| Hararge orientale zona | |
|---|---|
| East Hararghe | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Oromia |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | Harar |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 8°42′N 42°00′E |
| Superficie | 17 935 km² |
| Abitanti | 2 723 850 (2007) |
| Densità | 151,87 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+3 |
| Cartografia | |
Hararge orientale (in inglese East Hararghe, in oromo Harargee Bahaa) è una delle zone amministrative della Regione di Oromia, nell'Etiopia orientale. Il suo capoluogo è Harar, città storica che costituisce un'entità amministrativa autonoma, separata dalla regione di Oromia. Secondo il censimento nazionale del 2007, la zona contava 2.723.850 abitanti.
La zona di Hararge orientale occupa la parte orientale della regione di Oromia, estendendosi dagli altopiani etiopici verso le pianure semiaride confinanti con la Regione dei Somali. Confina a ovest con Hararge occidentale, a nord con Dire Daua, a est con la Regione dei Somali e a sud con i territori appartenenti al bacino dell'Uebi Scebeli. Al suo interno si trova la città di Harar, che costituisce un'enclave amministrativa separata.
Il territorio è caratterizzato da una morfologia molto diversificata, comprendente altopiani, rilievi montuosi, profonde vallate e pianure. L'altitudine varia da circa 500 m nelle aree più basse a oltre 3.400 m sui rilievi maggiori. Le differenti condizioni altitudinali determinano una notevole varietà di ambienti e condizioni climatiche.
Le aree montane e collinari presentano generalmente temperature più miti e precipitazioni relativamente abbondanti, mentre nelle pianure orientali prevalgono condizioni calde e semiaride. Il territorio viene tradizionalmente suddiviso in tre fasce agroecologiche: dega, corrispondente agli altopiani più elevati e freschi, woina dega, comprendente le aree collinari intermedie, e kola, caratterizzata dalle pianure calde e relativamente aride.
Il sistema idrografico appartiene principalmente ai bacini dell'Auasc e dell'Uebi Scebeli. La disponibilità di acqua varia considerevolmente durante l'anno e costituisce uno dei principali fattori che condizionano l'agricoltura e la distribuzione della popolazione.
Il territorio dell'attuale Hararge orientale faceva storicamente parte della più vasta regione di Hararghe, che comprendeva gli altopiani circostanti la città di Harar e le pianure orientali dell'Etiopia. La regione occupava una posizione importante lungo le vie commerciali che collegavano l'interno dell'Acrocoro Etiopico ai porti del Golfo di Aden.
Per secoli Harar rappresentò uno dei principali centri culturali, religiosi e commerciali dell'Africa orientale, esercitando una notevole influenza sulle comunità agricole e pastorali dei territori circostanti. La popolazione della zona è costituita prevalentemente da Oromo, la cui presenza ha contribuito a caratterizzare le tradizioni culturali e le attività economiche della regione.
Nel corso del Novecento il territorio fu interessato da diverse riorganizzazioni amministrative. Con l'introduzione del sistema federale etiopico negli anni novanta, la precedente provincia di Hararghe venne suddivisa tra differenti entità amministrative e la zona di Hararge orientale entrò a far parte della regione di Oromia.
L'economia di Hararge orientale si basa prevalentemente sull'agricoltura, sull'allevamento e sul commercio dei prodotti agricoli. Le condizioni climatiche e altitudinali favoriscono una produzione diversificata, con coltivazioni relativamente intensive nelle aree montane e sistemi agropastorali nelle pianure più aride.
Tra le principali colture alimentari figurano il sorgo, il mais, il frumento, l'orzo e il teff, oltre a legumi e ortaggi. Una delle produzioni agricole più caratteristiche è il caffè, soprattutto della specie Coffea arabica, coltivato nelle aree relativamente umide degli altopiani. Il caffè della regione viene tradizionalmente commercializzato con la denominazione geografica Harar o Harrar, particolarmente conosciuta sui mercati internazionali.
Un'altra coltura di notevole importanza economica è il khat (Catha edulis), un arbusto le cui foglie vengono consumate come stimolante. La sua coltivazione costituisce una delle principali fonti di reddito per numerose famiglie agricole, soprattutto nei distretti situati intorno a Harar e Haramaya. La produzione è destinata sia al mercato interno sia all'esportazione verso i paesi confinanti, in particolare la Somalia e Gibuti.
Negli ultimi decenni, in alcune aree agricole, la coltivazione del khat si è progressivamente espansa a scapito di quella del caffè. Tale trasformazione è stata favorita dalla maggiore rapidità dei ricavi e dalla domanda commerciale, ma ha contribuito a modificare l'organizzazione produttiva delle aziende agricole e l'utilizzo delle risorse naturali.
Nelle aree più aride sono diffuse attività di allevamento bovino, ovino e caprino, mentre i principali centri urbani, tra cui Haramaya, Awaday, Babile e Deder, svolgono importanti funzioni commerciali e amministrative.
Il territorio di Hararge orientale comprende ambienti naturali diversificati, dalle formazioni boschive degli altopiani alle savane arbustive e alle boscaglie secche delle pianure orientali. Le differenti condizioni climatiche e altitudinali favoriscono una notevole varietà di comunità vegetali e animali.
Le aree montane ospitano formazioni forestali e arbustive adattate alle condizioni relativamente fresche e umide, mentre nelle regioni a minore altitudine prevalgono praterie stagionali, boschi aperti e vegetazione xerofila. La presenza di vallate, rilievi rocciosi e corsi d'acqua contribuisce alla diversificazione degli habitat.
La crescente pressione demografica, l'espansione agricola e il consumo delle risorse forestali rappresentano importanti fattori di trasformazione del paesaggio. La disponibilità idrica e la conservazione della fertilità dei suoli costituiscono inoltre problematiche significative per le comunità rurali, soprattutto nelle aree maggiormente esposte alla siccità.
Secondo il censimento nazionale del 2007, Hararge orientale contava 2.723.850 abitanti, di cui 1.383.198 uomini e 1.340.652 donne. La popolazione era distribuita prevalentemente nelle aree rurali, caratterizzate da un'elevata densità di insediamenti agricoli, soprattutto negli altopiani.
La popolazione appartiene in maggioranza al gruppo etnico degli Oromo e la lingua maggiormente diffusa è l'oromo. Sono inoltre presenti comunità che parlano amarico e somalo. L'Islam costituisce la religione prevalente, accanto a comunità cristiane appartenenti a diverse confessioni.
La zona è suddivisa in distretti amministrativi, denominati woreda. Secondo la ripartizione geografica riportata nei dati del 2020, comprendeva 24 distretti e amministrazioni urbane:
Le successive riorganizzazioni amministrative possono aver modificato il numero e la delimitazione dei distretti.