Georges Ivanovič Gurdjieff

«Tratto caratteristico dell'uomo raffinato è la sua capacità di recitare alla perfezione qualsiasi parte voglia nella sua vita esteriore, mentre interiormente si mantiene libero. [...] Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos'è la verità e che cos'è la menzogna.»
Georges Gurdjieff intorno al 1945

Georges Ivanovič Gurdjieff, noto anche come G.I. Gurdjieff (in armeno Գեորգի Գյուրջիև?, Georgi Gyowrǰiew; in russo Георгий Иванович Гурджиев?, Georgij Ivanovič Gurdžiev; in greco Γεώργιος Γεωργιάδης, traslitterato Geórgios Georgiades, romanizzato in Georges Gurdjieff, [ʒɔʁʒ ɡyʁdˈʒjɛf]; Aleksandropol, 14 gennaio 1866/1877, 1º gennaio secondo il calendario giuliano – Neuilly-sur-Seine, 29 ottobre 1949), è stato un filosofo, scrittore, mistico, esoterista, compositore, musicista e maestro di danze armeno, nato nell'Impero russo e di origine greco-armena.

Visse a lungo in Turchia e in Francia. Il suo insegnamento combina sufismo, scuola mistica dell'Islam (in particolare studi sulle danze sacre dei dervisci danzanti), e altre tradizioni religiose (ebraismo, cristianesimo, sikhismo, buddhismo in particolare quello tantrico, induismo), esoterismo occidentale e filosofia orientale, ma non può considerarsi un sistema sincretico. Per alcuni studiosi tuttavia, come la dottoressa Carole M. Cusack (storica delle religioni), il rapporto della Quarta Via con il sufismo è stato notevolmente esagerato, tant'è che Gurdjieff stesso definì la sua Quarta Via come una forma di "cristianesimo esoterico".

Per comprendere meglio questo discorso è necessario far riferimento al significato di "esoterismo" secondo il linguaggio oggettivo peculiare della Quarta Via. L'insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è ordinariamente vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno, come il concetto orientale di maya:

«L'uomo moderno vive nel sonno; nato nel sonno, egli muore nel sonno [...] un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzi tutto riflettere sulla maniera di svegliarsi.»

Per trascendere lo stato di sonno ipnotico elaborò uno specifico metodo per ottenere un livello superiore di vitalità, per giungere al Ricordo di Sé, un concetto simile all'anamnesi platonica e all'illuminazione buddhista (o "risveglio").

Le sue tecniche pratiche non vengono comunicate nei libri, ma ancor oggi esse sono impartite da discepoli qualificati della sua Scuola (esistono solo diversi filmati che rappresentano alcune esecuzioni delle danze). Nei testi, infatti, emerge solamente la parte "teorica" e "filosofica" dell'insegnamento di Gurdjieff. Oltre che nei suoi libri, buona parte della dottrina è stata esposta dal suo allievo Pëtr Dem'janovič Uspenskij, nel testo Frammenti di un insegnamento sconosciuto.

Dopo aver attratto a sé un consistente numero di allievi e discepoli tra i quali vi erano persone dell'ambiente filosofico e artistico russo, Gurdjieff fondò una scuola per lo sviluppo spirituale, chiamata Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo. Gurdjieff fu quindi noto, oltre che come pensatore, anche come insegnante di danze sacre, i cosiddetti Movimenti, ad uso esclusivo dei suoi allievi. La Scuola, una volta trasferitasi a Parigi, prese il nome di Institut Gurdjieff, nome che tuttora mantiene e che rappresenta il nucleo centrale della Fondazione Gurdjieff.[senza fonte]

Negli anni, l'insegnamento di Gurdjieff ha influenzato diversi personaggi della cultura occidentale: fra questi, uno dei più importanti architetti statunitensi del XX secolo: Frank Lloyd Wright, che sposò in seconde nozze Olgivanna Hinzenberg, già allieva di Gurdjieff, la quale gli tributò un pubblico riconoscimento durante un congresso svoltosi dopo la sua morte. Suoi allievi furono anche la scrittrice Pamela Lyndon Travers, nota per avere creato il personaggio di Mary Poppins, e René Daumal, scrittore francese che entrò in contatto con le sue idee, negli ultimi anni della propria esistenza, mediante Alexandre Gustav Salzmann; inoltre la celebre poetessa e narratrice Katherine Mansfield che, affetta da tubercolosi, volle passare l'ultimo periodo della sua vita accanto al Maestro, vivendo quasi come un'eremita in una casetta che Gurdjieff le aveva offerto nella propria tenuta di Avon, nei pressi di Fontainebleau.

L'influenza gurdjieffiana è presente anche nella pedagogia, col "Modello educativo Etievan", adattato, sulla base di iniziali indicazioni del Maestro, da Nathalie de Salzmann de Etievan (figlia di Alexandre e Jeanne de Salzmann) e applicato in diversi collegi del Sudamerica (diffusi tra Venezuela, Cile e Bolivia). Dalle idee di Gurdjieff hanno tratto spunti musicisti contemporanei quali Robert Fripp, Franco Battiato, Giusto Pio, Giuni Russo e Keith Jarrett e anche vari pensatori del milieu New Age.

Biografia

Gli inizi

Casa natale di Gurdjieff

Gurdjieff nasce in una data imprecisata (egli avrebbe indicato la mezzanotte all'inizio del primo giorno del nuovo anno secondo il calendario giuliano, cioè del 14 gennaio secondo il calendario gregoriano) tra il 1866 e il 1877 nella città di Alexandropol nell'Armenia russa (oggi Gyumri, Repubblica di Armenia) da padre di etnia greca, Ivan Ivanovič Gurdjieff (che insieme ad altre professioni, come allevatore, pastore, commerciante e falegname, era anche "ashukh", cantastorie), il cui nome originario era Ioannis Georgiades (Alexandropol, ca. 1834 - Alexandropol, 1920), e madre armena forse con ascendenze greche, Evdokia Eleptherovna Kalerovna/Kaleroff, in greco Eudoxia Eleftheriadis Kaleros (Alexandropol, prima del 1861 - Fontainebleau-Avon, 1925). Gurdjieff aveva diverse sorelle.

Lapide del padre di Gurdjieff a Gyumri

Alcuni autori (come James Moore) optano per il 1866 come data di nascita, basandosi sull'affermazione di Gurdjieff che disse di aver avuto circa 7 anni quando una grave epidemia di peste bovina (registrata dalle cronache del 1873) decimò la mandria di proprietà del padre. Sia l'amica Olga de Hartmann che la segretaria Louise Goepfert March, credevano che fosse nato nel 1872. Un passaporto indicava il 28 novembre 1877, ma non coincide con quello da lui sempre sostenuto, ossia di essere nato nel 1867 (avrebbe quindi avuto 82 anni al momento della morte nel 1949), ad esempio in un incontro di gruppo tenutosi giovedì 28 ottobre 1943, dichiarò di avere allora 76 anni, ed è compatibile con la testimonianza riportata. Mentre la sorella minore sostenne che l'anno fosse il 1877, anche la nipote Luba Gurdjieff Everitt indica il 1867 come anno di nascita dello zio nelle memorie pubblicate nel 1997. Sulla pietra tombale è comunque incisa la data del 1872, registrata all'anagrafe francese. Gli anni più probabili sono considerati il 1867 e il 1872.

Secondo quanto detto da lui stesso, fra gli antenati della famiglia paterna vi erano greci dell'Impero bizantino, fuggiti da Costantinopoli nel 1453 alla caduta della città per mano dei turchi ottomani, rifugiandosi in Anatolia centrale, poi nel Caucaso, inizialmente in Georgia (il cognome "Gurdjieff"/"Georgiades" significa appunto "uomo della Georgia"), poi in Armenia. Gurdjieff era di madrelingua greca e si identificava come un greco, anche nei documenti, che lo indicavano come un greco-russo di cittadinanza russa. Cresciuto in una società multietnica, Gurdjieff imparò a parlare fluentemente armeno, greco pontico, russo e turco, quest'ultimo in una miscela di elegante turco ottomano con qualche accento dialettale. In seguito acquisì "una buona padronanza di diverse lingue europee", tra cui inglese e francese.

Dopo che la famiglia si trasferisce nella città turca di Kars, Gurdjieff riceve un'educazione religiosa dal suo tutore, il decano Borsh, con cui studia medicina e ingegneria, e prende in considerazione il sacerdozio nella chiesa ortodossa.

Dall'estate del 1885 comincia un lungo percorso in diverse tradizioni spirituali, in particolare quella dei musulmani sufi. Il suo viaggio di ricerca iniziò a Costantinopoli al fine di studiare i dervisci Mevlevi e Bektaşi.

Tra il 1887 e il 1907 forma un gruppo chiamato "Cercatori della verità", compie numerosi viaggi in Medio Oriente, in India, che lo portano dall'Asia centrale fino al Tibet lamaista (dove assiste al massacro dei tibetani da parte dei britannici a Guru e alla successiva conquista di Lhasa, durante l'occupazione temporanea inglese dello Stato del Tibet tra il 1904 e il 1909). Gurdjieff menziona in particolare la frequentazione della comunità yazida, che abitano nell'odierno Iraq, notoriamente molto riservata e conosciuta dai tempi di Kars, e quella di diversi asceti, mistici, e monasteri sia cristiani che buddisti. Il motivo (o la suggestione) che lo spinge a continuare il suo pellegrinaggio per vent'anni è la ricerca di una misteriosa "Confraternita di Sarmoung", ipoteticamente sviluppatasi nel 2500 a.C. in Babilonia, di cui aveva trovato un riferimento nel 1886. Egli conduce anche ricerche di antichi documenti egizi, affermando di aver ricavato da essi la storia degli Akhaldan, presunti superstiti di Atlantide.

Gurdjieff racconta (in modo romanzato e metaforico) questo periodo della sua vita nel romanzo autobiografico Incontri con uomini straordinari da cui, nel 1978, il regista Peter Brook ricaverà l'omonimo film.

Nel 1907, a Tashkent, capitale dell'odierno Uzbekistan, inizia a insegnare "Scienze Soprannaturali". Nel 1912 forma un primo gruppo a Mosca, e nel 1913 un altro a San Pietroburgo.

Secondo un suo racconto, in questo periodo si sostentò anche con lavori bizzarri e talvolta truffaldini, tra cui il venditore di uccelli, in cui spacciava per preziosi canarini uccelli di valore inferiore.

Nel 1915, Gurdjieff accetta Pëtr Dem'janovič Uspenskij (già autore del Tertium Organum, un trattato sulla natura dell'universo) come allievo a Mosca. Uspenskij, uomo di cultura e scrittore, fu il tramite per il pensiero di Gurdjieff in Occidente e avrebbe in seguito testimoniato nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto (tradotto in italiano da Henri Thomasson) l'esperienza dell'insegnamento di Gurdjieff. Con Uspenskij si consumerà in seguito una rottura personale, benché lui abbia continuato a praticare gli insegnamenti e a istruire allievi.

Gurdjieff nel 1922

Nel 1916 e 1917 entrano nel gruppo anche il compositore e pianista Thomas de Hartmann e sua moglie Olga Arkadievna de Hartmann. A de Hartmann Gurdjieff detterà varie composizioni per pianoforte che vennero pubblicate a nome di entrambi. Durante il periodo della prima guerra mondiale e del genocidio armeno restò lontano dalla Turchia, tornando in Russia, per ritornare solo in seguito nel paese anatolico.

Dopo la Rivoluzione russa, in particolare in seguito alla rivoluzione d'ottobre del novembre 1917, Gurdjieff lascia San Pietroburgo e si rifugia nella sua città natale e poi a Essentuki vicino al Mar Nero, dove inizia a sperimentare con alcuni allievi il suo "Laboratorio di Consapevolezza", spostandosi poi in altre località fra cui Tiflis (oggi Tbilisi), in Georgia. Qui nel 1919 Gurdjieff incontra l'artista Alexandre Gustav Salzmann e la moglie Jeanne Matignon de Salzmann, che aveva studiato danza sotto la guida di Émile Jacques-Dalcroze.

In collaborazione con Jeanne, Gurdjieff elabora i suoi movimenti o danze sacre, che presenta per la prima volta a Tiflis nel giugno 1919. Nello stesso anno costituisce l'Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo. Volle da qui in poi costruire e diffondere un insegnamento a metà tra oriente e occidente, ma alternativo all'esoterismo maggioritario del tempo, di stampo teosofico (Blavatsky, Bailey, Leadbeater, Besant) e antroposofico (Steiner).

Nel 1920 Gurdjieff e l'Istituto, per sfuggire alla guerra civile, lasciano definitivamente la Russia; Gurdjieff con alcuni dei suoi più seguaci allievi arrivò a piedi a Batumi sulle coste del Mar Nero. Dopo altri trasferimenti, si stabiliscono a Costantinopoli (oggi Istanbul). In seguito alla guerra greco-turca, decidono però di lasciare definitivamente anche la Turchia, per l'Europa occidentale, prima arrivando a Berlino, e poi a Parigi.

L'arrivo nell'Europa occidentale

Il 24 novembre 1921 Gurdjieff tiene a Berlino la sua prima conferenza europea. Nel frattempo Uspenskij in Inghilterra aveva divulgato il lavoro di Gurdjieff raccogliendo attorno a sé molti allievi. Gurdjieff acquistò la tenuta di le Prieuré des Basses Loges a Fontainebleau-Avon, alle porte di Parigi, dove si stabilisce nel 1922, assieme ad allievi, diversi suoi parenti e un gruppo di russi bianchi in fuga dall'Unione Sovietica. Il suo nome viene menzionato nel saggio di tono cospirazionista L'altra Europa, dove Gurdjieff è indicato come Priore, detentore di documenti ed elenchi dei confratelli di una struttura occulta. Da questa "autorità" deriva, secondo gli autori Paolo Rumor e Giorgio Galli, la facilità con cui Gurdjieff avrebbe potuto stabilirsi in vari stati europei durante anni turbolenti e l'insistere, nel racconto autobiografico, su documenti andati bruciati e/o dispersi durante le sue peregrinazioni, ed infine la fonte dei fondi economici di cui disponeva. Quando Uspenskij andò in Inghilterra, Gurdjieff fece domanda per stabilirsi anche lui nel Regno Unito ma il governo britannico gli vietò l'ingresso. Uspenskij e Gurdjieff giunsero a separare in seguito le loro strade.

