unità cinofile sono distribuite su tutto il territorio nazionale, con un assetto organizzativo modulabile in base alle esigenze locali: nei reparti territoriali è previsto, in genere, il dispiegamento di almeno due unità, mentre in aree ad alta densità operativa – quali centri metropolitani, aeroporti, porti o zone di particolare rilevanza strategica – le unità vengono organizzate in team composti da un minimo di quattro unità, coordinate da un istruttore cinofilo.
La Guardia di Finanza è l’unica forza di polizia italiana a disporre di un proprio Centro di Allevamento e Addestramento Cinofilo, situato a Castiglione del Lago (PG). Tale struttura consente al Corpo di provvedere autonomamente alla selezione genetica, alla cura, alla socializzazione e all’addestramento operativo dei cani, destinati a missioni di polizia economico-finanziaria e di pubblica sicurezza.
Questa peculiarità garantisce elevati standard qualitativi, tempi di formazione ottimizzati e una perfetta integrazione tra il militare e l’unità cinofila, oltre a consentire l’aggiornamento continuo delle tecniche operative. Le altre forze di polizia italiane, invece, si avvalgono generalmente di allevamenti e centri di addestramento esterni.
L’efficacia del modello ha attirato l’interesse di numerose forze di polizia straniere, con cui la Guardia di Finanza intrattiene rapporti di collaborazione e attività formative congiunte.
Le unità cinofile si suddividono in diverse specializzazioni operative:
L'addestramento delle unità cinofile avviene presso il Centro di Allevamento e Addestramento Cinofilo, sito a Castiglione del Lago. Il centro, che adotta metodologie all'avanguardia e collabora con esperti internazionali, cura la formazione specifica per ciascun ambito operativo. Nel 2023 sono stati formati oltre 120 cani e 60 istruttori, a testimonianza dell'impegno costante nella professionalizzazione e nell'innovazione delle tecniche di addestramento.
Le principali razze canine adottate dal servizio comprendono:
Queste razze sono selezionate per le loro eccellenti caratteristiche in termini di resistenza, fiuto altamente sviluppato e capacità di adattamento a diverse situazioni operative.
Le unità cinofile della Guardia di Finanza costituiscono una componente specialistica impiegata in via continuativa nelle attività di polizia economico-finanziaria, doganale e di sicurezza, operando in supporto ai reparti territoriali, navali e aerei del Corpo. Sulla base dei dati aggregati relativi ai risultati operativi complessivi della Guardia di Finanza e delle informazioni istituzionali disponibili, l’apporto del Servizio Cinofili risulta particolarmente rilevante in diversi ambiti operativi. In particolare: una quota significativa dei sequestri di sostanze stupefacenti, stimabile tra il 30% e il 40% del totale effettuato dal Corpo, avviene con il concorso di unità cinofile, soprattutto nei contesti aeroportuali, portuali e nei controlli su veicoli e bagagli;oltre la metà dei controlli doganali ad alto rischio (antivaluta, tabacchi lavorati esteri, merci contraffatte) prevede l’impiego di binomi cinofili;nel settore dell’antivaluta, l’utilizzo di unità cinofile specializzate incide in modo rilevante sui sequestri di denaro contante occultato, concorrendo a una percentuale consistente dei valori intercettati;le unità cinofile partecipano inoltre alle attività di soccorso alpino e di protezione civile, prendendo parte ogni anno a centinaia di interventi di ricerca di persone disperse, spesso in cooperazione con altri Corpi dello Stato.
Considerata la presenza di centinaia di unità cinofile operative distribuite sull’intero territorio nazionale, il numero complessivo di interventi con impiego di binomi cinofili è stimabile in diverse migliaia di operazioni annue, rendendo il Servizio Cinofili un elemento determinante per l’efficacia complessiva dell’azione operativa della Guardia di Finanza.
L'integrazione delle unità cinofile con altre componenti operative della Guardia di Finanza ne fa uno strumento strategico fondamentale nella lotta contro il crimine organizzato e il contrabbando. La sinergia tra addestramento specializzato, innovazione metodologica e un’implicazione operativa efficace consente al Servizio Cinofili di intervenire prontamente in situazioni di criticità, garantendo la protezione degli interessi economici e la sicurezza nazionale.
