Hylomyscus carillus

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Hylomyscus carillus
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Stato di conservazione
Rischio minimo
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenereHylomyscus
SpecieH.carillus
Nomenclatura binomiale
Hylomyscus carillus
Thomas, 1904

Hylomyscus carillus (Thomas, 1904) è un roditore della famiglia dei Muridi diffuso in Angola.

Descrizione

Dimensioni

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 92 e 111 mm, la lunghezza della coda tra 126 e 146 mm, la lunghezza del piede tra 17 e 20 mm e la lunghezza delle orecchie tra 14 e 17 mm.

Aspetto

La pelliccia è corta, soffice e lanosa. Le parti superiori variano dal fulvo al giallo-brunastro, con la base dei peli grigio scura, mentre le parti inferiori sono biancastre, con la base dei peli grigio scura. I piedi sono simili al dorso, con le dita bianche. La coda è più lunga della testa e del corpo, è marrone sopra, più chiara sotto, rivestita da 17 anelli di scaglie per centimetro e con un piccolo ciuffo all'estremità. Le femmine hanno un paio di mammelle pettorali, un paio post-ascellari e 2 paia inguinali.

Biologia

Comportamento

È una specie arboricola e notturna.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nell'Angola centrale e occidentale.

Vive nelle foreste secche fino a 1.500 metri di altitudine. Si trova anche in zone disturbate.

Conservazione

La IUCN Red List, considerato che questa specie è abbondante e comune in Angola e priva di reali minacce, classifica H.carillus come specie a rischio minimo (Least Concern).

Note

  1. 1 2 3 (EN) Schlitter, D. & van der Straeten, E. 2008, Hylomyscus carillus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Hylomyscus carillus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ↑ Hill & Carter, 1941.

Bibliografia

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