Al Prieuré fonda una grande "Casa di Studi" in cui vissero e lavorarono accanto a lui artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, e ogni genere di individui, impegnati in una seria e profonda ricerca interiore. Qui organizzò una vera e propria comunità indipendente con pascoli, coltivazioni, diverse attività lavorative orientate ad un "intenso lavoro su di Sé". I "Movimenti" o "Danze Sacre" erano il coronamento del suo insegnamento.

Gurdjieff nel periodo tra il 1925 e il 1935

Le serate di "Musica e Movimenti" organizzate da Gurdjieff riscuotono interesse tra numerosi intellettuali, anche oltre i confini europei, tanto da organizzare nel 1924, e negli anni successivi, diverse tournée negli Stati Uniti. Accoglie Katherine Mansfield al Prieuré, dove la scrittrice muore nel 1923. Nel 1924 fondò dei gruppi negli Stati Uniti diretti da Alfred Richard Orage.

Sempre nel 1924 ebbe un gravissimo incidente automobilistico che quasi lo uccise, e al quale fece seguito una lunga e dolorosa convalescenza, assistito dalla moglie, sposata nel 1912, la contessa polacca Jula Ostrowska (1889-1926), e dalla madre (morta nel 1925). Nello stesso periodo ricevette una visita dell'occultista inglese Aleister Crowley, il quale lo sfidò ad una sorta di "duello di magia" ma litigarono quasi subito in quanto Gurdjieff trattò Crowley da cialtrone, rifiutandosi di esibirsi in alcun modo, ed espressero entrambi il loro disprezzo in maniera reciproca.

Nel 1926 la moglie, ballerina e animatrice del gruppo (secondo alcuni ex dama di compagnia della zarina, per altri una donna di umili origini che Gurdjieff definiva un'"anima antica") muore ancora giovane di cancro. Questo periodo cambiò anche l'orientamento del suo lavoro. Gurdjieff iniziò a scrivere una serie di opere con lo scopo di trasmettere per iscritto i fondamenti del suo insegnamento, prima solo orale, per le generazioni a venire. Compie diversi viaggi negli Stati Uniti dove raccoglie fondi.

Gurdjieff deve lasciare il Prieuré nel 1932, e lo perde definitivamente a causa di difficoltà economiche nel 1933. Negli anni 1936-1937 anima il gruppo "La Corda" (The Rope), costituito da scrittrici americane lesbiche, fra cui Margaret Anderson e Jane Heap, che erano state le fondatrici della Little Review a New York.

Ultimi anni

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Gurdjieff abita in un piccolo appartamento in Rue des Colonels-Renard al numero 6, e si rifiuta di abbandonare Parigi quando le truppe tedesche la occupano. Pare che sia riuscito a intessere rapporti anche con gli occupanti nazisti.

Gurdjieff continua tuttavia a insegnare le sue idee e le sue tecniche nella Parigi occupata e nei frequenti viaggi negli Stati Uniti.

Dopo la fine della guerra, dal 1945 l'opera di Gurdjieff è volta a riunire tutti i propri allievi sparsi per il mondo (Parigi, Londra, New York), dando vita a un intenso periodo di lavoro nell'appartamento parigino di Rue des Colonels-Renard.

Gurdjieff sul letto di morte

Nel 1948 le sue condizioni di salute si aggravano in seguito ad un altro incidente automobilistico, dove probabilmente riporta un'emorragia cerebrale. Muore per tumore al fegato il 29 ottobre 1949 all'Ospedale Americano di Neuilly-sur-Seine, dopo avere trasmesso le sue ultime istruzioni a Jeanne de Salzmann. È sepolto nel cimitero di Avon.

Seguendo le istruzioni del Maestro, la Salzmann, a partire dal 1950, organizza i tanti gruppi di allievi nella Scuola diffusa in tutto il mondo e nota ancora oggi sotto il nome Gurdjieff Foundation, i cui centri principali sono Parigi ("Institut Gurdjieff"), New York ("Gurdjieff Foundation"), Londra ("The Gurdjieff Society") e Caracas ("Fundaciòn Gurdjieff Caracas"). La Fondazione è presente anche in Italia con il nome di "Associazione o Centro Italiano Studi sull'Uomo G.I. Gurdjieff" nelle sedi di Milano, Torino, Roma, Palermo, Cagliari.

Dopo Jeanne de Salzmann, sarà suo figlio Michel de Salzmann (assieme alla sorella Nathalie de Salzmann de Etievan) ad occuparsi a livello internazionale della Scuola, fino alla sua morte avvenuta nel 2001. Gurdjieff non ebbe figli dalla moglie, ma alcuni biografi gliene attribuiscono sei da diverse donne, tra cui lo stesso Michel de Salzmann (1923-2001). Gli altri cinque furono: Nikolaj Stjernvall (1919–2010), da Elizaveta Grigorievna, moglie di Leonid Robertovich de Stjernvall; Cynthie Sophia "Dushka" Howarth (1924–2010), dalla ballerina Jessmin Howarth; Eve Taylor (nata nel 1928), la cui madre era una delle seguaci di Gurdjieff, la socialite americana Edith Annesley Taylor; Sergej Chaverdian, da Lily Galumnian Chaverdian; Andrej, nato da una madre conosciuta solo come Georgii.

L'organizzazione denominata The Gurdjieff Foundation è l'espressione delle Scuole di Parigi, New York, Londra e Caracas, che vennero create seguendo le dirette istruzioni di Georges Ivanovitch Gurdjieff. Scopo dell'Associazione Internazionale delle Fondazioni Gurdjieff, definita a volte semplicemente come "la Scuola di Gurdjieff", è di preservare l'essenza, la specificità e l'integrità dell'insegnamento del maestro.

Pensiero

Gurdjieff, unendo il materialismo allo spiritualismo, affermò che l'uomo non nasce con un'anima, ma che la deve creare durante l'arco della sua vita, altrimenti «morirà come un cane», ossia senz'anima, restando simile a una macchina. Il lavoro da lui proposto viene visto come deprogrammazione.

«Se in un uomo vi è qualcosa capace di resistere alle influenze esteriori, allora proprio questo qualcosa potrà resistere anche alla morte del corpo fisico. [...] Se in un uomo vi è qualche cosa, questo qualcosa può sopravvivere; ma se non vi è niente, allora niente può sopravvivere. [...] beato chi ha un'anima, beato chi non l'ha, ma sventura e dolore a chi ne ha solo l'embrione.»

Poiché non si possiede un'anima immortale, alla morte l'energia dell'individuo si disperde, tuttavia le leggi cosmiche ne determinano una sorta di rinascita. Il discepolo di Gurdjieff, P.D. Ouspensky, ha approfondito questo aspetto parlando di eterno ritorno: l'essere umano è destinato a rinascere e a rivivere esattamente la stessa vita, nello stesso tempo e nelle stesse circostanze, finché non impara a svegliarsi. Per "anima" egli si riferiva alla coscienza superiore o sé (anima razionale), distinta dalla coscienza ordinaria degli esseri umani e degli altri viventi, definita come una forma di sonno, sostenendo che gli stati di coscienza superiori sono accessibili attraverso un "risveglio".

«Fintanto che un uomo è in un sonno profondo, interamente sommerso dai suoi sogni, non può neppure pensare di essere addormentato. Se potesse pensare di essere addormentato, si sveglierebbe. E così vanno le cose, senza che gli uomini abbiano la minima idea di tutto quel che perdono a causa del loro sonno. Come ho già detto, l’uomo, così come è, così come la natura lo ha creato, può diventare un essere cosciente di sé. Creato a questo scopo, nasce per questo scopo. Ma egli nasce fra gente addormentata e, naturalmente, cade a sua volta in un sonno profondo, proprio nel momento in cui dovrebbe incominciare a prendere coscienza di sé. [...] E di quanto aiuto si avrà bisogno allorquando migliaia di abitudini, che spingono al sonno, saranno state accumulate.

Le possibilità dell’uomo sono immense. Non potete neppure farvi un’idea di ciò che un uomo è capace di raggiungere. Ma nel sonno nulla può essere raggiunto. Nella coscienza di un uomo addormentato, le sue illusioni, i suoi "sogni", si mescolano alla realtà. L'uomo vive in un mondo soggettivo al quale gli è impossibile sfuggire. Ecco perché non può mai fare uso di tutti i poteri che possiede e vive sempre soltanto in una piccola parte di sé stesso.»

La "Quarta Via"

Lo stesso argomento in dettaglio: Quarta Via e Frammenti di un insegnamento sconosciuto.

Gurdjieff propose una sua personale classificazione delle tradizioni spirituali esistenti:

Secondo Gurdjieff, le "vie" tradizionali per lo sviluppo interiore dell'uomo risultano inadatte alla vita dell'uomo occidentale, in quanto richiedono l'abbandono della vita ordinaria per dedicarsi interamente ad esse.

Enneagramma di Gurdjieff

La Quarta Via (termine introdotto da Uspenskij, in quanto Gurdjieff usava solo l'espressione "lavoro su di sé"), la "via dell'uomo astuto", pone l'accento sull'armonizzazione dell'uomo in tutte le sue parti costituenti, permettendogli di poter continuare la propria vita quotidiana normalmente. La sua particolarità consiste nell'essere attiva nella vita di tutti i giorni, perché propone l'apprendimento di un sapere antichissimo, tramandato esclusivamente oralmente e per pratica diretta, con il quale l'uomo addormentato può risvegliarsi dal suo torpore profondo, iniziare a conoscere se stesso, ed "aprirsi" a quelle zone luminose interiori, inesplorate e sacre, attraverso il primo raggiungimento di una nuova qualità di Essere. Essa comprende ricerca di consapevolezza, meditazione simile allo zazen buddista, rilassamento del corpo, lavoro conscio, raccogliere i frutti di sforzi intenzionali, danze e movimenti particolari, e pratiche di sofferenza volontaria (un ascetismo non estremo come nel fachirismo ma riguardante il superfluo). Gurdjieff sottolineò che il risveglio è il risultato di consistenti e prolungati sforzi. Questi sforzi sarebbero da compiere nel momento in cui una persona è già esausta e sente di non poter andare oltre, ma ciononostante spinge sé stessa al limite con la forza mentale. Hanno lo scopo di produrre una forza interiore, e incrementare la volontà della persona.

Una teoria importante è quella che lega la musica alle vibrazioni dell'universo e dell'individuo, come nella legge del sette o dell'ottava (in analogia all'intervallo di ottava): affinché la persona possa crescere deve creare dei cambiamenti di rotta che Gurdjieff chiama "shock addizionali", in questo modo quando le vibrazioni si rallentano, la "linea" (il sentiero da seguire) può essere "raddrizzata".

«C'è una legge di evoluzione e di involuzione. Tutta la vita, organica e inorganica, è in movimento sia verso l'alto sia verso il basso. Ma l'evoluzione ha dei limiti, come d'altra parte l'involuzione. Prendiamo ad esempio la scala musicale di sette note. Tra un do e un altro, a un certo punto c’è un arresto. Quando battete un tasto, fate risuonare un do, la cui vibrazione ha un determinato impulso di moto. Tramite questa vibrazione, il do, può percorrere una certa distanza fino a far vibrare un’altra nota, cioè il re, poi il mi. Fino a quel punto le note portano in se stesse la potenzialità di continuare ma ora, se non interviene un impulso esterno, l'ottava ritorna indietro. Se invece l'ottava riceve un aiuto esterno, può continuare a svilupparsi da sola.

L'uomo è costruito in conformità a questa legge. Esso è uno strumento per lo sviluppo di questa legge. Io mangio, ma la natura mi ha creato per un determinato fine. Io devo evolvere. Non mangio per me, ma per qualche disegno che va al di là di me. Mangio perché il mio cibo non può evolvere da solo, senza il mio aiuto. Mangio del pane e assorbo dell'aria e delle impressioni, che penetrano in me dall’esterno e agiscono in conformità alla legge. La legge è quella dell'Ottava. (...) Il nostro scopo è quello di favorire il completamento dell'ottava. Per la vita animale ordinaria, si è il punto più alto, e rappresenta la sostanza con cui può essere costruito un nuovo corpo.»

Tecniche per ottenere uno shock addizionale sono ad esempio l'auto-osservazione e la divisione dell'attenzione o consapevolezza duale: Gurdjieff incoraggiava i suoi studenti a coltivare l'abilità di dividere la loro attenzione, ossia rimanere completamente su un oggetto esterno o un pensiero interno mentre si è consapevoli di se stessi, dividendo l'osservazione tra l'oggetto e sé.

Secondo Uspenskij la Quarta Via è peculiare perché all'allievo non sarebbe richiesta una fede ma di comprendere personalmente. Gurdjieff paragona inoltre l'essere umano a una carrozza con un padrone, un cocchiere, un cavallo e una vettura. Il padrone non c'è, la mente è il cocchiere, il sentimento è il cavallo, il corpo la vettura.

L'obiettivo finale è ottenere un risveglio duraturo. Gurdijeff si riferisce allo strumento dell'attenzione come mezzo per accedere a nuove percezioni ed al ricordo di sé. Alcuni ricercatori contemporanei sostengono che il concetto di Gurdjieff sia "vicino al concetto buddista di consapevolezza o a una definizione popolare di mindfulness". Il termine buddista tradotto in inglese come mindfulness ha origine dal termine pāli sati, che è identico al sanscrito smṛti. Entrambi i termini significano "ricordare". Si possono fare paragoni anche con l'illuminazione buddista, il satori zen e l'anamnesi platonica.

Insegnò anche attraverso lo strumento delle "danze sacre" o "movimenti" di gruppo, accompagnati da musiche composte in collaborazione con il musicista Thomas de Hartmann, musiche che Gurdjieff compose ispirandosi a ciò che aveva sentito e assimilato durante i suoi viaggi.