I gradi della Guardia di Finanza si dividono in 4 categorie, definite ruoli:

Nel 2007, dopo un lungo periodo di studio e sperimentazione, è stata adottata una nuova uniforme che ha sostituito la tradizionale tenuta grigioverde del Corpo. Alla base della scelta vi sono state ragioni di natura giuridica (una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale), in quanto l'uniforme della G.d.F. era identica, per colore e foggia, a quella del Corpo forestale dello Stato, che, istituito nel 1822, risultava avere più anni di storia della G.d.F., ragion per cui, il T.A.R., lo ha considerato vincitore della disputa nata e ha obbligato la G.d.F. a cambiare divisa per non creare più alcuna confusione tra i corpi. La nuova divisa è entrata in vigore il 28 febbraio 2011 (ore 06.00).
Il corpo della Guardia di Finanza è rappresentato da:
Il primo stemma della Guardia di Finanza venne concesso dal decreto del presidente della Repubblica del 18 giugno 1949 e fu poi modificato per renderlo conforme a quelli previsti per l'Esercito con decreto del 6 agosto 1988.
La montagna raffigurata è il Cimon della Pala, che sovrasta Passo Rolle, in provincia di Trento.
Lo scudo ornato dagli emblemi rappresentativi delle onorificenze e delle ricompense al valore:
Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, in lettere maiuscole di nero, c'è il motto latino «NEC RECISA RECEDIT» (che in italiano potremmo tradurre in "neanche spezzata retrocede"), che fu introdotto da Gabriele D'Annunzio il 25 giugno 1920, quando scelse per sé il grado di appuntato "ad honorem" della Guardia di Finanza.
Il motto dannunziano, che divenne ufficiale nel 1933 ed ancora oggi accompagna i finanzieri nel servizio e nel sacrificio di ogni giorno, fa parte di una dedica che il “Comandante” scrisse su una sua foto. Il testo completo è il seguente:
Si osserva però che la frase in fu riportata nella sua completezza ben trecento anni prima in due antichi testi, dai presumibilmente D'Annunzio trasse quello che divenne poi il futuro motto della Guardia di Finanza.
Senza comunque togliere nessun merito a D'Annunzio, la definizione NEC RECISA RECEDIT, si ritrova anche nelle seguenti opere:
1. 1623: testo di Giovanni Ferro e Gaspare Grispoldi, Teatro d'imprese di Giouanni Ferro all'Ill. e. R.S. Cardinal Barberino Parte Prima…, l'autore a p.303 nella parte dedicata all'Ellera o Edera scrive «Girolamo Fantucci tolſe per lo Conte Bernardino della Guarda ſopranominato il Caualiere Stabile un Virgulto d'Ellera auuinticchiato advn tronco di Quercia con la ſcritta NEC RECISA RECEDIT; Si può dinotare vn'animo oſtinato.»
2. 1669: a firma dell'abate Filippo Picinelli il Mondo Simbolico Formato d'Imprese scelte, spiegate ed Illustrate pubblicato in Milano (una copia è custodita presso la Biblioteca Nazionale Napoli).
Al capitolo dodicesimo (p. 419) l'illustre Priore nel magnificare le proprietà dell'ELLERA (Edera): «Dea d'animo ingrato è l'ellera, che ha con le fue violenze diffeccate la pianta, col cui fauore fi folleuò da terra…»; al p.107 (p.20) riporta: «L'ellera…, con la feritta; NEC RECISA RECEDIT, dimostra perfiftenza; o fia oftinatione. Il Padre Sant'Afterio Hom. 3. riconofce quefta tenace adherenza nel vitio dell'Auaritia.» L'Edera è Persistente, Ostinata e Tenacia, Neanche Spezzata Retrocede (NEC RECISA RECEDIT).
Lo scudo è timbrato dalla corona turrita, d'oro, murata di nero, formata da un cerchio, rosso all'interno, con due cordonate a muro sui margini, sostenente nove torri (cinque visibili). Le torri hanno foggia rettangolare, munite di barbacane e di dieci merli alla guelfa (quattro dei quali angolari); sono munite di una porta e di una sola finestra e sono riunite da cortine di muro, ogni porzione della cortina finestrata di nero.
I fatti d'arme relativi alla grande guerra per cui diversi membri del Corpo furono insigniti sono simbolicamente riportati sulla freccia della Bandiera di Guerra, sulla quale sono incisi i nomi delle località geografiche: «Ala, Monte Croce Carnico, Podgora, Monte Sei Busi (1915); Monte Sperone, Costesin Val d'Assa, Val d'Astico, Monte Cimone, Carso (1916); Osum e Piave Vecchio (1917), Due Piavi e Mali Viluscia (1918)».
