
Jean-Jacques Henner (Bernwiller, 5 marzo 1829 – Parigi, 23 luglio 1905) è stato un pittore francese.
Figlio di contadini alsaziani (originari del Sundgau), Georges Guillaume Polycarpe Henner e Madeleine Wadel, si rifugiò a Parigi nel 1846 per sfuggire alla grave crisi alimentare che colpì l'Alsazia in quegli anni. Entrato all'École des Beaux-Arts nel 1848, frequentò l'atelier di Michel Martin Drolling, e dopo la morte di quest'ultimo frequentò lo studio di François-Édouard Picot, nel 1851.
In questo periodo fece molte copie dei capolavori tizianeschi, raffaelleschi o pussiniani esposti al museo del Louvre. Ingres, Pierre-Paul Prud'hon e Corot erano alcuni dei pittori ottocenteschi che ammirava.
Nel 1858, dopo due tentativi falliti, ottenne il Premio di Roma (Prix de Rome) grazie alla sua tela Adamo ed Eva che scoprono il corpo di Abele e per cinque anni (dal 1859 al 1864) studiò pittura a Villa Medici, a Roma, apprendendo di Raffaello, Melozzo, Michelangelo, Tiziano, Correggio e altri.
Dopo aver vinto il premio di Roma, Henner partì per la villa Medici nel 1858. Su consiglio di Jean-Victor Schnetz, che era il direttore dell'accademia di Francia a Roma, Henner visitò l'Italia: Roma, Firenze, Venezia, Napoli e altri luoghi. Attirato dal Caravaggio e da Raffaello a Roma, in seguito cominciò a interessarsi al Correggio e a Tiziano dopo aver percorso la parte settentrionale del paese dal giugno all'ottobre del 1860.
Il viaggio in Italia (o Grand Tour) fu molto importante per le sue opere successive, dato che la sua tavolozza divenne più chiara, il suo tratto divenne più fluido e abbandonò la rigidità dei primi tempi. A Roma Henner strinse molti rapporti utili per la sua carriera successiva. Nel 1870 avrebbe creato i Caldarrosti, un gruppo di ex studenti di Roma che si riunivano spesso a Parigi presso Louis Hector Leroux ed Ernest Hébert.
Henner sarebbe tornato in Italia due volte, nel 1888 e nel 1891.

Tornato in Francia nel 1864, si stabilì definitivamente a Parigi e nel 1867 si trasferì in uno studio a piazza Pigalle, dove lavorò assieme a Pierre Puvis de Chavannes, stabilitosi nello stesso posto. Quindi egli iniziò con successo la sua carriera al Salone, e gli furono commissionati ritratti e opere che sarebbero state acquistate dallo stato. Al Salone del 1865 Henner venne premiato per l'ultima opera che aveva inviato da Roma, La casta Susanna.
Divenne noto grazie al suo quadro patriottico L'Alsazia. Lei attende, dipinto nel 1871, dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana. Ne furono tratte molte incisioni, che impressionarono il pubblico:
Espose con regolarità al Salone degli artisti francesi fino al 1903, due anni prima della morte. A partire dal 1876, i suoi quadri furono apprezzati anche nelle esposizioni del Circolo artistico e letterario della rue Saint-Arnaud, e in seguito della rue Volney a Parigi, dove espose delle opere assieme ad altri artisti ben noti prima dell'apertura del Salone.
Autore di numerose opere, apprezzatissimo ritrattista, rimase sempre appartato dall'evoluzione della pittura nel corso degli anni, rimanendo fedele alla sua concezione accademica dell'arte. Nel 1889 fu eletto membro dell'Académie des beaux-arts.
Riconosciuto dal mondo dell'arte e dalla società di allora, Henner morì a Parigi il 23 luglio del 1905 nella sua abitazione, al n. 41 della rue La Bruyère, dove è ricordato da una targa commemorativa. Venne sepolto il 25 luglio del 1905 al cimitero di Montmartre, nella quinta divisione.
A Parigi, il suo atelier è stato ricostruito nel Museo Jean-Jacques Henner, dedicato alla sua opera e a quella di Édouard Louis Dubufe (1853-1909). Il pittore Many Benner, suo allievo, è stato il primo conservatore.
Un suo ritratto è stato dipinto da Jean Benner, pittore alsaziano, che era un suo amico.
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