| Capodanno | |
|---|---|
| Tipo | religiosa |
| Data | 1º gennaio |
| Celebrata in | |
| Celebrata a | livello internazionale |
| Religione | Cristianesimo |
| Oggetto della ricorrenza | Primo giorno dell'anno |
| Ricorrenze correlate | Natale, notte di San Silvestro |
| Tradizioni religiose | Maria Santissima Madre di Dio, Circoncisione di Gesù |
| Tradizioni profane | Fuochi d'artificio, usi a seconda del paese |
| Tradizioni culinarie | Lenticchie, cotechino, zampone, stinco, uva, sakè |
| Data d'istituzione | 45 a.C. |
Il capodanno è il primo giorno dell’anno e rappresenta una festività diffusa in numerose civiltà, storicamente caratterizzata da rituali di purificazione, espiazione e propiziazione. Tali pratiche segnano simbolicamente la conclusione di un ciclo temporale e l’inizio di uno nuovo.
Il termine capodanno è un composto univerbato derivante dalla locuzione "capo d'anno", che a sua volta ricalca il latino caput anni.
Sotto il profilo semantico, il termine è formato da due componenti:
La parola è attestata nella lingua italiana scritta fin dalla metà del XIV secolo (circa 1348). Sebbene la forma univerbata sia oggi la più comune, la variante staccata "capo d'anno" rimane corretta e frequente nell'uso letterario o formale.
Dal punto di vista morfologico, capodanno si comporta come un nome composto da due sostantivi. La forma plurale prevalente e consigliata dalla Accademia della Crusca è "capodanni", sebbene la forma arcaica o strettamente grammaticale "capi d'anno" (dove il plurale ricade sulla "testa" del composto) sia documentata nei testi storici.
L’uso del 1º gennaio come primo giorno dell’anno ha origini antiche ed è collegato alle riforme del calendario romano. Nel calendario repubblicano arcaico l’anno iniziava il 1º marzo, ma nel 153 a.C. la consuetudine cambiò quando i consoli iniziarono a entrare in carica dal primo gennaio per motivi pratici di amministrazione pubblica e militare. Tale data divenne il riferimento de facto per l’inizio dell’anno politico romano.
La definitiva istituzionalizzazione del 1º gennaio come inizio dell’anno si deve alla riforma del calendario giuliano promossa da Giulio Cesare nel 46 a.C., nell’ambito della quale il primo giorno dell’anno fu fissato formalmente al 1º gennaio. Con il calendario giuliano fu altresì definita la durata dell’anno solare e l’introduzione degli anni bisestili.
La festività del Capodanno trae parte della sua origine anche dai festeggiamenti in onore del dio romano Giano, divinità bifronte simbolo dei passaggi e degli inizi, dal quale deriva il nome del mese di gennaio.
Nel Medioevo europeo la data di inizio dell’anno non era uniforme. Nonostante il calendario giuliano fosse ancora in uso, molte regioni cristiane adottarono diverse date liturgiche come inizio del nuovo anno, tra cui il 25 marzo (Annunciazione) e il 25 dicembre (Natale), riflettendo l’importanza di tali festività nel calendario ecclesiastico. In molte zone d’Europa il Capodanno coincideva con il 25 marzo, mentre in altri territori come alcune parti della Spagna si adottava il 25 dicembre.
Con il passaggio all’età moderna, nel 1564, con l’Editto di Roussillon emanato da Carlo IX di Francia, fu stabilito che l’anno dovesse cominciare ufficialmente il 1º gennaio in tutto il regno francese; la riforma entrò in vigore nel 1567.
L’introduzione del calendario gregoriano nel 1582 da parte di papa Gregorio XIII, che correggeva l’accumulo di errori del calendario giuliano, conferì ulteriore impulso alla normalizzazione del 1º gennaio come inizio dell’anno civile.
Nei secoli successivi, molte nazioni europee adottarono il 1º gennaio come primo giorno dell’anno. Ad esempio, nel Regno Unito e nelle colonie britanniche, il 1º gennaio fu riconosciuto legalmente solo con l’adozione del calendario gregoriano nel 1752, quando il Parlamento britannico spostò l’inizio dell’anno dal 25 marzo al 1º gennaio per uniformarsi alla maggior parte dell’Europa occidentale.
Al di fuori dell’Europa, la standardizzazione del 1º gennaio come inizio dell’anno civile fu progressiva nel mondo moderno, come avvenne in Russia, che adottò il calendario gregoriano e il 1º gennaio come inizio dell’anno solo nel 1918.
Tra le riforme alternative del calendario nella storia moderna si colloca il calendario rivoluzionario francese, introdotto durante la Prima Repubblica francese come parte delle radicali trasformazioni del periodo rivoluzionario. Il nuovo sistema, che faceva iniziare l’anno il giorno dell’equinozio d’autunno (attorno al 22 settembre), fu adottato dalla Convenzione nazionale come calendario ufficiale della Repubblica francese e delle sue repubbliche sorelle, e segnò l’inizio dell’anno repubblicano su basi laiche e decimali. Tale calendario fu progressivamente abbandonato con l’avvento del regime napoleonico e il ritorno al calendario gregoriano fu sancito a partire dal 17 febbraio 1802 in Italia e dal 1º gennaio 1806 in Francia.
Durante il ventennio fascista in Italia, il regime istituì simbolicamente il 28 ottobre (anniversario della marcia su Roma) come capodanno politico con un proprio computo degli anni (Era Fascista); tale uso durò fino alla fine della Repubblica Sociale Italiana nel 1945, quando si era giunti all'anno XXIII.