Il ricordo di sé oltre la divisione dell'attenzione, uno stato che è permanente in una persona "conscia", volatile e temporanea per la maggior parte delle persone. In questo stato una persona vede quello che accade senza perdere il punto di vista su sé stesso. Ordinariamente, quando ci concentriamo su qualcosa, le persone perdono il loro senso di "Io", così come possono reagire passivamente agli stimoli su cui sono concentrati. Nel ricordo di sé l'Io non è perso. Gurdjieff espone inoltre una legge di retribuzione simile al karma:

«Se aiuti gli altri, verrai aiutato. Forse domani, forse tra un centinaio d'anni, ma verrai aiutato. La natura deve pagare il debito. È una legge matematica e tutta la vita è matematica.»

Il lavoro di gruppo

Gurdjieff Movements, eseguiti da un gruppo nel 1978
Esecuzione di movimenti ("danze obbligatorie") come ginnastica da parte di allievi di una classe di scuola russa (2003)

Pëtr Dem'janovič Uspenskij descriveva così il lavoro in gruppo:

«Esercizi ritmici accompagnati da musica, danze dervisce, esercizi mentali, studio dei diversi modi di respirare e via di seguito. Tra i più impegnativi erano gli esercizi di imitazione di fenomeni (para)psichici: lettura del pensiero, chiaroveggenza, manifestazioni medianiche etc. Prima di iniziare questi ultimi, Gurdjieff ci aveva spiegato che lo studio di questi "trucchi" come li chiamava, era obbligatorio in tutte le scuole orientali, perché era inutile iniziare lo studio dei fenomeni di carattere paranormale senza aver prima studiato tutte le imitazioni e tutte le contraffazioni possibili... Tuttavia il nostro sforzo era indirizzato soprattutto al ritmo, e su strane danze destinate a prepararci ad eseguire in seguito gli esercizi dei dervisci. Gurdjieff non ci diceva né i suoi scopi né le sue intenzioni, ma da quello che aveva detto all'inizio, si poteva pensare che tutto questo mirasse a condurci verso un miglior controllo del corpo fisico.»

Le danze sono divise in primi movimenti (1917-1924), presentate nelle dimostrazioni pubbliche a Parigi (1923) ed in alcune città americane (1924) e la serie dei 39 e altri movimenti (1939-1949). I movimenti possono essere suddivisi in sette categorie principali:

Controversie e critiche

Gurdjieff nel 1930

Come molti guru, Gurdjieff ricevette critiche di settarismo, opportunismo, pseudoscienza, manipolazione psicologica, elitismo, usare alcol e droghe, e sfruttamento dei discepoli.

Secondo Pietro Citati, che ha dedicato un saggio a Katherine Mansfield, Gurdjieff "emanava una forza sinistra" e "torturava i suoi discepoli". Tra quei discepoli la Mansfield (già malata di una tubercolosi ritenuta inguaribile), che era stata accolta a Fontainebleau-Avon, dove incontrò anche la vedova del suo autore prediletto Anton Čechov. Passò all'Istituto lo stadio terminale della malattia che la condusse alla morte, secondo Citati a causa delle privazioni e delle pratiche "sciamaniche" incentrate sul magnetismo animale a cui si sarebbe sottoposta nella comunità di Gurdjieff, su consiglio del maestro. Restò nella comunità, dedicandosi alle danze e alle meditazioni, per circa tre mesi, fino alla morte, in una piccola casa messale a disposizione.

Ben diversa da quella del saggista italiano è la versione dell'anglista Nadia Fusini, che sulla base di documenti autografi, tra cui i diari e le lettere della Mansfield al marito John Middleton Murry, pubblicate in un Epistolario tradotto anche in italiano, ha pubblicato una biografia accurata della scrittrice (benché inserita in un romanzo che le fa da cornice). A Fontainebleau tra danze, meditazioni, lavoro duro, incontri, la grande scrittrice neozelandese decide dove e come morire e scrive nelle sue ultime pagine di diario ”Al Sole va chi morendo pensa al Sole”. Gurdjieff venne però accusato già all'epoca di essere "l'uomo che uccise Katherine Mansfield". Tuttavia autori come James Moore e il contemporaneo (amico, allievo e biografo di Gurdjieff, e conoscente della Mansfield) Pëtr Dem'janovič Uspenskij affermarono che Mansfield sarebbe comunque morta molto presto dato lo stadio avanzato e incurabile della tubercolosi, e che Gurdjieff rese invece felici e appaganti i suoi ultimi giorni di vita.

«Gurdjieff ci aveva promesso di dire ogni volta prima di iniziare il nuovo esercizio che non l'avremmo usato per il sé, ma per tutta l'umanità. Questo "voto di buon augurio" per tutti, così profondamente commovente nell'intento, ha avuto un effetto tremendo su di me. Per la prima volta nella mia vita, ho sentito che stavo davvero facendo qualcosa per l'umanità mentre mi sforzavo di renderla più perfetta con la mia molecola. Il significato di quest'Opera, che all'inizio era sembrato piuttosto egoistico ed egocentrico, sbocciò all'improvviso come un albero della vita che racchiude nelle sue miriadi di ramificazioni l'intera famiglia umana. Le implicazioni erano sbalorditive. Con i miei singoli sforzi verso l'Essere, potrei aiutare l'umanità addormentata [ad arrivare] un pelo più vicina a Dio. Ci credevo.»

Fu affidata alle cure di Olgivanna Lazovitch Hinzenburg (che in seguito sposò Frank Lloyd Wright). Essendo ospite piuttosto che allieva di Gurdjieff, Mansfield non era tenuta a partecipare alla rigorosa routine dell'istituto, ma trascorse gran parte del suo tempo lì con il suo mentore Alfred Richard Orage, e le sue ultime lettere informano Murry dei suoi tentativi di applicare alcuni degli insegnamenti di Gurdjieff alla propria vita. Mansfield è sepolta nello stesso cimitero di Avon dove fu poi sepolto Gurdjieff. Secondo Uspenskij «G. fu molto buono con lei. Non insistette perché se ne andasse, sebbene fosse chiaro che non ce l'avrebbe fatta. Per questo, col tempo, ricevette la giusta dose di menzogne ​​e calunnie». Murry giunse all'Istituto il giorno prima della morte di Katherine e la descrisse come "un essere trasformato dall'amore, assolutamente sicuro nel suo amore".

Boris Mouravieff, un amico di Uspenskij che non fece però mai parte degli istituti di Gurdjieff, affermò che trattasse duramente e in maniera autoritaria i discepoli, e che praticasse una sorta di lavaggio del cervello in modo che accettassero qualsiasi cosa dicesse. Secondo alcuni, Gurdjieff indossava invece appositamente una "maschera di apparente fraudolenza" per percorrere la via che i sufi chiamano la via di malamat ossia la "via del biasimo", consistente nello scandalizzare appositamente, come un maestro zen, ad esempio comportandosi anche in maniera incoerente o poco consona, come facendo abbondanti brindisi alcolici "agli idioti".

