Ivo Soldini (Lugano, 9 ottobre 1951) è uno scultore e pittore svizzero, originario del Canton Ticino. Vive e lavora a Ligornetto, nella casa di famiglia legata alla tradizione scultorea del villaggio, patria di Vincenzo Vela.
La sua ricerca è incentrata sulla figura umana, indagata nel suo aspetto interiore ed esistenziale, ed è espressa soprattutto attraverso la scultura in bronzo, affiancata da un'intensa produzione grafica e pittorica. A partire dagli anni 2000 ha realizzato numerose opere monumentali per spazi pubblici, prevalentemente in Ticino.
Ivo Soldini discende da una famiglia di Ligornetto da tempo legata al mondo delle arti. Tra gli antenati figura Domenico Soldini (1809–1879), uomo di fiducia dello scultore Vincenzo Vela, di cui curava una parte della contabilità, compresa quella relativa alla costruzione della casa-museo poi divenuta il Museo Vincenzo Vela; suo figlio Antonio Soldini (1839–1877) fu a sua volta scultore. Il padre, Pietro Soldini (Lugano, 1909), fu ingegnere e progettista, formatosi come allievo di Enea Talloni.
Soldini è cresciuto tra Lugano e la casa colonica di famiglia a Ligornetto, alla quale ha legato gran parte della propria vita e attività artistica. Vive e lavora in questa dimora, dove conserva anche una collezione d'arte di famiglia.
Dopo le scuole dell'obbligo a Bellinzona e il Liceo cantonale a Lugano, Soldini ha frequentato per un anno l'Accademia di belle arti di Brera a Milano (1972–1973), avviando la propria attività artistica. Prima di dedicarsi professionalmente all'arte ha studiato per tre anni all'Università Statale di Milano (facoltà di scienze politiche, lettere e storia dell'arte) e ha compiuto diversi viaggi nell'Europa settentrionale.
Negli esordi Soldini si è dedicato al disegno e alla pittura di ambito espressionista-simbolista, con una iconografia incentrata su un aggressivo bestiario. A partire dal 1976 si è rivolto alla scultura in bronzo di piccolo e medio formato (statuette e rilievi, talvolta in alluminio e in gesso), affiancata negli anni più recenti da realizzazioni monumentali per spazi pubblici; ha inoltre proseguito una fertile produzione grafica (disegni a matita, carboncino e china; acqueforti e puntesecche) e pittorica (tempere, acquerelli e oli). Negli anni settanta ha partecipato al gruppo Movimento 22.
Contrariamente a molti artisti ticinesi della sua generazione, che si trasferivano verso Milano o all'estero, Soldini scelse di mantenere il proprio riferimento a Ligornetto, che considera un punto d'incontro tra il Nord e il Sud dell'arte europea, promuovendo il proprio lavoro anche nella Svizzera interna e di lingua tedesca. Dal 1973 ha iniziato a esporre con regolarità in gallerie e sedi pubbliche e private in Svizzera e in Italia.
Tra le prime opere pubbliche di rilievo vi è Il Volo, collocata alla fine degli anni settanta presso l'aeroporto di Lugano-Agno, che contribuì a farlo conoscere. Nel 1991 realizzò l'opera Diagonal Composition with Seven Figures (Composizione diagonale con sette figure) per l'atrio della sede newyorkese della Swiss Bank Corporation.
Il lavoro di Soldini si inscrive nel filone della tradizione scultorea che pone al centro la raffigurazione umana e l'indagine psicologica dell'esistenza moderna. Nel primo decennio della sua attività plastica ha alternato una via naturalistica (torsi tondeggianti, composizioni classiche) a stilemi più informali ed espressionisti (arcaicità ieratica, trattazione violenta delle superfici); tra i possibili riferimenti iniziali la critica ha indicato Marino Marini, Giacomo Manzù, Remo Rossi e soprattutto Alberto Giacometti.
Verso la metà degli anni ottanta si è affermata la sua scelta di fondo: la figura umana resa nel suo consistere interiore attraverso l'incisività del segno. Tra i soggetti ricorrenti spicca il corpo rigido e allungato, collocato obliquamente nello spazio in un precario equilibrio, come nelle diverse versioni dell'Inclinato. Negli anni novanta le figure si sono condensate in blocchi corporei massicci, accostati dalla critica ai volumi di Fritz Wotruba, nei quali le inclinazioni e le torsioni si contrappongono alla solidità verticale. Tra i motivi più recenti figurano le teste e l'accostamento seriale di figure in una folla, soprattutto nei bassorilievi. Ricorrenti nella sua poetica sono i temi della luce, dell'energia e del legame con la terra e con le proprie radici.
Soldini ha realizzato numerose opere permanenti per spazi pubblici e privati, in prevalenza in Ticino. Tra le principali:
Dal 1973 Soldini ha esposto in numerose sedi svizzere e italiane. Tra le mostre personali e le rassegne di maggior rilievo:
Ha inoltre esposto ripetutamente in gallerie svizzere, tra cui la Galerie Christine Brügger di Berna.
Soldini è anche collezionista d'arte. Nel 2017 la sua raccolta è stata presentata nella mostra Le stanze svelate. La collezione d'arte di Ivo Soldini dai Vela a Marino Marini alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate.
Nel 2007 Soldini è stato tra i membri fondatori del comitato della Fondazione Bally per la Cultura, iniziativa dedicata alla valorizzazione dei talenti creativi ticinesi, che ha sostenuto per circa quindici anni.
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