Hybomys basilii

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Hybomys basilii
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Stato di conservazione
In pericolo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenereHybomys
SpecieH.basilii
Nomenclatura binomiale
Hybomys basilii
Eisentraut, 1965

Hybomys basilii (Eisentraut, 1965) è un roditore della famiglia dei Muridi endemico dell'isola di Bioko.

Descrizione

Dimensioni

Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 118 e 160 mm, la lunghezza della coda tra 90 e 132 mm, la lunghezza del piede tra 29 e 33 mm, la lunghezza delle orecchie tra 15 e 20 mm e un peso fino a 95 g.

Aspetto

La pelliccia è lunga, soffice e brillante. Le parti dorsali sono bruno-rossastre scure, con dei riflessi bruno-giallastri e con la base dei peli grigia, mentre le parti ventrali sono grigio-biancastre, con la base dei peli grigia. Talvolta è presente una sottile striscia dorsale nera. La coda è leggermente più corta della testa e del corpo. I maschi sono leggermente più grandi delle femmine.

Biologia

Comportamento

È una specie terricola e notturna, sebbene sua attiva anche di giorno.

Riproduzione

Femmine gravide sono state catturate in ottobre e dicembre. Danno alla luce 1-2 piccoli alla volta.

Distribuzione e habitat

Questa specie è endemica degli altopiani dell'isola di Bioko, Guinea Equatoriale.

Vive nelle fitte foreste montane ed ai margini forestali di fattorie tra 450 e 2.000 metri di altitudine.

Conservazione

La IUCN Red List, considerato l'areale limitato e il continuo declino nell'estensione e la qualità del proprio habitat forestale montano, classifica H.basilii come specie in pericolo (EN).

Note

  1. 1 2 3 (EN) van der Straeten, E. & Kerbis Peterhans, J. 2008, Hybomys basilii, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Hybomys basilii, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Happold, 2013.

Bibliografia

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