Con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 1º agosto 2013, n. 164,Regolamento recante individuazione delle denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e degli altri segni distintivi in uso esclusivo alla Guardia di finanza, ai sensi dell'articolo 2, comma 31, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (in G.U. n. 40 del 18-2-2014 - Suppl. Ordinario n. 14), è stato riconosciuto al Corpo della Guardia di finanza il diritto all'uso esclusivo delle proprie denominazioni, dei propri stemmi, degli emblemi e di ogni altro segno distintivo. La Guardia di Finanza, anche avvalendosi dell'Ente Editoriale per il Corpo della Guardia di finanza, con sede in Roma, può consentire, nel rispetto delle proprie finalità istituzionali e della relativa immagine, l'uso anche temporaneo di tali denominazioni, stemmi, emblemi e segni distintivi.
Il patrono della Guardia di Finanza è San Matteo apostolo ed evangelista, la cui festa liturgica cade il 21 settembre. Il documento papale che attesta il riconosciuto patrocinio reca la data del 10 aprile 1934 ed è firmato dal cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII). Il Pontefice che accolse l'istanza avanzata dal Comandante Generale e sostenuta dall'Ordinario Militare del tempo era Pio XI.
La sua memoria il 21 settembre è stabilita dal martirologio geronimiano (secolo VI). Il "Breve Pontificio" del 10 aprile 1934, nel dichiarare San Matteo Patrono della Guardia di Finanza auspica che tutti gli appartenenti al Corpo possano, sul suo esempio, unire l'esercizio fedele del dovere verso lo Stato con la fedele sequela di Cristo.
La vicenda umana di Matteo ha una sua notorietà legata a quanto di lui si legge nell'omonima narrazione evangelica. Matteo, il pubblicano, detto anche Levi (Mc 2,14; Lc S,27) passò dal banco delle imposte alla sequela del Maestro che gli aveva detto: "Vieni e seguimi" (Mt 9,9).
Il 117 è il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza, attivo 24 ore su 24, che consente ai cittadini di entrare in contatto diretto con il Corpo per segnalare illeciti o richiedere interventi. Chiamando il 117, si viene messi in comunicazione con la sala operativa del Comando Provinciale competente per territorio, pronta a gestire le richieste e a coordinare l'invio di pattuglie.
Le principali funzioni del servizio 117 includono:
Un aspetto distintivo del servizio 117 è la sua capacità di fornire assistenza immediata non solo in ambito fiscale ed economico, ma anche in situazioni di emergenza generale. Ad esempio, in caso di calamità naturali o incidenti, le pattuglie della Guardia di Finanza possono essere attivate tramite il 117 per fornire supporto e soccorso alle popolazioni colpite.
Inoltre il Corpo, tramite il servizio 117 svolge, in concorso con le forze di polizia a competenza generale, il proprio ruolo nel mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. Di conseguenza, in caso di gravi episodi di turbamento dell'ordine, le sale operative delle altre forze di polizia o gli stessi cittadini possono richiedere supporto al 117, che valuterà l'invio di pattuglie sul luogo oggetto di segnalazione.
Per garantire un intervento efficace, è fondamentale che le segnalazioni effettuate al 117 siano il più precise e dettagliate possibile, fornendo informazioni chiare su luogo, tempo e natura dell'evento. Questo permette alle sale operative di valutare correttamente la situazione e di inviare le risorse più adeguate.
In sintesi, il numero 117 rappresenta un punto di riferimento essenziale per i cittadini, offrendo un canale diretto e immediato per la tutela della legalità e della sicurezza economico-finanziaria sul territorio nazionale.
Le operazioni condotte dalla Guardia di Finanza contro la criminalità organizzata e l'evasione fiscale sono caratterizzate da risultati significativi, espressi in dati quantitativi che riguardano differenti ambiti: il contrasto al traffico internazionale di droga, il contrabbando di sigarette e le attività nell’ambito economico-fiscale.
L’attività anti-droga del Corpo si distingue per l’elevato contributo alla rilevazione delle sostanze illecite. Secondo la Direzione centrale dei servizi antidroga del Ministero dell’Interno, circa il 60% della droga sequestrata in Italia dalle forze di polizia viene individuata grazie agli interventi della Guardia di Finanza. In particolare, le cifre indicano che il 77% dei sequestri di eroina, il 69% di cocaina e il 54% di hashish e marijuana sono acquisiti dal Corpo. Dati comparabili risalgono anche al 2006, con percentuali pari all’81% per l’eroina, al 67% per la cocaina e al 61% per hashish e marijuana. Queste operazioni, spesso avviate a seguito di fermi effettuati in ingressi nazionali (porti, aeroporti, valichi), si avvalgono del fiuto dei cani antidroga, addestrati – fino a qualche anno fa presso il Centro Addestramento Cinofili di Intimiano (CO) e poi a Castiglione del Lago (PG) – per contrastare metodi di occultamento sempre più sofisticati (ad es. doppifondi, ovuli ingeriti, statue ripiene).
