
Jack Tocco, pseudonimo di Giacomo William Tocco, detto Black Jack (Grosse Pointe Park, 29 ottobre 1926 – Grosse Pointe Park, 14 luglio 2014), è stato un mafioso statunitense, noto per aver guidato a lungo la famiglia di Detroit.
Figlio di Vito William "Black Bill" Tocco e Rosalie Zerilli, Giacomo crebbe a Windmill Pointe, un quartiere residenziale benestante di Grosse Pointe Park. Nel 1949 conseguì una laurea in finanza presso l'Università di Detroit, prima di diventare una figura di primo piano della criminalità organizzata del Michigan.
Jack Tocco rimase sposato per oltre sessant'anni e dal matrimonio nacquero otto figli. La sua famiglia si allargò ulteriormente con la nascita di diciassette nipoti.
Nel 1979, in seguito alla morte di Joseph Zerilli, Jack Tocco assunse la guida della Detroit Partnership. Ereditò un'organizzazione fortemente indebolita, con diversi esponenti di primo piano esposti al rischio di finire in carcere. La scomparsa di Papa John Priziola rappresentò un'ulteriore perdita significativa: Priziola era infatti uno degli ultimi boss originari ancora in vita tra quelli che avevano guidato la Partnership sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1931.
In quello stesso periodo, il cugino di Jack, Anthony Zerilli, uscì di prigione. Sebbene molti temessero che tra i due potessero sorgere contrasti per il controllo dell'organizzazione, Tony si ritrovò presto coinvolto in nuovi problemi giudiziari. Era stato registrato mentre si vantava, davanti a un informatore dell'FBI, delle proprie attività a Las Vegas. La registrazione diede impulso a un'indagine federale sui legami della famiglia mafiosa di Detroit con l'Aladdin Hotel and Casino, all'epoca gestito da James Tamer, un rapinatore di banche già condannato.
Jack Tocco costruì un considerevole patrimonio immobiliare, gestito in parte insieme al fratello Tony. Tra gli investimenti più importanti figurava un terreno di circa 13 ettari, acquistato nel 1973 per 112.000 dollari. La proprietà confinava con Royal View Estates, un complesso residenziale sviluppato dai fratelli Tocco a partire dagli anni Novanta, nella località di Oakland Township. Il progetto Royal View generò profitti per diversi milioni di dollari. In origine, il piano prevedeva la costruzione di quindici abitazioni di lusso su un terreno di circa 16 ettari. Secondo i registri immobiliari, i fratelli Tocco sostennero i costi per predisporre gli allacciamenti ai servizi pubblici, per poi vendere i lotti a privati e imprese edili, che si occuparono direttamente della costruzione delle case. L'iniziativa contribuì alla creazione della Royal View Estates Condominium Association, costituita nell'ottobre del 1989. Tra i fondatori figuravano Jack e Anthony Tocco, insieme a Vito e William Badamo.
I fratelli presero inoltre in considerazione lo sviluppo di condomini e abitazioni unifamiliari di circa 280 metri quadrati ciascuna attraverso la Royal Construction Company. Tre mesi dopo l'avvio del progetto, la società Tocco & Tocco fu sostituita come appaltatrice dalla Royal Construction, fondata nel 1964 da Sam Barone e Carlo Licata. Quest'ultimo era sposato con la sorella di Jack e, successivamente, con la figlia di Santo Perrone.
Nel 1996, i fratelli Tocco possedevano ancora almeno un lotto non edificato a Royal View. Nel complesso, i ricavi derivanti dalla vendita delle abitazioni avevano superato i sei milioni di dollari.
Il patrimonio immobiliare di Jack comprendeva anche un appartamento in un complesso residenziale a Boca Raton, in Florida, acquistato nel 1993. Tra le proprietà commerciali figuravano tre edifici e terreni a uso commerciale del valore di circa un milione di dollari a Warren, oltre ad altri immobili non resi pubblici.
A Tocco fu attribuita, secondo indiscrezioni, anche la proprietà dell'Hillcrest Country Club e del Moravian Hills Golf Club, nella contea di Macomb. Si ipotizzava che avesse utilizzato James Tamer e Simon Thomas come prestanome per ottenere l'approvazione della licenza per la vendita di alcolici del club. Tuttavia, queste circostanze erano riportate come sospetti e non come fatti accertati.
Il complesso era stato acquistato nel 1949 da Woodrow Woody e annoverava tra i propri soci alcune delle personalità più influenti del Michigan. Nel 1980, Woody cedette la proprietà a James Tamer per 6,5 milioni di dollari. Quattro anni più tardi, Tamer la vendette a Simon Thomas, gestore di locali notturni che, come i due precedenti proprietari, aveva origini libanesi.
Grazie ai suoi contatti nel settore dello spettacolo, Thomas riuscì a portare nei propri locali artisti di fama internazionale, tra cui Frank Sinatra, Paul Anka e Wayne Newton.
Nel 2005, l'Hillcrest Country Club e il Moravian Hills Golf Club furono venduti. Circa 12 ettari dell'area furono destinati alla realizzazione del George George Community Park, mentre la parte restante venne acquistata dalla catena commerciale Meijer Inc., che vi costruì un nuovo ipermercato.
