Indocypraea montana

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Indocypraea montana
Immagine di Indocypraea montana mancante
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùEcliptinae
cladeMelanthera clade
Genere Indocypraea
Orchard, 2013
Specie I. montana
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùEcliptinae
GenereIndocypraea
SpecieI. montana
Nomenclatura binomiale
Indocypraea montana
(Blume) Orchard, 2013

Indocypraea montana (Blume) Orchard, 2013 è una pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae, sottotribù Ecliptinae e Melanthera clade. È l'unica specie del genere Indocypraea Orchard, 2013.

Etimologia

Il nome generico (Indocypraea) deriva del latino "Indo-" (da India, Indie Orientali) e "Cypraea", nome latino delle conchiglie di ciprea. L'achenio assomiglia molto alla "ciprea tigre o leopardo" (Cypraea tigris). L'epiteto specifico (montana) fa riferimento al suo habitat preferito.

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Anthony Edward Orchard (1946-) nella pubblicazione "Nuytsia; Bulletin of the Western Australian Herbarium. South Perth, W.A." (Nuytsia 23: 437) del 2013. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo con ciclo biologico perenne, raramente rampicante.

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e in genere sono picciolate. La lamina ha una forma ovata e apici più o meno acuti con contorno per lo più intero (senza lobi) e bordi seghettati. Le facce sono percorse da una marcata nervatura triplinervia e sono finemente e delicatamente pelose su entrambe le superfici. Dimensione delle foglie: lunghezza 4–7 cm; larghezza 2,5–5 cm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini peduncolati, terminal e solitari di tipo radiato. I capolini (le infiorescenze vere e proprie) sono formati da un involucro, con forme da campanulate a emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee, verdi e più lunghe quelle esterne, cartilaginee e opache quelle interne, sono disposte su 2 serie. Il ricettacolo varia da piatto a convesso ed è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori. Le pagliette sono conduplicate.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono femminili, fertili (pistillati) e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con tre denti finali (qualche volta l'apice è bilobo); il colore è giallo;
  • fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali, talvolta con 4 lobi; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo. Le corolle sono provviste (o prive) di fibre con fasci vascolari.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono screziati di rosso e sono leggermente compressi con sezioni triangolari (quelli del raggio) o biangolari (quelli del disco), con forme da ovoidali a obovoidi, arrotondati e scarsamente e minutamente pelosi all'apice; sono privi di elaiosomi. Il pappo e un anello di minuscole squame.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita in Asia sud-orientale. Il genere è in gran parte confinato all'India e alle Indie Orientali. Si trova in aree forestali umide e ombreggiate e lungo le rive dei corsi d'acqua, in una gamma di terreni che vanno dall'humus al terreno pietroso a quote comprese tra 600–1400 m.

Tassonomia

La famiglia di appartenenza di questa voce (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) probabilmente originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere fa parte del Melanthera clade della sottotribù Ecliptinae caratterizzato da foglie in disposizione opposta, da capolini radiati o discoidi, dalle pagliette del ricettacolo ben sviluppate e da acheni appiattiti, spesso con pappo aristato o coroniforme. Una probabile origine degli antenati del clade sono le foreste secche del Nord America attorno a 5.74 Ma.

All'interno del clade il genere Indocypraea si trova vicina al "core" del gruppo, e insieme ai generi Wollastonia Orchard e Melanthera Rohr, 1792, forma un "gruppo fratello" indiretto al resto del clade. La divergenza (separazione) di questo gruppo dal nodo cladistico più prossimo risale a 1,40 milioni di anni fa, mentre Indocypraea e Wollastonia si sono separati da 0,86 Ma. La separazione di 1,40-0,86 Ma (Pleistocene) indica anche un evento di dispersione dall’America del Nord verso l’Asia; questo suggerisce che Indocypraea ha un’origine asiatica recente.

Questa specie è stata recentemente segregata dai generi 'Wedelia e Wollastonia in quanto non possiede i caratteri diagnostici fondamentali di Wedelia (pappo fimbriato su rostro, acheni completamente villosi, elaiosomi basali), ma neppure non coincide con Wollastonia, che ha un diverso tipo di pagliette del ricettacolo e diversa morfologia degli acheni e del pappo.

I caratteri distintivi della specie sono:

  • le brattee involucrali esterne sono superiori a quelle interne;
  • le teche delle antere sono nere;
  • gli acheni sono screziati di giallo e rosso;
  • le reste del pappo sono assenti o sono corte e morbide.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 23 gennaio 2026.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 23 gennaio 2026.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 23 gennaio 2026.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
  9. 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 440.
  10. 1 2 3 4 Orchard 2013
  11. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  12. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  13. ↑ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
  14. 1 2 Almeida et al 2024

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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