
Haruko Sugimura (杉村 春子?, Sugimura Haruko) (6 gennaio 1909 – 4 aprile 1997) è stata un'attrice cinematografica e attrice teatrale giapponese, meglio nota per i ruoli interpretati nei film di Yasujirō Ozu e di Mikio Naruse dalla fine degli anni quaranta ai primi anni sessanta.
Sugimura nacque a Nishi-ku, Hiroshima. Dopo la morte dei genitori, fu adottata in tenera età da facoltosi commercianti di legname, scoprendo solo molto tempo dopo che non erano i suoi genitori biologici. Sembra che Sugimura abbia affermato di essere la figlia illegittima di una geisha. I suoi genitori adottivi la portavano a vedere spettacoli sia della tradizione scenica giapponese, come il kabuki e il bunraku, sia di balletto e di teatro d'opera. La incoraggiarono anche ad iscriversi alla Tokyo Ongaku Gakko (ora Tokyo University of the Arts), dove però non superò gli esami. Si unì poi allo Tsukiji Shōgekijō (Tsukiji Little Theatre) di Tokyo, nel 1927, e in seguito alla compagnia teatrale Bungakuza, a cui rimase associata dal 1937 fino al suo ritiro nel 1996.
Debuttò sullo schermo nel 1932 in Namiko (1932) di Eizo Tanaka. Tra il 1937 e la fine della guerra, recitò in circa 20 film, alcuni dei quali diretti da Yasujirō Shimazu e da Shirō Toyoda. Alcune sue interpretazioni degne di nota in film successivi alla guerra furono in La mattina della famiglia Osone (1946) di Keisuke Kinoshita e in Tarda primavera (1949) di Ozu. Tra i suoi ruoli più importanti quello di Shige, la parrucchiera figlia dell'anziana coppia in Viaggio a Tokyo (1953) di Ozu, quello in Late Chrysanthemums (1954) di Naruse, e in An Inlet of Muddy Water (1953) di Tadashi Imai. Per le sue interpretazioni, ricevette il Blue Ribbon Award, il Kinema Junpo Award e il Mainichi Film Award.
Sul palcoscenico, riscosse successo nella parte di Blanche Dubois in Un tram che si chiama Desiderio, di Gertrude in Amleto e di Asako Kageyama in Rokumeikan di Yukio Mishima. Il suo ruolo teatrale più celebre e da lei spesso interpretato fu quello di Kei Nunobiki in A Woman's Life di Kaoru Morimoto per il quale ricevette numerosi premi, tra i quali il Japan Art Academy Prize e l'Asahi Prize. Nel 1992, le fu conferita la cittadinanza onoraria di Tokyo. Nel 1995, rifiutò il premio Order of Culture. Lo stesso anno vide il rilascio del suo ultimo film, A Last Note di Kaneto Shindō.
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