Il 15 marzo 1996, Jack Tocco e altri sedici presunti membri o affiliati della Detroit Partnership furono arrestati. Il governo federale avviò inoltre una procedura per la confisca dei proventi derivanti dalle attività criminali contestate agli imputati. Secondo l'accusa, Tocco e altri quattro coimputati erano responsabili in solido di 234.700 dollari, ottenuti attraverso estorsioni note come street tax, ovvero somme imposte illegalmente a commercianti e operatori economici.
Le autorità sostenevano inoltre che Jack Tocco, Anthony Corrado e Vito Giacalone dovessero rispondere, oltre che di tale importo, anche di altri proventi illeciti: 4,2 milioni di dollari ricavati dalla vendita di due alberghi di Las Vegas, il Frontier Hotel e l'Edgewater Hotel; un milione di dollari estorto a Sal Vitello; e 38.400 dollari derivanti dalla riscossione di debiti legati al gioco d'azzardo illegale. La somma complessiva che il governo intendeva confiscare ammontava pertanto a 5.473.100 dollari. Il tribunale distrettuale stabilì tuttavia che le prove presentate dall'accusa durante il processo non consentivano di determinare, sulla base della preponderanza delle prove, un fondamento fattuale sufficientemente preciso per quantificare le somme da confiscare agli imputati.
I pubblici ministeri subirono un'ulteriore battuta d'arresto quando Tony Zerilli e Tony Giacalone ottennero il rinvio a tempo indeterminato dei rispettivi processi per motivi di salute.
I cinque imputati furono incriminati insieme ad altre dodici persone nell'ambito di un atto d'accusa composto da 25 capi d'imputazione, relativo al loro presunto coinvolgimento nella filiale di Detroit dell'organizzazione mafiosa nazionale nota come Cosa Nostra.
Jack Tocco e Anthony Corrado furono riconosciuti colpevoli di due capi d'imputazione per associazione finalizzata alla commissione di reati ai sensi del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO): uno relativo a un sistema continuativo di attività criminali e l'altro alla riscossione di debiti illeciti. Entrambi furono inoltre condannati per associazione finalizzata alla violazione dell'Hobbs Act, la legge federale statunitense che punisce, tra l'altro, l'estorsione che interferisce con il commercio.
Paul Corrado e Nove Tocco furono riconosciuti colpevoli di associazione finalizzata ad un'attività criminale continuativa prevista dal RICO e di cospirazione ai sensi dell'Hobbs Act. Vito Giacalone, invece, si dichiarò colpevole dell'accusa RICO relativa all'associazione finalizzata alla riscossione di debiti illeciti.
Durante la fase di determinazione della pena, Jack Tocco ricevette il sostegno pubblico di numerose personalità di spicco della comunità locale. Tra queste figuravano Sparky Anderson, ex allenatore dei Detroit Tigers, Ronald Bonkowski, già sindaco di Warren, Frank Stella, organizzatore di raccolte fondi politiche, e Gary Vitto, responsabile della pubblicità della squadra di baseball. A sostenerlo furono anche alcuni membri della famiglia Kilgore, Patrick Petz, consigliere comunale di Grosse Pointe, oltre a numerosi ristoratori, giudici in pensione, medici, avvocati e sacerdoti.
Il 13 novembre 1998, il giudice John Corbett O’Meara condannò Jack Tocco a una pena non superiore a un anno da scontare in una struttura di reinserimento sociale. Le condizioni stabilite gli consentivano di occuparsi quotidianamente delle attività imprenditoriali della famiglia, con l'obbligo di rientrare nella struttura durante la notte. I pubblici ministeri, tuttavia, chiesero che la pena fosse scontata in carcere. Il 23 dicembre 1998, Tocco venne quindi nuovamente condannato a un anno di detenzione presso il Federal Medical Center di Rochester, in Minnesota. Grazie alla buona condotta, ottenne una riduzione della pena e fu scarcerato nel 1999, dopo aver trascorso in prigione quasi undici mesi.
I procuratori federali presentarono comunque ricorso contro la decisione del giudice O’Meara, sostenendo che la pena inflitta fosse inferiore ai minimi previsti dalla legge. Il 5 gennaio 2000, la Corte d'appello degli Stati Uniti per il Sesto Circuito stabilì che il giudice che aveva inizialmente condannato Tocco era stato eccessivamente indulgente nella determinazione della pena.
Nel frattempo, i pubblici ministeri raggiunsero un accordo con Nove Tocco, cugino di Jack, che si trovava in carcere per accuse di estorsione. Nove accettò di testimoniare contro di lui, a condizione di non essere costretto a deporre contro lo zio Tony Zerilli, che considerava una figura di riferimento e un mentore.
La testimonianza presentava tuttavia un punto debole significativo: Nove dovette ammettere di non aver mai ricevuto direttamente da Jack Tocco ordini che lo autorizzassero a compiere le estorsioni per le quali era stato condannato. Fu inoltre costretto a riconoscere che i suoi tentativi di estorcere denaro agli operatori delle scommesse clandestine erano stati proprio all'origine dei problemi che lo avevano messo in conflitto con i fratelli Jack e Tony Tocco.
Di fronte a una situazione che rischiava di compromettere seriamente la credibilità dell'accusa, Tocco fu nuovamente condannato, questa volta a 34 mesi di reclusione, con il riconoscimento di un anno e un giorno già scontati. Tale computo gli consentì di ottenere i requisiti necessari per una scarcerazione anticipata.
Il 21 novembre 2001, Jack Tocco fu quindi rilasciato dal carcere federale.
Morì a Grosse Pointe Park il 14 luglio 2014.