Michel de Salzmann in un saggio breve pubblicato per The Encyclopedia of Religion diretta da Mircea Eliade come caporedattore, lo descrive così: «somigliante più alla figura di un patriarca Zen o a un Socrate che all'immagine familiare di un mistico cristiano, Gurdjieff era considerato da coloro che lo conobbero semplicemente come un incomparabile “risvegliatore” degli uomini». Henri Tracol scrisse che «per esempio, non ha mai esitato a far sorgere dubbi su se stesso con il tipo di linguaggio che usava, con le sue contraddizioni calcolate e col suo comportamento, ad un punto tale che la gente intorno a lui, in particolare chi aveva la tendenza ad idolatrarlo ciecamente, fosse finalmente costretta ad aprire gli occhi sul caos delle sue reazioni».

«Per essere capaci di aiutare gli altri, occorre innanzi tutto imparare ad aiutare se stessi. [...] Quando un uomo si vede realmente quale è, non gli viene in mente di aiutare gli altri - si vergognerebbe di questo pensiero. [...] Soltanto un egoista cosciente può aiutare gli altri. [...] Ciò che è necessario è la coscienza. Noi non insegniamo la morale. Insegniamo come si può trovare la coscienza. Alla gente non piace sentirselo dire. Dicono che non abbiamo amore, solo perché non incoraggiamo la debolezza e l'ipocrisia ma, al contrario, rimuoviamo tutte le maschere. Chi desidera la verità non parlerà mai di amore o di cristianesimo, perché sa quanto ne è lontano.»

Influenza postuma

Sono numerosi gli allievi anziani di Gurdjieff ad aver continuato il proprio lavoro all'interno della Fondazione dopo la sua morte. Fra questi, si ricordano Olga Arkadievna de Hartmann, Henri Tracol, Henriette Lannes, William Segal, John Pentland, Michel De Salzmann, William Welch, Louise Welch e molti altri. In Italia, l'organizzazione è stata costituita a partire dai primi anni settanta da Henri Thomasson.

Le teorie di Gurdjieff furono trattate anche dal famoso mistico e guru indiano Osho Rajneesh - che non ha mai avuto contatti diretti né con lui, né con il suo insegnamento - (riprese in particolare l'uso del corpo e del movimento, la necessità di creare meditazioni adatte all'uomo moderno e occidentale e alcuni comportamenti appositamente provocatori), che tuttavia giudicò il sistema del filosofo armeno "incompleto", seppure avesse comunque una forte ammirazione per Gurdjieff. Gurdjieff è uno dei molti ispiratori della New Age.

Cultura di massa e popolare

Fra i discepoli e gli estimatori più noti, vi sono il regista teatrale inglese Peter Brook - il cui film Incontri con uomini straordinari e la sua autobiografia I fili del tempo riportano ampie testimonianze della sua vicinanza all'insegnamento di Gurdjieff -, la scrittrice Pamela Lyndon Travers, l'autore Louis Pauwels in gioventù, l'architetto Frank Lloyd Wright, il musicista e compositore Laurence Rosenthal, il regista e produttore Jean Claude Lubchanski, il polistrumentista e compositore britannico Robert Fripp (fondatore dei King Crimson), lo psicologo Timothy Leary, lo scrittore René Daumal, il musicista Keith Jarrett e il cantautore, compositore, pittore e regista Franco Battiato: riferimenti alle tematiche del filosofo e mistico armeno si trovano in gran parte della sua produzione musicale, in brani come Shock in My Town, Centro di gravità permanente, Il re del mondo, Voglio vederti danzare, Prospettiva Nevski,|titolo=Strade dell'est}}, Magic Shop, e nel disco L'Egitto prima delle sabbie, oltre che in Inneres Auge, Torneremo ancora, ne Il cavaliere dell'intelletto - si veda la frase dell'Aria di Federico: "Il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali. Il resto è sogno interrotto da qualche insignificante sprazzo di veglia" - realizzati con la collaborazione del filosofo pessimista "schopenhaueriano" Manlio Sgalambro e nei brani realizzati con Henri Thomasson; Battiato fondò, in riferimento alle teorie musicali-esoteriche di Gurdjieff, la casa editrice L'Ottava assieme a Thomasson, allievo di Gurdjieff e fondatore in Italia della Scuola che fa capo al suo insegnamento. L'Ottava, infatti, è stata la prima casa editrice a pubblicare in lingua italiana i libri del mistico greco-armeno. Thomasson partecipò alla scrittura di alcuni testi per Battiato in cui si ritrovano echi diretti della spiritualità gurdjieffiana, come nel disco L'arca di Noè (Clamori e L'esodo), e in seguito La musica è stanca e Chan-Son egocentrique, con lo pseudonimo di Tommaso Tramonti.|titolo=Anche diversi artisti che hanno collaborato con Battiato sono stati influenzati da Gurdjieff: il collega violinista [[Giusto Pio}}]], la cantante e musicista Alice (si vedano la detta Chan-Son egocentrique e I treni di Tozeur, con citazioni di concetti gurdjeffiani, e realizzate entrambe con il cantante e compositore siciliano), e la cantautrice Giuni Russo.

Altri personaggi dell'arte e non che si sono ispirati al mistico armeno sono il pianista e compositore Roberto Cacciapaglia, il compositore Saro Cosentino, il politico e imprenditore Gianroberto Casaleggio, il cantante e compositore inglese David Sylvian. La cantautrice britannica Kate Bush parla invece di Gurdjieff nella canzone Them Heavy People (1978). Nel 2017 il duo futurista di musica elettronica Die Zwei inserisce un omaggio nel loro album Eins con la traccia omonima Gurdjieff. La pianista e compositrice Alessandra Celletti ha dedicato a Gurdjieff due album, comprendenti incisioni moderne di musiche composte da Gurdjieff e de Hartmann: nel 1998 Hidden Sources e nel 2018 Sacred Honey.

Opere

Composizioni

Gurdjieff suonava il pianoforte, spesso improvvisando, pur non comprendendo appieno la notazione musicale, mentre Thomas de Hartmann si occupava di scrivere la musica sulla base degli accordi composti "a orecchio" da Gurdjieff, che comunque secondo il musicista erano complessi.

Note

Esplicative

  1. ↑ La sua ricerca, infatti, guarda allo scopo ultimo di tutte le religioni e non comporta mai una miscellanea: lo scopo ultimo è lo sviluppo della coscienza e l'evoluzione interiore dell'essere umano, per favorire il superamento degli automatismi dei tre centri (istintivo/motorio, emozionale e intellettuale) che condizionano e limitano l'essere umano.
  2. ↑ «L'uomo moderno vive nel sonno; nato nel sonno, egli muore nel sonno. Del sonno, del suo significato e della parte che ha nella vita, parleremo più tardi, ora riflettete soltanto su questo: che cosa può conoscere un uomo che dorme? Se ci pensate, ricordandovi nello stesso tempo che il sonno è la caratteristica principale del nostro essere, subito vi diverrà evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzi tutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioè sulla maniera di cambiare il suo essere».

Bibliografiche

  1. ↑ Citato in Robert Campbell, Esoterismo della Quarta Via. Gurdjieff, Ouspensky, Nicoll, De Salzmann, 2026, p. 113
  2. 1 2 Per Gurdjieff «non siamo mai individui autentici, ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi prodotti dalla società in cui viviamo. [...] L'inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos'è la verità e che cos'è la menzogna».
  3. ↑ L'anno di nascita è incerto, posto tra il 1866 e il 1877, mentre il 1872 è la data ufficiale secondo l'anagrafe francese, e come tale incisa sulla lapide tombale. Gurdjeff affermava di essere nato nel 1867. Essendo vigente nell'Impero russo il calendario giuliano, il giorno di Capodanno in cui Gurdjieff affermava di essere nato, poco dopo la mezzanotte del 31 dicembre, corrisponde al 14 gennaio del calendario gregoriano.
  4. ↑ Sufism and the Gurdjieff "Work": A Contested Relationship; M. Afzal Upal and Carole M. Cusack; Handbook of Islamic Sects and Movements, Brill, 2021
  5. ↑ Frammenti di un insegnamento sconosciuto, a cura di P. D. Ouspensky, pag. 116, cap. VI.
  6. ↑ Frammenti di un insegnamento sconosciuto - P. D. Ouspensky; pag. 344, cap. XV
  7. ↑ Pubblicazioni a supporto della discendenza materna greca:
    • Benham 2025 , pp. 7, 10–12: "Khomeriki afferma che la madre di Gurdjieff, Eudoxie Kalerof, aveva un padre greco, Elepther Eleptheroff (Elepheriadis), e una madre greca, Sophie [...] Quando P.D. Ouspensky visitò Alexandropol nel 1917, osservò: "Ho incontrato la sua famiglia, suo padre e sua madre... Erano greci" [...] Gurdjieff non si è mai definito greco-armeno. Nei registri dei passeggeri delle navi indicava la sua etnia (razza) come russa o greca e la sua nazionalità era sempre indicata come russa (sezione 7)."
    • Taylor 2020 , p. 14: "Se può sembrare strano che una donna armena porti un nome greco, è evidente che sia la madre di Gurdjieff che il padre erano greci, a conferma della frequente affermazione di Gurdjieff secondo cui la sua lingua madre era il greco. I documenti tedeschi di Gurdjieff, che portava con sé durante la Seconda Guerra Mondiale, lo identificavano come greco."
    • Churton 2017 , pp. 19–25: "Documenti d'archivio: ... Una cosa di cui possiamo essere ragionevolmente certi è che entrambi i genitori di Gurdjieff erano greci. ... È del tutto possibile che Ivan abbia incontrato la greca Evdokia nel consistente quartiere greco di Alexandropol, noto come Urmonts, ...
    • Lipsey 2019 , pp. 11, 316: "Nel suo libro principale, I racconti di Belzebù al nipote (che si sviluppò in diverse lingue dalla metà degli anni '20 fino alla sua pubblicazione in inglese nel 1950), Gurdjieff fu ferocemente satirico nei confronti dell'antica cultura greca, sebbene fosse nato da genitori greci e parlasse greco fin dalla più tenera età (oltre all'armeno, e presto anche al russo e al turco). 15 ... 15. Sarà una sorpresa per i lettori che hanno familiarità con l'eredità di Gurdjieff scoprire che entrambi i suoi genitori erano greci; si è a lungo dato per scontato che sua madre Evdokia fosse armena."
    • Pittman 2012 , p. 223: "Sebbene la convinzione a lungo sostenuta sia che la madre di Gurdjieff fosse armena, Paul Taylor, sulla base di ricerche recenti, propone che il padre della madre di Gurdjieff fosse greco (Taylor 2008)."
    Pubblicazioni a supporto della ricerca sulle origini materne armene:
    • Bennet 1984 , p. 30: "La prima cosa da ricordare di Gurdjieff è che nacque da padre greco e madre armena."
    • de Hartmann & de Hartmann 1964 , p. xv "Georgi Ivanovich Gurdjieff nacque da padre greco e madre armena."
    • Moore 1999 , p. 84: "... ma a livello umano gli importava profondamente che sua madre e le sue sorelle armene ad Alexandropol rimanessero al sicuro sul lato russo."
    • Needleman & Baker 1997 , p. 431: "Nacque, probabilmente nel 1866, da padre greco e madre armena ad Alexandropol (Leninakan), in Armenia, una regione in cui le culture orientali e occidentali si mescolavano e spesso si scontravano."
    • Webb 1987 : "Gurdjieff era figlio di padre greco e madre armena. Sebbene parlasse sia greco che armeno, quest'ultima era la lingua parlata in casa Gurdjieff."
    • Lang 1988 , p. 166: "Indubbiamente, Gurdjieff è tra gli uomini più affascinanti che l'Armenia abbia mai prodotto. Eppure gli armeni sono stati lenti a riconoscerlo come uno di loro, e il suo nome compare in pochi libri di consultazione relativi all'Armenia."
    • Pittman 2008 , p. x: "Gurdjieff nacque a Gyumri, in Armenia, da madre armena e padre greco-cappadoce."
    • Čechovič 2006 , pp. 244-240: "Avendo avuto per qualche tempo il privilegio di vivere vicino alla madre del signor Gurdjieff, sono certo che il lettore comprenderà perché desidero dedicare a questa donna alcuni ricordi che illustrino il suo carattere eccezionale ... Le sue ultime parole, pronunciate in armeno, ebbero il carattere di una poesia giapponese."
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 James Moore, Chronology of Gurdjieff Life (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2015).
  9. ↑ Everitt, Luba Gurdjieff (1997) [1993]. Luba Gurdjieff: A Memoir with Recipes. SLG Books. p. 12. ISBN 978-0-943389-22-6.
  10. 1 2 Georges Ivanovich Gurdjieff (1866–1949) – Find A Grave Memorial, su findagrave.com. URL consultato il 2 marzo 2014.
  11. ↑ When Gurdjieff was born?, su gurdjiefflegacy.org.
  12. ↑ Taylor, Paul Beekman (2020). GI Gurdjieff: una vita . Edizioni Eureka. ISBN 978-94-92590-15-2., p. 14
  13. ↑ Witness : the autobiography of John G. Bennett, Tucson, Arizona: Omen Press. p. 55. ISBN 9780912358482OCLC 2016558​​
  14. ↑ Gurdjieff, G.I: "The Material Question", supplemento a Meetings with Remarkable Men
  15. ↑ L'altra Europa, pag. 48., a cura di Giorgio Galli, Panda Edizioni, 2017, risultato di un ampio segmento delle Memorie riservate di Giacomo Rumor, cugino di Mariano Rumor presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, padre di Paolo ed esponente di punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese all’epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto passo verso l’Unione europea, ritroviamo Gurdjieff.
  16. ↑ La Redazione, L'altra Europa, su La Nuova Controcorrente. URL consultato il 12 novembre 2025.
