L'idronimo (dal greco antico ὕδωρ (hýdor), «acqua» e ὄνομα (ónoma), «nome») è il nome proprio di una massa d'acqua, sia essa un corso (fiume, torrente, ruscello...) o un bacino (stagno, lago, mare, oceano...).
Gli idronimi formano una categoria della toponomastica e sono oggetto di studio dell'idronimia (o idronomastica), quest'ultima è una disciplina che ne analizza le origini, i significati, i cambiamenti storici e la trasmissione nel tempo.
La ricerca sugli idronimi è particolarmente utile negli ambiti linguistici, storici e geografici, in quanto permette di fornire diverse informazioni sugli antichi insediamenti, gli spostamenti delle popolazioni, sulle interazioni culturali e sui cambiamenti ambientali di un territorio.

La seguente classificazione si basa sulla tipologia dei corpi idrici:
Un corso d'acqua può avere diversi idronimi in relazione alle diverse comunità linguistiche che vivono lungo il suo corso. Ad esempio, il fiume Mekong, nell'Indocina, in tibetano è denominato རྫ་ཆུ་ (translitterato in Wylie rDza chu) e in thailandese แม่ น้ำ โขง (Mae Nam Khong, «fiume madre»). In altri scenari lo stesso idronimo può essere utilizzato per diversi fiumi: il nome tibetano Za Qu indica altri tre fiumi.
Gli idronimi di lingue diverse possono condividere la stessa etimologia. Ad esempio, i fiumi Danubio, Don, Dnestr, Dnepr e Donec hanno la stessa radice indoeuropea: don («fiume» o «scorrere»). Un caso analogo si ritrova nella radice duria, da quest'ultima risalgono diversi idronimi: Dora (Dora Baltea e Dora Riparia affluenti del Po), Duero (fiume spagnolo), Douro (portoghese) e Dore in Francia; questa radice, molto diffusa in Europa, è di origine pre-indoeuropea.
A volte un toponimo può trasformarsi in idronimo. Il fiume Liffey prende il nome dalla pianura su cui scorre, in origine era chiamato An Ruirthech. Un esempio analogo riguarda il fiume Cam, originariamente chiamato Granta, ma quando la città di Grantebrycge divenne Cambridge, il nome del fiume cambiò per corrispondere al nuovo nome della città. Anche il fiume Stort prende il nome dalla città di Bishop's Stortford.
In Europa, i nomi di fiumi sono tendenzialmente di genere femminile (Brenta originariamente femminile, Dora Baltea, Piave originariamente femminile, Secchia, Dore, Senna, Garonna, Adige, Elba femminile in tedesco, Danubio femminile in tedesco, Moldova, Volga femminile in russo).
Gli idronimi tendono a conservarsi maggiormente nel tempo rispetto alle altre categorie di toponimi.
Infatti, le popolazioni che migrano in nuove aree tendono a non tradurre gli idronimi nella propria lingua. Ad esempio, l'idronimo "Reno" (fiume in Germania), deriva dal celtico e non dal tedesco, anche il fiume Mississippi (Mis-Ziibi, «grande fiume»), negli Stati Uniti d'America, deriva dalla lingua ojibwe nonostante la successiva presenza di inglesi e francesi nell'area. I nomi dei grandi fiumi tendono ad essere maggiormente conservati rispetto a quelli dei piccoli torrenti.
L'idronimia è uno strumento utile al fine di ricostruire le interazioni culturali, le migrazioni dei popoli, i processi di conversione religiosa o le tracce delle lingue più antiche. Ad esempio, lo storico Kenneth Hurlstone Jackson ha identificato un modello ricorrente nella denominazione dei fiumi britannici, tale modello è utilizzato come chiave interpretativa del periodo delle invasioni anglosassoni, infatti permette di individuare i luoghi in cui sopravvissero alcuni gruppi della popolazione autoctona. La mappa da lui disegnata mostra la presenza di tre grandi aree:
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