| Huttonite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 9.AD.35 |
| Formula chimica | Th(SiO4) |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino |
| Classe di simmetria | prismatica |
| Parametri di cella | a = 6,80(3) Å, b = 6,96(3) Å, c = 6,54(3) Å, β = 104.92(16)°, V = 299,09 ų, Z = 4 |
| Gruppo puntuale | 2/m |
| Gruppo spaziale | P21/n |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 7,1 g/cm³ |
| Densità calcolata | 7,18 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5 |
| Frattura | concoide |
| Colore | incolore, color crema molto chiaro, verdastro chiaro |
| Lucentezza | adamantina |
| Opacità | da trasparente a traslucida |
| Striscio | bianco |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La huttonite (simbolo IMA: Ht) è un raro minerale del supergruppo della monazite; appartiene alla famiglia dei "silicati" e possiede composizione chimica Th(SiO4).
Strutturalmente l'huttonite appartiene ai nesosilicati ed è dimorfa della thorite.
L'huttonite prende il suo nome nel 1951 a opera di Adolph Pabst in onore di Colin Osborne Hutton (1910 - 1971), geologo del New Zealand Geological Survey, professore di mineralogia all'Università di Otago e in seguito professore di mineralogia alla Università di Stanford. La ricerca di Hutton, insieme a quella di Frank J. Turner, stabilì le basi per la classificazione degli scisti.
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009, elenca l'huttonite nella classe "9. Silicati (germanati)" e nella sottoclasse "9.A Nesosilicati"; questa viene più finemente suddivisa in base alla presenza di anioni e alla coordinazione dei cationi, in modo tale da trovare l'huttonite nella sezione "9.AD Nesosilicati senza anioni aggiuntivi; cationi in coordinazione [6] e/o maggiore" dove forma il sistema nº 9.AD.35 insieme alla tombarthite-(Y).
Tale classificazione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat.
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'huttonite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse dei "nesosilicati con gruppi [SiO4]4-"; qui si trova nella sezione dei minerali con "cationi in coordinazione cubica e ottaedrica [8+6]" dove forma il sistema nº VIII/A.11 insieme alla tombarthite-(Y).
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'huttonite nella famiglia dei "silicati"; qui si trova nella classe dei "nesosilicati" e nella sottoclasse dei "nesosilicati: gruppi SiO4 solo con cationi in coordinazione >[6]" dove forma il "gruppo dell'huttonite" con il numero di sistema 51.05.03 sempre insieme alla tombarthite-(Y).
L'huttonite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/n con le costanti di reticolo a = 6,80(3) Å, b = 6,96(3) Å, c = 6,54(3) Å e β = 104.92(16)°, oltre ad avere 4 unità di formula per cella unitaria.
Le condizioni esatte di formazione dell'huttonite non sono ancora chiare, poiché finora è stata filtrata solo da varie sabbie costiere. Nella sua località tipo "Gillespie's Beach", il minerale si è verificato in paragenesi con oro nativo, ilmenite, cassiterite contenente titanio, scheelite e uranothorite.
L'huttonite è rara ed è stata trovata in diversi siti sparsi per il mondo, ma in quantità esigue. Qui si ricorda solo la già citata località tipo, "Gillespie's Beach" (43.40803°S 169.82876°E) nel distretto di Westland (West Coast, Nuova Zelanda).
L'huttonite si presenta in grani di dimensioni fino a 0,2 mm.
Il minerale è da trasparente a traslucido, con lucentezza adamantina; il colore può essere assente (incolore), ma anche crema molto chiaro o verdastro chiaro, mentre il colore dello striscio è bianco.
L'huttonite è classificata come minerale molto radioattivo a causa del suo contenuto di torio fino al 71,59% e ha un'attività specifica di circa 32,072 kBq/g (per confronto, il potassio naturale possiede un'attività specifica dello 0,0312 kBq/g).
Sotto la luce ultravioletta con una lunghezza d'onda corta, alcune huttoniti mostrano una fluorescenza colorata da bianca a rosa tenue; e debolmente solubile in acido solforico (H2SO4).