In Italia la qualificazione del 1º gennaio come giorno festivo civile è regolata dalla legislazione statale: abrogato in molte regioni in seguito all'unità d'Italia e alla conseguente annessione al Piemonte il cui ordinamento non lo prevedeva, fu introdotto a livello nazionale inizialmente dalla Legge 23 giugno 1874, n. 1968, e successivamente confermato dalla vigente legge 27 maggio 1949, nº260.
Il calendario gregoriano è oggi a livello civile lo standard di calcolo adottato a livello mondiale da tutti gli stati del mondo. A livello tradizionale tuttavia, la data del capodanno differisce a seconda della particolare cultura e religione, creando in molti paesi una doppia festività, quella del primo gennaio e quella storica. Di seguito sono riportate le principali celebrazioni ordinate cronologicamente:
| Periodo | Cultura/Religione | Nome | Note |
|---|---|---|---|
| 1º gennaio | Calendario gregoriano e giapponese | Capodanno | Tradizionale in quasi tutti i paesi occidentali e in Giappone. Ufficiale a livello civile in tutto il mondo. |
| 1º gennaio (vecchio calendario giuliano) / 14 gennaio (gregoriano) | Chiese ortodosse e orientali cattoliche | Capodanno ortodosso | Il 1º gennaio secondo il vecchio calendario giuliano corrisponde nel 20º e nel 21º secolo al 14 gennaio gregoriano. |
| 21 gennaio – 20 febbraio | Cinese e paesi dell'Estremo Oriente | Capodanno cinese | Celebrato secondo il novilunio. In Vietnam è detto Tết Nguyên Ðán |
| Primo giorno del mese di muharram | Islam | Capodanno islamico | Data mobile rispetto al calendario gregoriano, circa 11 giorni più breve dell’anno solare; esempi 2008: 10 gennaio (anno 1429 dell'Egira) e 28 dicembre (anno 1430 dell'Egira). |
| Gennaio–marzo | Tibet | Losar | Capodanno tibetano |
| 21 marzo | Iran, Afghanistan, Tagikistan, Turchia, Azerbaijan, Uzbekistan, Turkmenistan, Xinjiang | Nowruz | Coincide con l'equinozio primaverile; festa di origine mazdeista; adottata anche dalla Fede Bahá'í. |
| 1º chet (14 marzo) | Sikhismo | Capodanno sikh | |
| Marzo–aprile | Popolo Telugu | Ugadi | |
| 13–15 aprile | Thailandia, Cambogia, Birmania, Bengala | Songran | Capodanno solare, legato al passaggio del sole nell'anello dello zodiaco. |
| 14 aprile | Bangladesh e aree asiatiche | Pahela Baishakh | Capodanno del popolo bengalese secondo il calendario lunisolare. |
| 1º marzo | Massoneria | Capodanno massonico | Primo giorno del 1º mese del calendario massonico, secondo il mos antiquus. |
| Solstizio di giugno | Popolo Sacha (Jakuzia) | Yhyach | Capodanno locale. |
| 21 giugno | Mapuche e Inca | We Tripantu / Inti Raymi | Capodanno in occasione del solstizio d'inverno nell'emisfero meridionale. |
| 1º e 2 tishri (settembre–ottobre) | Ebraismo | Rosh haShana | Capodanno ebraico. |
| 11 settembre | Etiopia | Enkutatash | Capodanno etiopico. |
| Metà novembre | Induismo | Capodanno indù | Due giorni prima di Dīpāvalī, il festival della Luce. |

Secondo il calendario gregoriano, il 31 dicembre segna la conclusione dell'anno e, in molti paesi, coincide con un periodo di riepilogo degli eventi appena trascorsi. I mass media — tra cui radio, televisione e giornali — dedicano infatti servizi, articoli e trasmissioni a fatti salienti dell'anno, persone scomparse di rilievo, cambiamenti previsti o annunciati nel nuovo anno, come l'entrata in vigore di nuove leggi, e talvolta all'oroscopo per l'anno successivo.
Il 1º gennaio è, nei paesi cristiani, una festa religiosa di precetto. Liturgicamente si celebra la Solennità della Madre di Dio nel Calendario romano generale e la Circoncisione di Gesù secondo il rito ambrosiano e la Messa tridentina. La notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio è tradizionalmente festeggiata con il veglione di Capodanno. In molte città del mondo, i festeggiamenti comprendono i classici fuochi artificiali; nei paesi anglosassoni la celebrazione è spesso accompagnata dalla canzone Auld Lang Syne.
L’occasione è inoltre associata ai cosiddetti «buoni propositi» per l’anno nuovo.
In Italia persistono diverse tradizioni scaramantiche legate al primo dell’anno, tra cui l’uso di biancheria intima di colore rosso, il consumo di lenticchie come auspicio di ricchezza e il baciarsi sotto il vischio. Alcuni rituali, come gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati, sono oggi poco praticati.
Altre tradizioni nazionali includono:
In molti paesi che adottano il calendario gregoriano senza essere cristiani, il Capodanno è celebrato come festa civile. Se il 1º gennaio cade di sabato o domenica, il giorno successivo ([lunedì]) è spesso considerato festivo. Israele rappresenta un’eccezione: pur utilizzando il calendario gregoriano, non celebra il Capodanno come festività pubblica, sebbene molti israeliti residenti in Nord America o in Europa lo festeggino privatamente.
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