| Hejira album in studio | |
|---|---|
| Artista | Joni Mitchell |
| Pubblicazione | novembre 1976 pubblicato negli Stati Uniti |
| Durata | 51:23 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 9 |
| Genere | Folk rock Jazz Blues |
| Etichetta | Asylum Records (7E-1087) |
| Produttore | Joni Mitchell |
| Arrangiamenti | Joni Mitchell |
| Registrazione | Hollywood al A&M Studios |
| Formati | LP |
| Certificazioni | |
| Dischi d'oro | 1 |
| Joni Mitchell - cronologia | |
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Robert Christgau | B+ |
| Storia della musica | |
| Sputnikmusic | 5.0 (Classic) |
| Piero Scaruffi | |
| Dizionario del Pop-Rock | |
| 24.000 dischi |
Hejira è il nono album discografico della cantante canadese Joni Mitchell, pubblicato dall'etichetta Asylum Records nel novembre del 1976.. Occupa la 133ª posizione nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone
Hejira è un album dal profilo autonomo: non può considerarsi in continuità con un precedente lavoro né avrà alcun seguito. Alterna la stimolazione da cocaina, l’ubriacatura d’amore e momenti di sobria lucidità. La maggioranza dei brani è in prima persona ed è caratterizzata dalla sincerità dei versi; e in questo echeggia Blue – mostrando la stessa volubilità sentimentale del suo quarto album ma con un diverso livello di consapevolezza.
Molte composizioni sono state create in auto mentre la cantante viaggiava, dapprima in compagnia di due amici e poi in solitaria, da Los Angeles al Maine, poi New York, la Florida e il ritorno a Los Angeles attraversando gli Stati meridionali. Questo spiega la ragione per la quale tutti i brani sono concepiti con l’accompagnamento della chitarra e non del pianoforte.
In quest'album è notevole anche la partecipazione del bassista Jaco Pastorius, che è riuscito a interpretare la musica di Mitchell come lei l'aveva pensata. Infatti, durante l'incisione dell'album, i bassisti avevano dato molti problemi in quanto, non conoscendo gli accordi di Mitchell, non riuscivano a trovare una linea di basso soddisfacente. Pastorius, invece, si destreggiava nelle molteplici interpretazioni degli accordi e dava ugual peso a ognuna di esse, producendo finalmente una linea di basso ma senza snaturare la musica di Mitchell.
La copertina è opera della compositrice canadese. All'immagine che la ritrae, opera del fotografo Norman Seeff, Mitchell sovrappose quella di un'autostrada deserta che si prolunga all'infinito.
Il 23 dicembre 1976 ottenne la certificazione di disco d'oro dalla RIAA.


Tutti i brani sono composti da Joni Mitchell.
Durata totale: 26:53
Durata totale: 24:30
Note aggiuntive: