Inerbimento

Meleto inerbito

L'inerbimento è una tecnica di gestione del suolo a basso impatto ambientale adottata per il controllo delle piante infestanti nell'interfila degli arboreti da frutto.

Aspetti concettuali

I principi su cui si basa l'inerbimento sono gli stessi del sod seeding nelle coltivazioni erbacee in quanto la gestione del suolo esclude la lavorazione evitandone gli aspetti negativi. Le tecniche d'inerbimento si possono ricondurre a due tipi.

Inerbimento propriamente detto

Il controllo della flora spontanea si attua favorendo lo sviluppo controllato di una copertura erbosa, composta da graminacee pratensi poco competitive, regolarmente falciata a 10-15 cm d'altezza. Il cotico erboso migliora e rende più stabile la struttura del terreno conferendo, almeno in parte, le proprietà tipiche di un terreno naturale. Lo sfalcio regolare impedisce alla flora spontanea di diventare predominante, ma soprattutto ha nel tempo un effetto rinettante in quanto ne impedisce la fioritura e di conseguenza la moltiplicazione.

Questa tecnica, a causa degli elevati fabbisogni idrici, è attuabile solo in ambienti in cui la piovosità o la disponibilità irrigua non rappresentano un fattore limitante. Il mantenimento del prato richiede infatti l'irrigazione di tutta la superficie e in ogni modo causa una competizione per risorse idriche con la coltura arborea incrementando i consumi. In Italia può essere condotto efficacemente solo al nord. Al centro, in caso di disponibilità irrigua, va valutata l'eventuale convenienza economica, mentre al sud e nelle isole la tecnica diventa proibitiva sia per gli elevati costi sia per la ridotta disponibilità irrigua.

Inerbimento temporaneo

I trinciatutto sono macchine adatte alla gestione dei frutteti con i criteri dell'inerbimento temporaneo

È una tecnica riconducibile all'inerbimento in quanto pur differendo nei criteri di conduzione ne condivide i principi. L'arboreto è lasciato ad un inerbimento spontaneo nel corso della stagione piovosa, che negli ambienti caldo aridi del sud coincide con i mesi invernali e, quindi, con il periodo di riposo delle piante arboree. Alla ripresa vegetativa si procede alla trinciatura della vegetazione spontanea, unitamente ai residui di potatura, per liberare la superficie dell'interfila e impedire la competizione per le risorse idriche e nutrizionali. Nel corso della primavera possono rendersi necessari altri interventi dello stesso tipo, prima che la vegetazione infestante raggiunga uno sviluppo considerevole, oppure s'interviene con il diserbo. Nel corso dell'estate l'irrigazione localizzata fa sì che nell'interfila lo sviluppo di vegetazione infestante sia assente o contenuto, pertanto in molti casi non sussiste l'esigenza di altri interventi, oppure è sufficiente procedere a diserbi localizzati, generalmente con diserbanti totali (glifosate).

Questa tecnica si sposa con l'esigenza di contenere i consumi idrici, pertanto si presta come valida alternativa alla lavorazione degli arboreti nel centro sud in regime di irrigazione localizzata. L'epoca della trinciatura dipende dalla coltura e, naturalmente, dalla regione. In generale deve coincidere con la ripresa vegetativa e preferibilmente dovrebbe precedere la concimazione: in questa fase il terreno si trova ancora in buone condizioni di disponibilità idrica e le piante erbacee non sono in competizione per le risorse idriche, tuttavia entrano in competizione per le risorse nutrizionali provocando l'assorbimento biologico dell'azoto e di altri elementi nutritivi. Questo inconveniente in ogni modo è solo fittizio qualora si operi con una concimazione di anticipo che tenga conto della temporanea immobilizzazione biologica degli elementi nutritivi.

L'effetto rinettante del prato sfalciato, nel caso dell'inerbimento temporaneo è surrogato dalla trinciatura e dalla permanenza dei residui trinciati sulla superficie del terreno.

L'inerbimento temporaneo in ogni modo è del tutto incompatibile con i criteri dell'aridocoltura che impongono invece le lavorazioni dell'arboreto allo scopo di aumentare la capacità d'invaso.

Gestione del terreno sulla fila

Trinciatutto dotata di dispositivo di scarto laterale e di organo lavorante a flagelli retraibile, in grado di operare anche lungo la fila

La gestione del suolo in corrispondenza delle file si può attuare con diverse tecniche alternative:

Proprietà del terreno inerbito

Meleto inerbito
Actinidieto inerbito

Le caratteristiche di un arboreto inerbito sono la risultante del concorso di vari fattori, alcuni positivi, altri negativi. Il predominio degli uni o degli altri determina il raggiungimento con successo delle finalità preposte. Per questi motivi l'inerbimento non è sempre la scelta tecnica più valida e in determinati contesti è addirittura sconsigliato.

In merito agli effetti positivi i principali aspetti sono i seguenti.

Fra gli inconvenienti si possono citare i seguenti:

Bibliografia

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