  17. ↑ "Struttura", come chiamata dal Rumor, che ha voluto la costituzione della Comunità Economica Europea, con l'intento di farne il "Faro della Civiltà", salvo poi cedere al "Contigente Atlantico".
  18. ↑ James Moore, Gurdjieff, anatomia di un mito, edizioni Il punto d'incontro
  19. ↑ Secondo Fritz Peters «Crowley era visibilmente convinto che Gurdjieff fosse un "mago nero" e lo scopo manifesto della sua visita era di sfidarlo in una specie di duello di magia. L'incontro si rivelò una delusione poiché Gurdjieff, sebbene non negasse di conoscere certi poteri che potevano essere definiti "magici", si rifiutò di fare qualsiasi dimostrazione. A sua volta, anche il signor Crowley si rifiutò di "rivelare" i suoi poteri; perciò, con grande disappunto dei presenti, non si poté assistere a nessuna impresa soprannaturale. Per giunta, il signor Crowley se ne andò con l'impressione che Gurdjieff fosse un ciarlatano o uno stregone di mezza tacca.»
  20. 1 2 3 4 5 Walter Catalano, Meeting with a Remarkable Man: George Ivanovic Gurdjieff.
  21. ↑ Perry, Whitall: Gurdjieff alla luce della tradizione, cit. di JG Bennett.
  22. ↑ Paul Beekman Taylor, Shadows of Heaven: Gurdjieff and Toomer (Red Wheel, 1998)
  23. ↑ Si potrebbe notare una consonanza con i concetti buddhisti di bodhi e nirvana.
  24. 1 2 3 4 5 Piotr Demianovitch Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, edizioni Astrolabio, Roma
  25. ↑ Capitolo 3: Cos'è la Quarta Via (Maurice Nicoll) Dai Commentari Psicologici sull'Insegnamento di Gurdjieff e Ouspensky (Psychological Commentarie on the Teaching of GURDJIEFF and OUSPENSKY).
  26. ↑ Lo shock addizionale. La quarta via, capitolo 20, su associazioneperankh.com.
  27. ↑ La Legge del Sette o Legge dell’Ottava – La Quarta Via (cap. 19), su associazioneperankh.com.
  28. ↑ Gurdjieff avrebbe detto a un discepolo "ti chiedo di non credere a nulla che non puoi verificare in prima persona".
    «La Quarta Via è diversa dalle altre tre vie perché la richiesta principale che viene fatta ad un uomo è quella di comprendere. Un uomo non deve fare nulla che non abbia compreso, ad eccezione di esperimenti sotto la supervisione diretta del maestro. Più un uomo comprende che cosa sta facendo, maggiori saranno i risultati dei suoi sforzi. Questo è un principio fondamentale della Quarta Via. Il risultato del lavoro è proporzionale alla consapevolezza del lavoro. Nessuna 'fede' è richiesta nella Quarta Via; al contrario la fede di ogni tipo è opposta alla Quarta Via, nella Quarta Via un uomo deve soddisfare se stesso con la verità di quello che è detto, e fino a che non è soddisfatto non deve fare nulla.»
  29. ↑ «Per arrivare ad osservarsi veramente occorre innanzitutto ricordarsi di sé stessi» (e di nuovo G. accentuò queste parole). «Tentate di ricordarvi di voi stessi quando vi osservate e più tardi mi parlerete dei risultati. Solo i risultati ottenuti mentre ci si ricorda di sé stessi hanno un valore» (P.D Ouspensky, op. cit.).
  30. ↑ Hindu and Buddhist Views Proliferation Influence on Gurdjieff's Teaching, su cgscholar.com.
  31. 1 2 Movimenti di Gurdjieff.
  32. ↑ Tobias Churton’s Deconstruction of Gurdjieff.
  33. 1 2 P. Citati, Vita breve di K. Mansfield, Rizzoli
  34. 1 2 3 Katherine Mansfield e Gurdjieff, su katherinemansfield.org.uk. URL consultato il 18 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2016).
  35. ↑ Nadia Fusini, La Figlia del Sole. Vita ardente di Katherine Mansfield, Mondadori, 2012.
  36. ↑ James Moore, Gurdjieff and Mansfield, Routledge & Kegan Paul, 1980, p. 3., ISBN 0-7100-0488-5.
  37. 1 2 P. Ouspensky, In search of the Miraculous [Frammenti di un insegnamento sconosciuto], chapter XVIII, p. 392 e segg.
  38. ↑ Ross Fraser, Gabrielle Hope 1916–1962, in Art New Zealand, vol. 30, Winter, Art New Zealand. URL consultato il 17 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2017).
  39. ↑ Lappin, Linda . "Katherine Mansfield e DH Lawrence, una ricerca parallela", Katherine Mansfield Studies: The Journal of the Katherine Mansfield Society, Vol. 2 , Edinburgh University Press, 2010, pp. 72–86. O'Sullivan, Vincent; Scott, Margaret, a cura di (2008). Le lettere raccolte di Katherine Mansfield . Oxford: Oxford University Press . p. 360. ISBN 978-0-19-818399-0
  40. ↑ Frammenti di un insegnamento sconosciuto di Uspenskij, p. 116 e 165
  41. ↑ Osho, Kundalini Yoga: In Search of the Miraculous, volume I, p. 208, Sterling Publisher Ltd., 1997 ISBN 81-207-1953-0
  42. ↑ Ram Chandra Prasad, Rajneesh: The Mystic of Feeling, Motilal Banarsidass, 1978
  43. ↑ Judith M. Fox, Osho Rajneesh. Studies in Contemporary Religion Series, No. 4, 2002
  44. ↑ Gurdjieff e la sua eredità ufficiale, su cesnur.com.
  45. ↑ Roberto Tardito, Franco Battiato. Lascia tutto e seguiti, 2023, {{cita testo|url=https://books.google.it/books?id=z-6nEAAAQBAJ&pg=PT106&dq=gurdjieff+Battiato+Prospettiva+Nevski&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&source=gb_mobile_search&sa=X&ved=2ahUKEwiShuqqwsiVAxU7gP0HHcipKiMQ6AF6BAgOEAM#v=onepage&q=gurdjieff%20Battiato%20Prospettiva%20Nevski&f=false]
  46. ↑ Filmato audio Intervista di Battiato a Domenica In - 1985, su YouTube, Google LLC.
  47. ↑ La sezione italiana della Gurdjieff Foundation è nota con il nome “Centro italiano studi sull'uomo G.I. Gurdjieff”
  48. ↑ V. Impalà, Battiato. La stagione dell’amore. Quando l'umano si tinge di trascendenza. Viaggio nella spiritualità di un grande poeta {{cita testo|url=https://books.google.it/books?id=aQdsEAAAQBAJ&pg=PT187&dq=tommaso+tramonti+battiato&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&source=gb_mobile_search&sa=X&ved=2ahUKEwirw5LQosaLAxVO0QIHHdZEAl4Q6AF6BAgEEAM#v=onepage&q=tommaso%20tramonti%20battiato&f=false]
  49. ↑ Beppe Grillo, Prefazione a G. Casaleggio, Web Ergo Sum, Sperling e Kupfer, Articolo in fondo alla pagina (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  50. ↑ Hidden Sources, così la critica, su kha.it. URL consultato il 15 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2008).
  51. ↑ | Recensioni – Alessandra Celletti: “SACRED HONEY: GURDJIEFF/DE HARTMANN COLLECTION” | di, su distorsioni.net. URL consultato il 15 giugno 2018.

Bibliografia

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