Jacobaea uniflora

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Senecio unifloro
Jacobaea uniflora
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereJacobaea
Specie J. uniflora
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
GenereJacobaea
Specie J. uniflora
Nomenclatura binomiale
Jacobaea uniflora
(All.) Veldk., 2006
Sinonimi

Senecio chabertii Petitm.
Senecio halleri Dandy
Senecio uniflorus All.

Nomi comuni

Senecio di Haller

Il senecione unifloro (nome scientifico Jacobaea uniflora (All.) Veldkamp, 2006) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae).

Etimologia

Il nome generico (Jacobaea) potrebbe derivare da due fonti possibili: (1) da San Giacomo (o Jacobus); oppure (2) in riferimento all'isola di Santiago (Capo Verde). L'epiteto specifico (uniflora = scapo con un unico fiore) fa invece riferimento al suo habitus.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Jacobaea uniflora) è stato proposto inizialmente dal botanico e medico italiano Carlo Ludovico Allioni (1728 – 1804) e perfezionato in seguito dal botanico Jan Frederik Veldkamp (1941 -) nella pubblicazione "Compositae Newslett. 44: 7.2006" del 2006.

Descrizione

Il portamento
Le foglie
Il capolino

Habitus. L'altezza di queste piante varia da 3 a 12 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Queste piante possiedono al loro interno delle sostanze chimiche quali i lattoni sesquiterpenici e alcaloidi pirrolizidinici Tutta la pianta è bianco-tomentosa.

Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose.

Fusto.

Foglie. Le foglie sono allungate (a forma lanceolato-spatolata) con i margini debolmente lobati; spesso i bordi sono revoluti.

Infiorescenza. L'infiorescenza è formata da singoli capolini. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro composto da 21 brattee disposte su un unico rango e tutte uguali fra loro, che fanno da protezione al ricettacolo più o meno piano e nudo (senza pagliette) sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati gialli (da 12 a 16) e quelli interni tubulosi di colore giallo aranciato. Alla base dell'involucro sono presenti diverse squame più brevi. Diametro del capolino: 2 – 2,5 cm. Lunghezza delle squame: 10 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni cilindrici e pelosi. Sono inoltre provvisti di un pappo biancastro.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

La specie di questa voce è stato oggetto di uno studio sulla sopravvivenza di alcune specie alpine durante le ultime glaciazioni del Pleistocene. In particolare analizzando alcune frammenti del DNA dei cloroplasti della Jacobaea uniflora di varie zone alpine si sono individuate due aree a sud-ovest (Bonneval-sur-Arc, Savoia – Francia) e a nord-ovest (Zermatt/Simplon, Vallese – Svizzera) della Val d'Aosta di sopravvivenza durante i periodi glaciali dalle quali poi per graduale ricolonizzazione di aree periferiche e intermedie la specie ha rioccupato l'attuale area di distribuzione.

Distribuzione e habitat

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale – Distribuzione alpina)

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Endemico – Ovest Alpico.

Distribuzione: in Italia questa specie è presente (ma raramente) solamente nella parte occidentale delle Alpi. Oltre confine, sempre nelle Alpi, è presente in Francia (dipartimento della Savoia) e in Svizzera (cantone Vallese).

Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli alpini (praterie rase alpine e subalpine) e le creste ventose; ma anche i muri, i ripari sotto le rocce, i ghiaioni e le pietraie. Il substrato preferito è siliceo con pH acido, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.

Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini queste piante si possono trovare da 1 900 fino a 2 800 m s.l.m. (massimo 3 500 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: alpino e in parte quello nivale.

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico alpino Jacobaea uniflora appartiene alla seguente comunità vegetale:

Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Classe: Juncetea trifidi
Ordine: Caricetalia curvulae
Alleanza: Caricion curvulae

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1 200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere di questa voce, insieme al genere Bethencourtia, forma un "gruppo fratello" e si trova, da un punto di vista filogenetico, in una posizione abbastanza centrale della sottotribù.

I caratteri distintivi per le specie del genere Jacobaea sono:

  • caratteristico è il rivestimento con peli sottili, sinuosi formanti un feltro compatto.
  • alcune brattee dell'involucro inferiore (chiamato anche calice dell'involucro) solo più lunghe di quelle interne.

La specie J. uniflora è individuata dai seguenti caratteri specifici:

  • il portamento è erbaceo perenne con altezza di 3 - 12 cm.
  • le foglie hanno delle forme oblanceolato-spatolate.
  • le sinflorescenze sono formate da un unico capolino.
  • diametro del capolino: 2 - 2,5 cm.
  • numero delle brattee involucrali: 20 - 21.
  • numero dei fiori ligulati: 12 - 16.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 9 novembre 2022.
  3. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 19 luglio 2011.
  4. ↑ Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 9 novembre 2022.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 luglio 2011.
  6. 1 2 Judd 2007, pag. 523.
  7. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  9. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  10. 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 230.
  11. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  12. 1 2 3 Pignatti 2018, vol. 3, pag. 905.
  13. ↑ Motta 1960, vol. 3, pag. 694.
  14. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  15. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  16. ↑ O. Bettin, C. Cornejo, P.J. Edwards & R.Holderegger, Phylogeography of the high alpine plant Senecio halleri (Asteraceae) in the European Alps: in situ glacial survival with postglacial stepwise dispersal into peripheral area[collegamento interrotto] (PDF), in Molecular Ecology (2007) 16, 2517– 2524.
  17. ↑ Conti et al. 2005, pag. 164.
  18. 1 2 3 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 536.
  19. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  20. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

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