enumerare aetas animantum non queat omnis,
vis‹que› eadem ‹et› natura manet quae semina rerum
conicere in loca quaeque queat simili ratione
atque huc sunt coniecta, necesse est confiteare
esse alios aliis terrarum in partibus orbis
et varias hominum gentis et saecla ferarum»
(italiano) «E ora se il numero degli atomi è così sterminato
che un'intera età dei viventi non basterebbe a contarli,
e persiste la medesima forza e natura che possa
congiungere gli atomi dovunque nella stessa maniera
in cui si congiunsero qui, è necessario per te riconoscere
che esistono altrove nel vuoto altri globi terrestri
e diverse razze di uomini e specie di fiere»
Gli intermundia (in greco anticoμετακόσμια?, metakósmia, inlatinointermundia, letteralmente "fra i mondi"), nella filosofia epicurea, si identificano cólli spazi interstiziali, presenti fra gli infinitimondi, dove abitano eternamente gli dei nel loro stato di atarassia e aponia. Questo stato li porta a non interessarsi in nessun modo dell'andamento delle cose terrene, ciò implica una mancanza di provvidenza divina per indicare la quale fu coniato e usato il termine apronoesia.
Note
↑(EN) Emidio Spinelli e Francesco Verde, Theology, in Philipp Mitsis (a cura di), The Oxford handbook of Epicurus and epicureanism, New York, Oxford University Press, 2020, p.107, ISBN9780199744213.
↑Stefano Mecci, L'uomo di fronte al divino nella filosofia di Epicuro, in L. Ghisleri (a cura di), I fondamenti dell'etica e la religione, Brescia, Morcelliana, 2018, pp.140, 141, ISBN9788837232498.