Nel contrasto al contrabbando, la Guardia di Finanza ha conseguito risultati in termini quantitativi rilevanti. Durante le operazioni, sono state sequestrate circa 370 tonnellate di tabacco nell’ambito di oltre 7.600 interventi. Parallelamente, nelle attività in mare dedicate al controllo dei narcotrafficanti, degli scafisti e degli illeciti connessi al fenomeno migratorio, sono stati effettuati 751 arresti e sequestrati 382 mezzi.
Il 21 giugno 2018, in occasione del 244º anniversario della fondazione del Corpo, sono stati diffusi i risultati operativi suddivisi per macroaree:
Questi dati testimoniano come la Guardia di Finanza abbia costantemente aggiornato e perfezionato i propri metodi operativi, garantendo un elevato impatto sul territorio nazionale nella lotta contro il traffico illecito, il contrabbando e le frodi fiscali, contribuendo in maniera determinante alla sicurezza economica e alla legalità.
In riconoscimento della propria specificità di componente delle forze armate italiane ed allo stesso tempo delle forze di polizia italiane alla Guardia di Finanza è stata concessa la facoltà di disporre di proprie decorazioni "al Valore" e "al Merito" e proprie insegne di anzianità di servizio, diverse da quelle normalmente in uso nell'Esercito Italiano. Allo stesso modo la Guardia di Finanza ha istituito proprie medaglie di partecipazione o distintivi ricordo relativi all'impiego in ambito nazionale ed internazionale
La Bandiera di guerra della Guardia di Finanza è la più decorata tra quelle dei corpi di polizia italiani, insignita, tra le massime onorificenze, di sei croci di Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia, tre Medaglie d'oro al valor militare, dieci Medaglie d'oro al valor civile ed altre decorazioni e medaglie, italiane ed estere (aggiornamento a gennaio 2024):
2 Croci di guerra al valor militare
10 Medaglie d'oro al valor civile
1 Medaglia d'argento al valor civile
12 Medaglie d'oro al merito civile
2 Croci d'oro al merito della Guardia di Finanza
Nelle regioni a statuto speciale che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Guardia di Finanza è stata resa nelle seguenti varianti:
Dal 1886 il corpo della Guardia di Finanza possiede una rivista ufficiale, Il Finanziere, un mensile illustrato di cultura e informazione professionale.
Il Corpo dispone di canali ufficiali su X, Telegram, YouTube e da maggio 2020 ha anche esteso la propria presenza sui social con la creazione di canali ufficiali su Facebook ed Instagram. Lo scopo è quello di permettere ai cittadini di essere costantemente aggiornati sull'attività operativa e sulle varie iniziative delle fiamme gialle.
La Guardia di Finanza ha un fumetto intitolato Le avventure di Finzy è un fumetto illustrato per bambini sulla guardia di finanza. Finzy è il protagonista che risolve i casi. Di questa collana sono disponibili 4 numeri, sul sito ufficiale.
Le avventure di Finzy è un cartoon edutainment capace di mixare educazione, informazione, guida e divertimento. Si divide in due serie per un totale di otto episodi in cui la mascotte della Guardia di Finanza (doppiata da Oreste Baldini) si trova ad affrontare ogni volta una difficoltà differente sulle tracce del Dr. Hackerstein. Gli episodi sono visibili sul sito web della Guardia di Finanza
Il videogioco di Finzy è un edugame con cui viene insegnato ai più piccoli il compito del finanziere. Con questo gioco i bambini possono simulare un addestramento al fianco di Finzy il grifone della Guardia di Finanza che li guiderà attraverso quattro prove di abilità. Tra banconote false, oggetti contraffatti e corrieri della droga fin dentro il computer del malvagio Dr. Hackerstein.
È giocabile direttamente sul sito della Guardia di Finanza.
Tra il 2005 e il 2007 venne realizzata una serie televisiva, in due stagioni, chiamata Il capitano ed incentrata sulle vicende della Guardia di Finanza. Nel 2016, in prima serata su Rai 1 viene trasmessa la nuova fiction Il sistema, con protagonista Claudio Gioè, nei panni di un Maggiore del GICO, alla prese con un’indagine a carattere internazionale in materia di usura, riciclaggio e criminalità organizzata.
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